Interclub con R.C. Brescia Veronica Gambara – Relatore Colonnello Mario Giuliacci: “Meteo: curiosità sfiziose”

Nella prestigiosa cornice di Palazzo Averoldi, si è tenuta l’ultima conviviale settembrina del nostro Club. Si è trattato di un Interclub con i colleghi del “Rotary Club Veronica Gambara” che ha visto come protagonista il colonnello Mario Giuliacci, volto noto televisivo, che ci ha intrattenuto parlandoci di molte curiosità meteo, tratte peraltro dal suo ultimo libro scritto con il figlio Andrea Giuliacci.

I Presidenti Paolo Franchi ed Antonella Gasparoni, dopo il consueto saluto alle bandiere, ringraziano gli ospiti ed i Soci intervenuti.

Successivamente Paolo Franchi ci racconta come il 29 settembre sia la ricorrenza della fondazione di Scotland Yard.

Scotland Yard fu fondata insieme alla Metropolitan Police da Sir Robert Peel.

Aprì al pubblico come sede amministrativa del servizio il 29 settembre 1829, ospitando i due commissari ed i loro staff amministrativi in un complesso di circa 50 stanze.

Non era, e non lo è mai stata, una stazione di polizia usuale, operando ogni sua divisione in stazioni locali indipendenti.

L’entrata principale dell’edificio era al numero 4 di Whitehall, ma un ufficio pubblico era raggiungibile sul retro dell’edificio in Great Scotland Yard, che diede il nome all’edificio ed al servizio nel complesso.

Lo staff di Scotland Yard era responsabile della sicurezza interna, affari pubblici, reclutamento, corrispondenza ed altre materie amministrative, ed i suoi doveri aumentarono col crescere dell’importanza del servizio.

Curiosamente, il database criminale di Scotland Yard è chiamato Home Office Large Major Enquiry System, ed il suo acronimo è HOLMES. Allo stesso mGiuliacci 2odo, il programma di allenamento si chiama “Elementary” in onore del grande detective romanzesco Sherlock Holmes.

Successivamente Paolo Franchi presenta l’ospite della serata, il colonnello Mario Giuliacci.

Nato a Città della Pieve (PG) il 29.11.1940, si è Laureato in Fisica nel 1967 presso l’Università “La Sapienza” di Roma.

Dal 1969 è stato Ufficiale del  Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare e, dal 1983 al 1990, ha diretto, con il grado di Colonnello, il Centro Meteorologico di Milano-Linate.

Dal 1986 al 1993 è stato docente di Fisica dell’Atmosfera presso il Corso di Laurea in Fisica dell’Università agli Studi di Milano e poi, dal 1994 a 2014, nel Corso di Laurea in Scienze Ambientali presso l’Università agli  Studi di Milano-Bicocca.

Dal 1995 al luglio 2010 ha commentato in video, quasi quotidianamente, le previsioni meteo nell’ambito dei telegiornali di Canale5 delle ore 08 e 20.

Dal 2011 al 2013 ha curato le previsioni in video su La7 al sabato e alla domenica.

Nel 2012 ha attivato un proprio sito professionale su Internet: www.meteogiuliacci.it, ed è autore e/o coautore di una decina di opere inerenti la Meteorologia.

La parola passa dunque a Mario Giuliacci che inizia raccontando come è stato scherzosamente preso di mira per un certo lasso di tempo da Striscia la notizia dall’autunno del 2002 in quanto ad ogni collegamento salutava i telespettatori con un “Buonasera!” inclinando vistosamente e rapidamente la testa verso destra, nonché per i curiosi movimenti che faceva compiere alla penna tenuta in mano.

In seguito ci pone alcune domande che suscitano curiosità ed alle quali ha poi risposto con la sua proverbiale affabilità. Se ne riportano alcune di seguito.

In una mattinata nebbiosa non aerate la stanza da letto nel timore che entri troppa umidità?

In effetti negli ambienti chiusi con una temperatura interna di 20 °C e umidità relativa intorno 60%, l’umidità assoluta reale, a quella temperatura, equivale a circa 12,5 grammi di vapore per metro cubo di aria.

