Conviviale – Relazione di G. Sorbi sul tema: “Che cosa significa essere Direttore d’Orchestra”

La serata si è svolta con la consueta convivialità nella sede di Palazzo Averoldi ed è stata partecipata da numerosi Soci, giunti per ascoltare l’interessante relazione della nostra Socia maestro Giovanna Sorbi. Dopo la cena prende la parola il Presidente Roberto Zani che, dopo i rituali saluti, ringrazia i presenti, accenna alla situazione Service in corso e illustra il calendario dei prossimi incontri.

Successivamente la parola passa alla SociaDSC02115 Giovanna Sorbi, che ci illustra con tono brillante e vivaci esemplificazioni, quale sia il ruolo del direttore d’orchestra, cercando di mostrare anche il significato della gestualità che ne caratterizza il lavoro. Qualsiasi movimento, ogni gesto, pur non avendo un significato simbolico, esprime una stretta corrispondenza sia con la melodia sia con lo strumento, che ciascun musicista suona.

L’esigenza di rappresentare la partitura ed avere una persona che diriga l’orchestra inizia con Ludwig van Beethoven. Il primo musicista formatosi come “direttore d’orchestra” intorno al 1750 fu Johann Stamitz, che conferisce dinamica all’espressione musicale. Prima di allora, le orchestre erano solitamente dirette dal compositore dell’opera che generalmente sedeva al clavicembalo. In assenza del compositore, erano il clavicembalista o il primo violino a guidare l’esecuzione, avendo sul proprio leggio una piccola partitura  condensata in cui erano indicate le principali linee melodiche e di accompagnamento. Con l’aumentare della complessità delle composizioni e del numero dei musicisti coinvolti, fu necessario introdurre la figura di un musicista senza strumento che si potesse occupare solo della concertazione e della coordinazione tra gli esecutori, leggendo da una partitura completa e dando indicazioni verbali, uditive e gestuali.

L’orchestra rappresenta l’espressione massima del materiale sonoro che il compositore ha a disposizione; l’arte di condurre n’orchestra consiste nel comunicare le intenzioni artistiche e tecniche ai musicisti durante l’esecuzione di un brano. Non esistono regole definite per la direzione, ma ovviamente le responsabilità di base di un direttore sono quelle di stabilire il tempo e le dinamiche, interagendo con i musicisti in maniera da strutturare armoniosamente il suono d’insieme.

Tipicamente la mano destra tiene il tempo base, mentre la mano sinistra gestisce il gioco espressivo. L’emozione del direttore d’orchestra è unica: gestisce fino a 110 musicisti e sente nel contempo la tensione del pubblico alle spalle. Uno stereotipo molto comune è che le donne non sono fisicamente adatte alla figura del direttore d’orchestra a causa della mancanza di forza fisica: niente di più falso. Infatti, in analogia con le arti marziali, la forza richiesta è solo mentale.

Giovanna Sorbi ci mostra poi la partitura della “Traviata” di Verdi, dove si può notare l’organizzazione grafica verticale di più righi musicali contemporanei, che permette al direttore d’orchestra di poter controllare e gestire con un solo colpo d’occhio l’intera simultaneità delle parti che concorrono all’opera musicale.

Un’altra partitura che ci è stata mostrata è la “Quinta Sinfonia” di Beethoven dove è rappresentato un attacco molto difficile che il direttore d’orchestra comanda attraverso un movimento corporeo calcolato. È quindi possibile notare l’importanza del coordinamento per evitare che ogni musicista “vada” per conto proprio. Per sintetizzare il direttore d’orchestra è come un allenatore di calcio che coordina e gestisce il gioco della squadra.

Hanno poi fatto seguito numerosi interventi dei Soci, ai quali Giovanna Sorbi ha replicato con esperta competenza.

Il suono della campana ha concluso la serata.

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