Interclub con RC Manerbio e altri Club – Relazione di Ing. R. Gerla e Dott. R. Ricci: “Inquinamento del territorio di Brescia: opportunità di intervento grazie a nuove tecnologie”

Serata unica quella di Giovedì sera con 11 club partecipanti, grazie all’evidente rilevanza per il territorio bresciano del tema trattato e agli illustri relatori: l’Ing. Gerla, A2A Ambiente, e il Dott. Ricci, BioSearch Ambiente. A testimonianza dell’attenzione del Distretto al delicato tema , oltre ai Presidenti dei Clubs e ad altre cariche rotariane presenti, importante la presenza del Governatore eletto, Omar Bortoletti, e degli Assistenti del Governatore, Nedo Brunelli e Marco De Giovanni.

Dopo l’ottima cena, prende la parola l’Ing. Gerla, che ricorda che in Italia ci sono 57 SIN (Siti di Interesse Nazionale) fra cui il sito Caffaro di Brescia che tutti conosciamo. I siti d’interesse nazionale, ai fini della bonifica, sono individuabili in relazione alle loro caratteristiche (qualità, quantità e pericolosità degli inquinanti presenti), al rilievo dell’impatto sull’ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali. (Art. Interclub 3252, comma 1 del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.). Dei 57 siti italiani, solo il 30% è stato completamente caratterizzato e solo 3 dei 57 hanno un piano di bonifica approvato.

L’Ing. Gerla prosegue illustrando le principali tecnologie utilizzate per la bonifica, che dipendono da differenti fattori. Come mostrato nella tabella riassuntiva, le matrici contaminate possono essere trattate in-situ o ex-sito. L’efficacia dei diversi trattamenti dipende dal contaminante e dalle specificità del sito e, in generale, possono essere necessari diversi trattamenti per garantire l’efficacia della bonifica.


La parola passa al Dott. Ricci di BIOSEARCH AMBIENTE srl – CENTRO PER LE BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI, nato nel 2001, con sede a Environment Park di Torino. Nel 2013 entra nel capitale sociale la Galium s.r.l. di Brescia, attiva nella promozione e applicazione di sistemi di risanamento ambientale. L’attività prevalente della Società è lo studio ed applicazione di sistemi biotecnologici ad elevata sostenibilità economica e a basso impatto ambientale, volti alla bonifica di siti contaminati. Il biorisanamento (bioremediation) è una tecnologia basata sul metabolismo microbico, definito in base a test di laboratorio e in campo.

Interclub 2Un intervento di bonifica è articolato in diverse fasi:

  • Messa in sicurezza e indagini preliminari.
  • Piano della caratterizzazione per lo studio e dimensionamento del fenomeno di contaminazione, attraverso indagini chimiche e idrogeologiche.
  • Analisi del rischio per determinare le concentrazioni soglia di rischio (CSR) dei contaminanti presenti, obiettivo della bonifica.
  • Progetto operativo per definire nel dettaglio gli interventi necessari per la bonifica del sito.
  • Intervento di bonifica e risanamento ambientale delle matrici contaminate.

Biosearch Ambiente ha partecipato in collaborazione con ARPA Lombardia al progetto LIFE FREEPCB (2003-2006), mirato all’eliminazione di PCBs dalla catena alimentare con tecniche di Bioremediation applicate a superfici agricole. I PCB (policlorobifenili) sono sostanze dotate di eccezionale stabilità e per questo sono stati impiegati in numerosi prodotti e processi industriali. L’elevata stabilità, ritenuta un pregio dal punto di vista industriale, si è tradotto in un problema drammaticamente attuale dal punto di vista ambientale che coinvolge praticamente tutte le matrici. Il trattamento messo a punto, basato su processi biologici, tende a produrre le condizioni ottimali di degradazione dei PCB e viste le caratteristiche di elevata compatibilità ambientale ed elevata sostenibilità economica, potrà essere applicato su larga scala. Insieme all’Università Federico II di Napoli, nel 2014 è stato presentato un progetto LIFE AMBIENTE volta a dimostrare l’efficacia di una nuova tecnologia di risanamento.

Biosearch Ambiente, tramite una specifica attività di ricerca e sperimentazione, ha anche messo a punto un sistema di intervento biotecnologico Interclub 1in grado di detossificare il cromo esavalente riducendolo a cromo trivalente. Il sistema biotecnologico, caratterizzato da elevata sostenibilità ambientale ed economica, consiste nell’attivazione di batteri ambientali autoctoni, tramite l’aggiunta di macro e micronutrienti non tossici e completamente biodegradabili.

La conclusione della serata è che le soluzioni tecniche per risolvere i problemi di inquinamento del nostro territorio esistono e possono essere sostenibili. Adesso occorre solo la volontà di agire.

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