Supponiamo allora che, con tali iniziali condizioni, in una mattina nebbiosa con aria esterna a zero gradi (e quindi umidità assoluta pari a 4,5 grammi per metro cubo), decidiate di aprire le finestre per il ricambio dell’aria, e supponiamo che, a seguito di tale azione, la temperatura dei locali scenda fino 10 °C.

Il rimescolamento tra il metro cubo di nebbiosa aria esterna con contenuto di 4,5 grammi e quella interna, inizialmente con 12,5 grammi per metro cubo darà luogo, all’interno dell’ambiente, a una nuova massa d’aria, il cui contenuto di vapore sarà, ovviamente, all’incirca la media dei due valori ovvero circa 9 grammi metro cubo.

Conclusione: l’aria nei locali appena aerati passerebbe dai 12.5 grammi per metro cubo ad appena 9 grammi: insomma diventerebbe più secca di quella preesistente.

È vero che per non essere colpiti dai fulmini non bisogna ripararsi sotto gli alberi?

Gli alberi isolati sono frequente bersaglio dei fulmini perché, per il noto effetto elettrico del potere disperdente delle punte, anch’essi tendono disperdere sulla colonna d’aria sovrastante le cariche elettriche sottratte al suolo (così come avviene nel parafulmine ) creando così un canale conduttore tra albero e base del temporale.

Non conviene quindi ripararsi sotto gli alberi isolati ma va bene, invece, ripararsi dentro un fitto bosco perché è molto improbabile che tra 1000 o più alberi il fulmine cada proprio su quello sotto il quale si è riparati.

Piove, governo ladro! Da dove deriva questo detto?

Il sale è strettamente legato allo storia dell’uomo. Lo dimostrano una forte tradizione di usanze e tracce persistenti nel linguaggio. L’antica credenza che versare inavvertitamente il sale porti male deriva proprio dal fatto che era ritenuto un bene così prezioso da non poter essere sperperato.

Nel dipinto “L’ultima cena” di Leonardo da Vinci, Giuda Iscariota, che poco più tardi tradirà Gesù nell’orto dei Getsemani è riconoscibile dalla saliera rovesciata sulla tavola, proprio davanti a lui.

Il detto: “cum grano salis”, ovvero “con un granello di sale” è usato per indicare l’uso della ragione e dell’intelligenza prima di ogni decisione importante.

Nell’antica Roma il sale era un alimento prezioso e merce di scambio, tanto che gli stessi soldati legionari venivano pagati con il sale: da qui la parola “salario” per indicare la retribuzione per il lavoro svolto.

La via Salaria ha questo nome perché progettata e realizzata principalmente per rifornire l’antica città di Roma di sale. La città austriaca di Salzburg, ovvero Salisburgo, significa “città del sale” per l’importante giacimento di salgemma racchiuso nel sottosuolo.

Un tempo i trasportatori di merci, e in particolare di sale, dovevano pagare il dazio per il transito da una contea o ducato all’altro, e pagavano a peso; i funzionari, per farli passare, aspettavano che piovesse. Infatti l’acqua bagnava i sacchi e li rendeva più pesanti per la capacità del sale di assorbire l’acqua e così aumentava la tassa da pagare.

Da qui il detto: ”Piove, governo ladro!”

Sapevate che le pecore attirano i fulmini?

Sono più di 10.000 le persone che nel mondo ogni anno vengono colpite dai fulmini, con effetti che vanno dalla morte per folgorazione, a scottature, lesioni di organi interni.

Gregge di pecore. Spesso sono ammassate rischiando la folgorazione

Il fulmine provoca spesso perdite di bestiame e, a volte, vere e proprie ecatombi di pecore, animali che, in genere, per fare la pennichella…pomeridiana, sono soliti riunirsi in gruppo compatto, cosicché la colonna d’aria calda, a carica positiva, che dal gregge sale verso la base della nube temporalesca, crea un solco conduttore attraverso il quale si scarica poi la folgore, provocando un…pecoricidio!

