Conviviale – Interclub con RC Brescia Ovest – Relazione del Prof. Giorgio Brunelli: “La storia della microchirurgia”

All’inizio della serata, Giuseppe Masserdotti ci ha presentato brevemente l’evento “Dal cibo nell’arte all’arte del cibo” che si svolgerà il 15 Maggio alle 18:30 a Villa Fenaroli

http://rotarybresciamoretto.org/i-dal-cibo-nellarte-allarte-del-cibo-versione-aggiornata-a-presto-giuseppe-masserdotti/

Certamente l’evento è di grande interesse e ci auguriamo che possa esserci la presenza di molti dei nostri soci.

Ci è stata poi raccontata con passione dal prof. Giorgio Brunelli la storia della microchirurgia e dei suoi protagonisti, proprio da uno dei più illustri.

Nato a Cellatica, Giorgio ha insegnato microchirurgia all’Università di Brescia ed è stato Direttore della scuola di specializzazione in Ortopedia e in chirurgia della Mano. Oltre 400 pubblicazioni, di cui 7 Monograie e 7 testi, ha ricevuto la Laurea Honoris Causa dall’Università di Wroclaw. E’ membro dell’Accademia delle Scienze di New York e di altre 28 Società Scientifiche Italiane e Internazionali. E’ membro Onorario della Società Britannica di Chirurgia della Mano, Socio Fondatore di varie Società fra le quali la Società Italiana di Chirurgia della Mano, Società Italiana di Chirurgia della Mano, Società Italiana di Microchirurgia . Fra le altre, Socio Emeritus della Società Internazionale di Chirurgia Ortopedica e Traumatologia e membro onorario della “British Society for Surgery and the hand” della Società Australiana per la Chirurgia della Mano.

La storia della chirurgia della mano ha inizio con il primo reimpianto di dita che fu fatto da San Giulio in Italia durante la costruzione della chiesa di Orta (XI sec). Fino alla metà del secolo scorso la chirurgia non ha sentito il bisogno di ingrandire con mezzi ottici il suo campo di Interclub 1azione: gli interventi erano di dimensioni macroscopiche e la vista con l’occhio bastava. Ma si sentiva già una certa difficoltà nell’eseguire interventi su strutture molto delicate come i nervi di cui non si conosceva ancora la struttura interna e si doveva perciò indovinare la posizione dei singoli fascicoli per ottenere la funzione voluta.

Già all’inizio del XX secolo, Alexis Carrel aveva suturato piccoli vasi con la tecnica della triangolarizzazione proponendo anche il trapianto di organi. Dopo la II guerra mondiale il sommergibilista Harry Bunke introdusse la microchirurgia sperimentale costruendosi anche gli strumenti, che ovviamente allora non esistevano.

Prima della vera microchirurgia il bisogno di vedere meglio le finissime strutture da riparare aveva spinto il prof. Brunelli ad usare una lampada da disegnatore nella riparazione dei nervi (1957). In Italia il primo a fare intercenti di microchirurgia fu proprio lui nel 1963 con un microscopio prestato da un collega: cominciò così con suture dei nervi cercando di ottenere la migliore coaptazione possibile dei fascicoli, e stimolando la discussion con Hackstian, Michon, Smith ed altri microchirurghi del tempo. In Cina, Chen fece il primo reimpianto di arto nel 1963 e in Giappone Tamai nel 1965 reimpiantò un pollice. Negli anni seguenti vari chirurghi fecero interventi (O’Brien, Owen, Smith, Millesi, Strauch ed altri).

Innamorato di questa nuova tecnica, il prof. Brunelli ne divenne un fervente missionario, con appassionate discussioni, pubblicazioni, presentazioni a congressi, organizzando i primi corsi teorico-pratici di microchirurgia nervosa e vascolare. All’inizio tutto doveva essere inventato. Non c’erano strumenti e si usavano persino le pinzette dei capelli. Aghi e fili erano ancora di misura troppo grande. I chirurghi dovevano andare nelle fabbriche di strumenti a chiedere aghi e fili sempre più sottili. Già al’inizio degli anni ’70 vari chirurghi in specialità diverse usavano la microchirurgia. Il primo congresso mondiale di microchirurgia, a cui parteciparono 19 chirurghi, fu a Vienna nel 1970.

La microchirurgia apriva nuove opportunità, offrendo nuovi strumenti alla chirurgia e sviluppando nuove ricerche e nuove applicazioni. Il miraggio era il reimpianto di un arto amputato che fu eseguito in Europa per primo proprio dal prof. Brunelli con la dott.ssa Monini nel 1973 a Brescia. Questo fu il primo di una lunga serie di oltre 1000 reimpianti. Emozionante la presenza in sala di uno dei primi pazienti del prof. Brunelli, che ci ha mostrato il totale successo dell’operazione alla mano dopo 40 anni!

 

Anche più difficile e necessaria era la copertura di ampie ferite e di perdite di sostanza di lesioni infette. Questo richiese una meticolosa ricerca anatomica di numerosi parti del corpo umano per trovare quali vasi potevano permettere il trasferimento di vasti lembi cutanei o compositi nutriti dai loro casi che non dovevano essere “parassiti” come quelli avascolari e che potessero “guarire” la lesione in un solo tempo chirurgico.

Interclub 2Nel 1970 il prof. Brunelli fondò a Brescia il “Club Italiano di Microchirurgia” che poi nel 1973 divenne “Società Italiana di Microchirurgia”. Da allora, ogni anno la Socientà organizza un congresso nazionale.

Dal 1973 il prof. Brunelli ha organizzato 28 corsi di microchirurgia a Brescia e due all’estero con i migliori docenti italiani e stranieri. Oggi i corsi accreditati dalla SIM sono: Torino, Udine, Bologna, Napoli e Parma. Inoltre ci sono corsi avanzati a Napoli e Nizza. Anche altre società hanno poi organizzato corsi di microchirurgia. Vari testi sono stati pubblicati come pure riviste dedicate alla microchirurgia. La ricerca si è concentrata anche su studi multidisciplinari come quello sulla tolleranza dei tessuti all’ischemia, svolto nella Facoltà di Medicina di Brescia alla fine degli anni 70.

Recentemente in microchirurgia si parla anche di robotica, permettendo di migliorare sempre più i risultati chirurgici.

Fin dal 1996 ogni due anni la Fondazione Brunelli organizza un symposium sulla riparazione sperimentale del midollo. Il prossimo avrà luogo a Brescia dal 3 al 5 Dicembre 2015.

Molti chirurghi provenienti da Francia, Spagna, Brasie, Argentina, Venezuela, Germania, Seichelles, India, Giordania e Turchia hanno avuto la loro formazione professionale a Brescia.

In questi anni, molte sono state le tecniche messe a punto dal prof. Brunelli: l’imnnesto microvascolare transtrocanterico di fibula per la necrosi polare della testa del femore (1978), successivamente usata da vari chirurghi nel mondo; l’innesto microvascolare di grande omento nelle lesioni attiniche del plesso branchiale o in atrofia facciale.

 

Il prof. Brunelli ha poi concluso ricordando piacevoli incontri durante la sua lunga carriera di chirurgo e invitando i soci al congresso organizzato a Brescia dalla sua Fondazione.

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