Conviviale: “Storia degli zoo e dello zoo di Brescia”

La consueta serata rotariana del Club ha visto la partecipazione di numerosi Soci.

La Presidente Luisa Antonini, dopo aver suonato la campana, ringrazia sentitamente i convenuti e ricorda i principali appuntamenti del Club. In particolare si sofferma sulla visita del Governatore Omar Bortoletti di giovedì 19 p.v. e sull’appuntamento alla Chiesa S. Maria delle Grazie del 20 dicembre, dove sarà eseguita la Misa Tango di Martin Palmeri. Tale evento è organizzato su una proposta del RC Brescia e il ricavato sarà destinato ad un Service comune a tutto il gruppo Leones  i informa che il Service dell’incontro effettuato a Montichiari in occasione della visita di Bernardo Caprotti ha reso 4.110,00 Euro a favore della Associazione San Vincenzo di Brescia.

Prende la parola Franco Robecchi che presenta il suo libro “LO ZOO. Dai giardini zoologici ai nuovi parchi naturalistici – l’esempio Brescia”.Franco Robecchi

Esso è suddiviso in quattro capitoli principali ricchi di storia e aneddoti:

  1. dalle antiche ménagerie ai giardini zoologici ottocenteschi;
  2. il caso dello zoo di Brescia: la struttura del primo novecento;
  3. il giardino zoologico di Brescia del secondo dopoguerra;
  4. dallo zoo a rischio estinzione al bioparco culla ecologica.

Robecchi afferma come gli animali domestici oggi rappresentino in Italia un numero considerevole, basti ricordare gli 8 milioni di gatti ed i 7 milioni di cani, oltre naturalmente alla non trascurabile quantità di animali esotici.

Nelle epoche più remote il rapporto uomo – animale poteva sostanzialmente riassumersi nei seguenti aspetti principali:

  • sottovalutazione degli animali;
  • sopraelevazione degli animali a divinità.

Dalla civiltà greca in poi, non c’è mai stato interesse dell’uomo per gli animali dal punto di vista morale e nemmeno nella visione cristiano – cattolica (la rappresentazione era soltanto simbolica).

La Bibbia dichiara esplicitamente la sottomissione del creato e quindi del mondo animale all’uomo.

San GirolamoInoltre occorre ricordare che gli animali sono eterotrofi, ovvero mangiano altri esseri viventi che devono quindi essere uccisi. Anche l’uomo, prima che fosse inventata l’agricoltura, viveva di caccia; i Romani lottavano nelle arene con gli animali; oggi i tori sono uccisi nelle corride.

La Bibbia racconta di come l’uomo ha salvato gli animali dal diluvio universale, mentre nella civiltà assiro babilonese il male era rappresentato dal leone e il re doveva lottare contro il male e quindi contro il leone.

Nel Medioevo l’animale rappresenta un essere di passaggio tra mondo animato e l’intelligenza superiore: nascono le rappresentazioni del Demonio e le statue di figure animalesche fantastiche e mostruose (gargoyles), utilizzate nelle parti terminali degli scarichi di gronda di chiese e cattedrali cristiane e municipi.

Nel ‘500 nasce la volontà di collezionare le meraviglie naturalistiche e nel ‘700 subentra la curiosità scientifica e nascono i primi studiosi di zoologia. In questo periodo nasce l’interesse per gli artisti verso il mondo vegetale ed animale.

La storia di San Girolamo (eremita intellettuale) è la naturale premessa della nascita dello zoo. Occorre infatti riferirsi all’episodio ormai leggendario che ha ispirato numerosiZoo pittori: un leone afflitto da una spina penetratagli in una zampa gli sarebbe stato accanto, grato poiché lo stesso Girolamo gliel’avrebbe tolta.

In seguito alla scoperta dell’America nascono le raccolte organizzate degli animali attraverso le ménagerie dei nobili oppure come accessori animati dei saltimbanchi. Nascono i primi serragli viaggianti, che in pochi anni vedranno la presenza di oltre sessanta animali. Tra il 1830 e il 1870 in Francia ed in Inghilterra nascono i primi zoo pubblici spesso grazie a società private. Arriviamo al secolo scorso quando nel 1912 nasce a Brescia il secondo zoo italiano a distanza di pochi mesi da quello di Roma, grazie ad una associazione privata che aveva a disposizione lo spazio del castello nell’area dove ora ci sono i campi da tennis. Già nel 1922 viene chiuso anche per motivi economici per poi essere riaperto nel secondo dopoguerra. I motivi della nascita dello zoo sono da ricercarsi sia tra quelli naturalistici sia tra quelli patriottici (esposizioni di leoni nella città chiamata Leonessa d’Italia). Un dato significativo da tenere in considerazione è il numero dei visitatori in castello: quando c’era lo zoo veniva visto da 500.000 persone all’anno; oggi si parla di soli 50.000 visitatori nonostante le numerose iniziative.

Un ultimo pensiero viene dedicato da Franco Robecchi agli anni 70: quando nascono le prime associazioni animaliste.

Luisa Antonini chiude quindi la serata con il classico tocco di campana rotariana.

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