Conviviale Interclub – Relazione di M. Trabucchi e L. Monini sul tema: “Sanità sostenibile – la grande sfida”

Nella consueta Sede del nostro Club si è svolta la conviviale dedicata al tema dell’anno: la sostenibilità. La nostra Socia Luisa Monini e il Prof. Marco Trabucchi ci hanno intrattenuto con una relazione di particolare interesse dal titolo “Sanità sostenibile: la grande sfida”. Dopo una breve presentazione del Prof. Trabucchi, Luisa Monini afferma che i cambiamenti demografici, sociali, politici ed economici hanno reso la sostenibilità della sanità un grosso problema per tutti i Paesi. L’OMS già nel dopoguerra definiva la salute come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia e di infermità.

DSC02453La nostra Costituzione nell’articolo 32 cita che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

Ha preso poi la parola Marco Trabucchi, secondo cui i problemi legati alla sostenibilità della salute pubblica sono complessi e non devono essere affrontati con pessimismo in quanto sarebbe contro la Provvidenza e contro la Scienza. Trabucchi è contrario allo scetticismo ed alla conservazione: è necessario cambiare per progredire. È invece favorevole al governo politico della Sanità, in alternativa alla sanità dei “ragionieri” e ricorda che i ministri più disastrosi sono stati medici.

DSC02455Brescia è un’isola fortunata in quanto la sanità funziona bene soprattutto se confrontata con la realtà lombarda e soprattutto veneta ed emiliana, per non parlare di quella piemontese. Tutto ciò però non può esimerci dall’impegno di migliorare ulteriormente. I costi sempre più alti della sanità sono causati dalla tecnologia avanzata che si applica e quindi è opportuno che la stessa sia indirizzata verso scopi specifici. Inoltre occorre considerare l’invecchiamento della popolazione e le malattie sempre più cronicizzate, il benessere e quindi una popolazione più ricca che esige il medico migliore e quindi con costi maggiori. Infine un aumento dei costi è senz’altro dovuto alla disorganizzazione di alcune regioni dove la spesa sanitaria non è governata, dove c’è troppa autonomia, dove esiste una burocrazia esorbitante, dove ci sono costi nascosti, per non parlare del Ministero della Salute, inefficiente ed incapace di sostenere un ruolo che gli compete.

La Medicina di fronte a questi problemi non ha risposte adeguate perché è stata serva dell’economia senza tenere in debito conto la situazione oggettiva; inoltre negli ospedali moderni la componente medica ha sempre meno spazio. A questo punto la prima domanda che nasce spontanea è: “che fare?”. Occorre studiare e sperimentare maggiormente, occorre evitare le centrali d’acquisto in quanto burocraticamente impossibilitate a gestire la velocità delle cliniche, occorre far lavorare di più gli operatori, evitare che molte branche della medicina (ad esempio la medicina sportiva) siano a carico del sistema, alzare il ticket e cercare di farlo pagare maggiormente alle persone più abbienti. Il Prof. Trabucchi conclude la sua relazione con la frase “La società civile può fare molto”!

Sono poi seguite numerose domande da parte dei Soci che hanno partecipato alla conviviale. Il Presidente Roberto Zani ha poi ringraziato i presenti, ricordato il calendario dei prossimi appuntamenti del Club e ha suonato la campana, concludendo quindi la serata.ua relazione con la seguente frase: “La società civile può fare molto!”.

 

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