Interclub con RC Brescia Ovest e RC Brescia Sud Ovest Maclodio

Come succede nei vari Interclub organizzati, la conviviale presso il Ristorante La Sosta di Brescia è stata piacevole e molto partecipata.

Dopo che il suono della campana ha aperto la serata, la Presidente Luisa Antonini saluta tutti i presenti e li ringrazia per la gradita partecipazione.

Relatore della serata Franco Polotti. Egli, dopo aver conseguito il diploma di Ragioneria ha sviluppato la propria carriera nel Gruppo Industriale Ori Martin, specializzato nella produzione di acciai speciali. Attualmente è Presidente e Consigliere Delegato di O.R.I. Martin Acciaieria e Ferriera di Brescia S.p.a. e Consigliere Delegato di Trafilati Martin S.p.a.

Ricopre gli incarichi di Membro della Giunta dell’Associazione Industriale Bresciana e di Membro del Consiglio Direttivo di Federacciai. È Consigliere della Fondazione Banca San Paolo, dell’Opera per l’Educazione Cristiana e della Associazione Arte e Spiritualità. Ha ricoperto inoltre la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione del Banco di Brescia S.p.A. Dal 2008 è membro del Consiglio di Gestione di UBI Banca S.c.p.a. ed attualmente è Presidente del Consiglio di Gestione di UBI Banca S.c.p.a.. Prendono la parola Italo Folonari ed il Socio Alessandro Masetti Zannini che introducono Franco Polotti ricordando che ora Ubi Banca è il terzo gruppo bancario commerciale per capitalizzazione di Borsa dopo Banca Intesa ed Unicredit. Ha una quota di mercato superiore al 5%, 1.560 sportelli principalmente ubicati nelle regioni più ricche del Paese, ed oltre 17.500 dipendenti. UBI Banca è un Gruppo cooperativo, quotato alla Borsa di Milano ed incluso nell’indice FTSE/MIB.

È il turno di Franco Polotti che illustra la situazione con “alcuni pensieri in libertà tra amici”.

In data 20 gennaio il Consiglio dei Ministri ha adottato un decreto legge che impone alle banche popolari con attivo superiore a 8 miliardi di euro la trasformazione in Franco Polottisocietà per azioni. Il decreto, pubblicato il 24 gennaio, è stato poi convertito in legge dello stato con la legge 24 marzo 2015, n. 33. Una novità che interessa anche Ubi Banca, che con un 121,323 miliardi di euro in attivi patrimoniali è al secondo posto fra le gli istituti di credito oggetto del “restyling”.

In sostanza, le norme approvate stabiliscono che, in caso di superamento del limite, l’organo di amministrazione della banca convoca l’assemblea e se entro un anno l’attivo non viene

ridotto al di sotto della soglia o non viene deliberata la trasformazione in Spa o la liquidazione, Bankitalia può vietare di intraprendere nuove operazioni; oppure adottare provvedimenti di amministrazione straordinaria o, in terzo luogo, proporre alla Banca centrale europea la revoca dell’autorizzazione. Le banche oggetto della riforma avranno un periodo di 18 mesi per trasformarsi in Spa.

Ubi per prima ha intrapreso questo processo di trasformazione definendo già lo scorso giugno, in sede di consiglio di sorveglianza, il nuovo testo statutario da sottoporre all’Assemblea straordinaria il prossimo 10 ottobre. Tuttavia a seguito del ricorso presentato da alcuni soci delle banche popolari – l’economista Marco Vitale e il consigliere della Bpm Piero Lonardi – il 7 ottobre il Tar del Lazio, appena tre giorni prima dell’assemblea straordinaria di Ubi, si riunirà per decidere sulla richiesta urgente di sospensiva delle disposizioni attuative della riforma emesse da Banca d’Italia. Un caso singolare che pone il tema della mancanza certa del diritto.

Interclub 1Le ragioni che hanno spinto Ubi ad accelerare nella trasformazione in Spa risiedono nel bisogno di avere regole certe prima del rinnovo degli organi, il nuovo consiglio di sorveglianza e il nuovo consiglio di gestione, previsto nell’assemblea di aprile 2016. Tale operazione consentirebbe infatti di effettuare in futuro e in anticipo, rispetto ai suoi competitors, nuove operazioni e nuove strategie di sviluppo incluse acquisizioni, riassetti, aggregazioni.

È importante ricordare che la riforma renziana abolisce inoltre il voto capitario in assemblea, ovvero il principio secondo cui in sede di assemblea ogni azionista (indipendentemente dalle sue quote partecipative) possa esprimersi unicamente e con peso eguale agli altri azionisti.

In conclusione, Polotti ha ribadito che Ubi Banca, che è la seconda banca italiana per solidità patrimoniale, punta ad essere al passo con le normative ribadendo la propria presenza forte e significativa sul territorio, pur con una nuova configurazione societaria e auspicando un futuro dove ”le opzioni di crescita la vedranno sicuramente protagonista”.

Un caloroso applauso seguito da numerose domande da parte dei presenti ha concluso la serata.

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