Conviviale – Relatore Renaud Bertrand Simons sul tema: “2008: l’inizio di una crisi senza fine”

La serata inizia con il consueto suono della campana rotariana. La Presidente Luisa Antonini ringrazia tutti i numerosi presenti alla conviviale e ricorda i prossimi appuntamenti del Club.

Marco Degiovanni saluta l’ospite presente Alice Valla, ex borsista e attualmente diplomatica in carriera che vive a Tel Aviv, mentre il Rappresentante del Governatore Franco Docchio ci aggiorna sulla nomina per l’a.r. 2018/2019 del prossimo Governatore Distrettuale.

Prende la parola il Socio Renaud Bertrand Simons. Egli si è laureato in Scienze Economiche all’Università di Namur, Belgio.Ha sviluppato un’Bertrand Simons 1esperienza di Investment Banking nella Generale Bank a Bruxelles prima di trasferirsi a Milano come Country Chief Risk Officer della succursale italiana della banca. Nel 2000 è stato nominato Country Manager e Direttore Generale della Fortis Bank Italia. Successivamente ha ricoperto la funzione di amministratore delegato della Fortis Lease S.p.A. e contestualmente Direttore Generale della Fortis Lease Romania. Nel 2010 ha raggiunto il Gruppo GE Capital Italia come Chief Commercial Officer, assumendo la piena responsabilità per l’implementazione della strategia commerciale e la gestione dei team per tutte le linee di prodotto. Da luglio 2014 ricopre il ruolo di Responsabile per Global Financial Solutions per l’Italia, la Francia e il Benelux e da luglio 2015 ricopre il ruolo di Managing Director della divisione Factoring.

Renaud Bertrand Simons inizia l’esposizione della sua relazione con una domanda provocatoria: “Se il prezzo del petrolio scende, cosa succede alle Borse?”

SubprimeMolte le risposte che danno indicazioni negative: segnale di domanda in calo (crisi si aggrava); riduzione utili gruppi petroliferi; rischio bolla speculativa industria energie alternative; crollo del potere d’acquisto dei paesi produttori (Russia, Brasile, Medio-Oriente); disinvestimenti paesi produttori dai mercati finanziari (Arabia S., Emirati Arabi); difficoltà economiche-finanziarie-politiche e instabilità politica medio-oriente; spinta deflativa al livello mondiale. Altrettante risposte farebbero pensare ad un rialzo delle Borse: impatto positivo sui risultati delle aziende consumatrici di energia; impatto positivo su consumi; minore inflazione con tassi d’interesse che rimangono bassi. Dunque l’economia, contrariamente alla matematica è spesso un’opinione!

Ne è la prova che nel 2007 nessun grande economista aveva previsto la crisi mondiale del 2008.

La crisi è iniziata all’incirca nella seconda metà del 2006, quando cominciò a sgonfiarsi la bolla immobiliare statunitense e, contemporaneamente, molti possessori di mutui subprime divennero insolventi a causa del rialzo dei tassi di interesse. In Italia la crisi ha portato tra il 2007 ed il 2013 una perdita del 25% del prodotto industriale; il calo dei consumi interni e delle esportazioni ha portato un aumento dei fallimenti e della disoccupazione, mentre il deficit dello stato è ancora aumentato. Di fatto si sono persi 327 miliardi di Euro di Pil.

Nonostante le risposte date alla crisi attraverso un sostegno monetario senza precedente ai mercati con conseguente crollo dei tassi di interesse, un aumento della spesa pubblica e degli oneri sociali, rispetto altri paesi industriali (G7) e alla media europea, l’Italia non riesce a ripartire.

DebitoLe risposte sono da ricercarsi nel debito pubblico incontrollabile, principalmente ereditato dal passato; nell’incapacità cronica della classe politica a gestire la spesa pubblica, anche in un contesto macro-economica favorevole; nel Sistema paese bloccato da «troppo stato» e «poco stato», nella debolezza del sistema Italia ad attirare investimenti stranieri diretti. Quali le soluzioni, dunque?

Tagliare drasticamente la spesa pubblica inutile e sprechi per investire in un vero sistema paese (infrastrutture, scuole, ricerca e sviluppo, aiuto alle aziende, aiuto al consumo,…..) e, seppure in presenza di margini di manovra ristretti:

  • ridurre in modo significativo la pressione fiscale;
  • ridurre «one-shot» il peso del debito pubblico (133% del PIL) con operazioni straordinarie;
  • restituire fiducia agli investitori italiani ed internazionali: semplificazione, certezza dei tempi della giustizia, infrastrutture, stabilità politica; combattere con tolleranza zero (alla «Rudolph Giuliani») la corruzione, l’evasione fiscale;
  • mantenere l’Italia nell’Euro per garantire una stabilità delle finanze pubbliche e un interesse dell’Italia verso gli investitori stranieri.

Successivamente Renaud Bertrand Simons si sofferma sui rischi per l’economia mondiale e per l’economia italiana, in particolare il blocco politico (3 grosse coalizioni), il passivo ambientale, il divario Nord-Sud, la salute del sistema bancario, il calo della demografia, la bomba debito pubblico.

Vengono poi snocciolati alcuni dati riguardanti le banche italiane, in particolare i crediti deteriorati risultano essere 349 miliardi, quindi se la crisi dovesse perdurare dovremo avere qualche timore.Crescita mondiale

Dobbiamo essere ottimisti per il futuro? Sicuramente! Questi i motivi:

  • L’Italia è l’ottava economia al mondo.
  • L’Italia è la quarta economia in Europa ma la seconda industria manifatturiera.
  • L’Italia ha delle regioni tra le più ricche d’Europa.
  • L’Italia ha delle eccellenze mondiali in numerosi settori: meccanica, alimentare, moda, packaging.
  • L’Italia ha una classe di imprenditori fuori classe.
  • L’Italia ha recuperato la fiducia degli investitori istituzionali esteri.
  • L’Italia non solo genera un avanzo primario nella spesa pubblica da diversi anni …ma non è neanche cosi indebitata (se confrontata con altri paesi mondiali, Giappone in testa).

Pertanto la soluzione della crisi è nelle nostre mani!

Hanno fatto seguito numerose domande dei nostri Soci, a cui Renaud Bertrand Simons ha risposto con competenza ed in modo esauriente.

La serata si conclude con la campana suonata dalla Presidente Luisa Antonini.    Banche

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