Interclub con Inner Wheel di Brescia Nord e Rotaract Brescia – Relatore Dott. Domenico Geracitano sul tema: “Internet: rischi e opportunità”

La serata, molto partecipata si apre con il suono della campana rotariana e il suono degli inni.

La Presidente Luisa Antonini prende quindi la parola per salutare tutti i convenuti, in particolare la Presidente dell’Inner Wheel Club di Brescia Nord Nevia Clapci Piccoli, il RD Rotaract Luca Bianchini, il relatore della serata Domenico Geracitano, gli ospiti dei Soci e per ricordare i prossimi appuntamenti del Club.

Nevia Clapci Piccoli ricorda come la serata sia stata voluta per sensibilizzare sui rischi e pericoli che Internet quotidianamente porta alla ribalta. Infatti Internet è un mondo “parallelo”, fonte di informazioni, di relazioni sociali, di crescita culturale; vi si possono trovare occasioni per acquisti, per viaggi ma anche persone pronte ad approfittare della buona fede per ingannare la gente. Lo scopo della sera

ta è raccontare alcuni pericoli di Internet, con l’obiettivo di di avvicinarci con senso critico e in sicurezza.

Prende dunque la parola Domenico Geracitano. Egli è nato a Roma il 15 ottobre 1971, ma desenzanese di adozione. Ex Atleta della Polizia di Stato, nel 2002 ha fondatoLuisa Antonini

l´Atletica Desenzano. È Collaboratore Tecnico Capo della Polizia di Stato presso la Questura di Brescia; nel 2006 riceve un attestato di benemerenza e medaglia d´oro dall´Associazione Nazionale della Polizia di Stato e nel 2012 una Lode dalla Polizia di Stato.

Domenico Geracitano esordisce mostrandoci un video molto toccante trasmesso da Italia 1 nel febbraio di un anno fa sul cyberbullismo, termine che indica un tipo di attacco continuo, ripetuto e sistematico attuato mediante la rete.

Pur presentandosi in forma diversa, anche quello su internet è bullismo: f

ar circolare delle foto spiacevoli o inviare mail o chat contenenti materiale offensivo può costituire un danno psicologico.

Rispetto al bullismo tradizionale nella vita reale, l’uso dei mezzi elettronici conferisce al cyberbullismo alcune caratteristiche proprie:

  • anonimato del molestatore: in realtà, questo anonimato è illusorio: ogni comunicazione elettronica lascia pur sempre delle tracce. Per la vittima, però, è difficile risalire da sola al proprio molestatore;
  • difficile reperibilità: se il cyberbullismo avviene via SMS, messaggistica istantanea o mail, o in un forum online privato, ad esempio, è più difficile reperirlo e rimediarvi;
  • indebolimento delle remore etiche: le due caratteristiche precedenti, abbinate con la possibilità di essere “un’altra persona” online (a guisa di un gioco di ruolo), possono indebolire le remore etiche: spesso la gente fa e dice online cose che non farebbe o direbbe nella vita reale;
  • assenza di limiti spaziotemporali: il cyberbullismo investe la vittima con pettegolezzi postando o inoltrando immagini o video imbarazzanti ogni volta che si collega al mezzo elettronico utilizzato (WhatsApp, Facebook, Twitter, blogs, ecc.).

Gli esiti di tali molestie sono l’isolamento sociale, implicando danni psicologici non indifferenti, come la depressione o, nei casi peggiori, ideazioni e intenzioni suicidarie.

Domenico Geracitano 1Gli adulti (immigrati digitali) sono meno competenti, hanno più difficoltà a comprendere come funzionano internet e i mezzi di comunicazione e di conseguenza non riescono ad interagire con

il mondo dei giovani.

I ragazzi (nativi digitali) sono invece molto preparati e competenti rispetto all’uso di internet e dei nuovi mezzi di comunicazione, sono sempre aggiornati rispetto alle ultime novità e sembrano essere molto veloci ad apprenderne il funzionamento. Ma hanno la consapevolezza dei rischi e la giusta competenza?

Quando un servizio online è gratis, significa che il prodotto siamo noi. Ad esempio tutto quello che scriviamo su Facebook (per fare un esempio) non è nostro, ma di Facebook.

