Conviviale Interclub con RC Brescia Ovest – Relazione del Prof. Marco Presta e della Dott.ssa Esmeralda Gnutti: “E’ possibile “affamare” il tumore?”

Presso la Sede Rotary House di Via Moretto a Brescia, si è tenuto l’interessante InterClub con il RC Brescia Ovest, durante il quale abbiamo potuto assistere alla sensibilizzanti relazioni della Sig.ra Esmeralda Gnutti, rappresentante della AIRC per la provincia di Brescia e del Prof. Marco Presta, ricercatore di base, Professore ordinario presso il dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale dell’Università di Brescia.

La serata è iniziata con i saluti dei Presidenti Mauro Lamanna ed Achille Maria Farina che hanno illustrato ai numerosi Soci presenti i prossimi appuntamenti dei rispettivi Club.

La parola è poi passata al Socio Francesco Rastrelli che ha introdotto il tema della salute condizionata da molti aspetti anche economici. Ha poi ricordato come in Italia il 4% della popolazione ha avuto una diagnosi di tumore maligno e come ogni malato di tumore rappresenti di fatto un costo pari a 28.000 € all’anno. D’altra parte le cure per questa malattia devono essere innovative e sempre all’avanguardia.

Successivamente la Sig.ra Esmeralda Gnutti ci illustra alcuni dati sulla AIRC.

L’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, ente privato senza fini di lucro, è stata fondata nel 1965 grazie all’iniziativa di alcuni ricercatori dell’Istituto dei Tumori di Milano, fra cui il Professor Umberto Veronesi e il Professor Giuseppe della Porta, avvalendosi del prezioso sostegno di noti imprenditori milanesi.
Dall’anno della sua fondazione AIRC si è sempre impegnata a promuovere la ricerca oncologica nel nostro Paese e si è progressivamente ampliata, fino a contare oggi 17 Comitati Regionali e 1.462.179 soci, tante persone che con la loro generosità sostengono l’Associazione, consentendole di esistere e di andare avanti.
L’attività di AIRC consiste nel raccogliere ed erogare fondi a favore del progresso della ricerca oncologica e nel diffondere al pubblico una corretta informazione in materia.

I fondi vengono destinati alla ricerca sul cancro attraverso un processo di selezione e supervisione rigoroso, meritocratico e trasparente. La severità e professionalità delle valutazioni dei progetti di ricerca e delle borse di studio sono assicurate dalla Direzione scientifica il cui staff è costituito da persone di rilevante expertise tecnico scientifica.

Questo organo coordina il processo di valutazione e il supporto ai lavori del Comitato tecnico scientifico, composto da 24 ricercatori, uomini e donne, che coprono ruoli di primo piano nell’oncologia italiana. A fianco del Comitato tecnico scientifico lavora un gruppo di oltre 600 Interclub RC Brescia Ovest 1ricercatori stranieri, scelti fra gli scienziati al top della ricerca sul cancro. Il loro compito è individuare i progetti migliori attraverso un processo che dura circa nove mesi.

In particolare, AIRC si impegna a: finanziare progetti di ricerca svolti presso Laboratori Universitari, Ospedali e Istituti Scientifici e a perfezionare le conoscenze di giovani ricercatori attraverso programmi speciali e bandi ad hoc.

Sensibilizzare e informare il pubblico sui progressi compiuti dalla ricerca oncologica.
Dalla sua fondazione ad oggi AIRC ha conseguito questi risultati:

  • ·  ha distribuito un importo complessivo di oltre 905 milioni di euro per progetti di ricerca condotti in laboratori di Istituti, di Università e di Enti Ospedalieri in tutta Italia;
  • ·  ha distribuito un importo complessivo di oltre 36 milioni di euro per borse di formazione a giovani ricercatori;
  • ·  ha attuato, come è richiesto dall’art.2 del suo Statuto, un programma di divulgazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui progressi compiuti dalla ricerca nella prevenzione, diagnosi e terapia del cancro.

Di tutti i progetti meritocratici finanziati, almeno il 93% di questi viene pubblicato su riviste specializzate.

Successivamente il Prof. Marco Presta ci ha illustrato un nuovo approccio terapeutico sulla terapia del cancro.
Dapprima sono stati elencati alcuni dati che riguardano l’Italia: le cause di morte per tumore, nel 1988, erano il 26,9% e, così come aumenta l’aspettativa di vita, anche il peso delle malattie oncologiche è sempre più importante, a differenza delle malattie cardiovascolari che risentono del maggior successo terapeutico degli ultimi anni. Per quanto riguarda i malati di tumore ai polmoni, mentre negli uomini il picco è già stato raggiunto, nelle donne è sempre più in aumento, anche a causa della maggior emancipazione delle stesse. Invece il cancro allo stomaco si è abbattuto drasticamente grazie alla maggior igiene e al miglior regime alimentare. A Brescia, in particolare, si manifestano 7 casi su 100 di malattie oncologiche (18% prostata maschile e 27% mammella femminile). Tra il 2004 e il 2006 i decessi sono stati 4981 maschi e 3914 femmine. Si è riscontrato che i tumori maggiormente “killer” sono quelli che vengono diagnosticati più tardi: è quindi determinante la diagnosi precoce, perciò la prevenzione è, di fatto, la miglior cura possibile. Infatti, se nessuno fumasse, il 30% dei tumori non esisterebbe, dal momento che l’80% dei tumori ai polmoni sono dovuti al fumo.

Interclub RC Brescia Ovest 2Torniamo ora all’approccio terapeutico. Giova ricordare che, così come la grandezza degli animali è proporzionale al tipo di sistema circolatorio che porta ossigeno ai tessuti, anche il tumore è un tessuto e quindi per crescere ha bisogno di sostanze nutritive, che gli vengono fornite attraverso una propria crescita del sistema cardiovascolare.

Moses Judah Folkman (Cleveland, 24 febbraio 1933 – Denver, 14 gennaio 2008) è stato il primo oncologo che ha effettuato ricerche su angiogenesi e vasculogenesi.

I suoi studi stabilirono che ogni tumore fabbrica piccoli vasi sanguigni per nutrirsi. Da qui il nome di antiangiogenesi terapia.

La proteina nota come PTX3 è prodotta dal nostro organismo ed è in grado di inibire la proliferazione delle cellule tumorali e dell’angiogenesi. Attraverso una ricerca durata dieci anni, il Prof. Marco Presta è riuscito a trovare una molecola organica (farmaco potenziale) che si comporta come la PTX3 e che quindi può curare alcuni tipi di tumore. Alcuni esperimenti su topi di laboratorio ne hanno confermato l’efficacia.

Il prof. Marco Presta conclude il suo intervento ricordando che la terapia per curare il tumore è sempre più personalizzata.
Sono seguiti molti applausi e numerose domande da parte dei Soci presenti, a testimonianza del particolare interesse che la serata ha suscitato.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie.
RSS
Follow by Email
Twitter