Occorre ricordare che Google fattura 50 miliardi di dollari all’anno con i nostri dati, Amazon ne fattura oltre 60 con il remarketing fatto sui nostri dati e Google Plus sa non solo che cosa viene scritto, ma chi ha scritto cosa.

“Nativo digitale” (dall’inglese digital native) è una espressione che viene applicata ad una persona che è cresciuta con le tecnologie digitali come i computer, Internet, telefoni cellulari e MP3.

Considerando che il primo smartphone viene mediamente regalato al ragazzo quando ha 8 anni, affiora immediatamente un grosso pericolo: il sexting.

Il termine sexting, crasi delle parole inglesi sex (sesso) e texting (inviare SMS) è un neologismo utilizzato per indicare l’invio di messaggi sessualmente espliciti e/o immagini inerenti al sesso, principalmente tramite telefono cellulare, ma anche tramite altri mezzi informatici.

Il sexting, divenuto una vera e propria moda fra i giovani, consiste principalmente nello scambio di messaggi sessualmente espliciti e di foto e video a sfondo sessuale, spesso realizzate con il telefono cellulare, o nella pubblicazione tramite via telematica, come chat, social network e internet in generale, oppure nell’invio di semplici MMS. Tali immagini, anche se inviate a una stretta cerchia di persone, spesso si diffondono in modo incontrollabile e possono creare seri problemi alla persona ritratta nei supporti foto e video.

I ragazzi, inoltre, non sembrano essere consapevoli di scambia

re materiale pedopornografico, che può arrivare nelle mani sbagliate, anche in questo caso con gravi conseguenze emotive per i protagonisti delle immagini e dei video, favorendo fenomeni come l’adescamento on line.

Anche i videogiochi nascondono insidie. Infatti su internet e spesso in televisione si sente spesso parlare di violenza nei videogiochi. Esiste già una classificazione europea dei videogiochi che è sempre riportata sulle confezioni.

Spesso giocando online si incontrano ragazzini estremamente maleducati e cattivi che spesso sono molto volgari e aggressivi nei confronti degli altri videogiocatori, sfociando perfino in veri e proprio atti di bullismo.

Domenico Geracitano afferma in modo deciso e risoluto che “se i vostri figli s

ono la cosa più cara al mondo, non pubblicate le loro foto in rete”.

Group of kids sms

Infatti Il 50% del materiale foto e video rintracciato sui siti pedopornografici viene scaricato dai social network. Il dato sorprendente proviene da una ricerca investigativa condotta dall’Australia’s new Children’s eSafety Commissioner. L’autorità governativa posta a protezione dell’infanzia australiana ha pubblicato i risultati dell’indagine spiegando come “decine di migliaia di foto e video su Facebook e Instagram, che ritraggono bambini nelle loro normali e familiari attività quotidiane, sono state scoperte dagli investigatori tra i materiali pedopornografici denunciati alle autorità”.

Bimbi che corrono in spiaggia con gli aquiloni in mano, fotografie di fratelli e sorelle impostate come foto del profilo di Facebook, perfino neonati in braccio a mamme e papà in sorridenti selfie, il ricchissimo e infinito materiale scovato dagli investigatori australiani è finito sui social involontariamente postato dai genitori o addirittura dai ragazzini stessi che lo caricano senza pensare alle possibili conseguenze.

Infine è opportuno ricordare come sia aumentato il numero di recruiter che hanno ammesso “di aver escluso potenziali candidati dalla selezione in seguito alla pubblicazione di contenuti o foto improprie sui profili social”, in una percentuale che dal 25,5 per cento della precedente rilevazione è salita all’attuale 35 per cento.

Domenico Geracitano conclude il suo intervento dicendo che, per diffondere una cultura della sicurezza in rete, un ruolo centrale è svolto dalla sensibilizzazione delle figure educative (in primo luogo genitori e insegnanti) a un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie. Educazione e prevenzione sono le uniche armi efficaci a disposizione. delle famiglie e degli insegnanti per evitare che la situazione “sfugga di mano”.

Hanno fatto seguito numerose domande da parte dei presenti, a testimonianza dell’interesse che gli argomenti hanno suscitato.

La Presidente Luisa Antonini, chiude quindi la serata con il consueto tocco della campana rotariana.

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