Per quanto riguarda i danni agli edifici, le statistiche indicano che il 55% circa dei fulmini colpisce campanili, torri alte e guglie, il 38% i camini, il 6% i tetti.

Ci si bagna di più da fermi o correndo?

E’ intuitivo e lapalissiano che quanto minore è il tempo trascorso sotto la pioggia e tanto meno ci bagneremo, come dire che in presenza di pioggia è consigliabile muoversi velocemente verso il primo riparo individuato.

Però è altrettanto vero ed intuitivo che quanto più ci spostiamo velocemente sotto la pioggia, tanto più ci inzupperemmo di acqua per il fatto che la superficie verticale del nostro corpo raccoglie tutte le gocce di pioggia incontrate nel maggiore volume d’aria spazzato durante lo spostamento.

A questo punto è evidente la contraddizione tra le due decisioni: quella di correre il più veloce possibile per minimizzare il tempo trascorso sotto la pioggia e la decisione invece di andare lentamente possibile onde raccogliere meno acqua per impatto frontale.

Insomma per bagnarsi di meno sotto la pioggia conviene stare fermi oppure muoversi velocemente? Dipende!

Qualora ipotizziamo che abbiate individuato un rifugio a portata di… mano allora in questo caso in effetti ci si bagna di meno correndo il più velocemente possibile verso il provvidenziale riparo piuttosto che prendersela comoda.

Ed è quello che in pratica tutti noi facciamo, consigliati ovviamente dal buon senso! Ma qualora non si abbia alcun rifugio a disposizione allora, piuttosto che correre, ci si bagna di meno se si cammina lentamente o, meglio ancora, se si sta fermi in attesa che magari… cessi di piovere quanto prima!

Sapevate che alle alte latitudini il binario di destra è più consumato di quello di sinistra?

Strano, ma vero! La causa? Il moto di rotazione da Ovest verso Est della terra il quale genera una forza che, nell’emisfero Nord, fa deviare verso destra tutti i corpi in movimento (forza di Coriolis).

Tale forza è basilare anche in meteorologia perché senza di essa le masse d’aria, come ovvio, si muoverebbero semplicemente in linea retta dalle zone di alta pressione verso quelle di bassa pressione.forza di Coriolis

Invece a seguito delle deviazione verso destra imposta dalla forza di Coriolis, le masse d’aria, costrette a deviare istante per istante verso la destra del moto, sono costrette ad assumere una rotazione antioraria (o anticlonica) intorno ai centri di alta pressione e una rotazione antioraria (o ciclonica) intorno ai centri di bassa pressione.

Anche il treno in movimento ovviamente viene sospinto verso destra dalla forza di Coriolis e quindi, a seguito del maggiore attrito, il binario di destra si logora più rapidamente di quello di sinistra.

Tale logoramento è più marcato sul Nord Europa perché la forza di Coriolis cresce con la latitudine fino a d assumere un valore massimo in prossimità dei poli.

L’80% delle donne è più freddoloso degli uomini. Perché?

La vulnerabilità al tempo sembra più spiccata nelle persone più istintive e più sensibili. E questo potrebbe essere il motivo per cui le donne sono più fragili di fronte ai mutamenti del tempo, anche se la maggiore sensibilità potrebbe dipendere anche dal fatto che sanno esternare con maggiore facilità le proprie emozioni.

Le donne sono più meteosensibili e più freddolose dell’uomo.

Innanzitutto esiste una diversità di reazione dell’uomo e della donna rispetto alle sensazioni termiche tanto che l’80% circa delle persone di sesso femminile avverte, a parità di temperatura, più freddo dell’uomo.

Tale diversità biologica è spesso fonte di disaccordo e di battibecchi tra moglie e marito, come quando, ad esempio, si tratta di decidere, in inverno, il livello del riscaldamento domestico e l’uso o meno del piumone nel letto. In particolare è accertato che la maggior parte delle donne avverte in media una temperatura più bassa di circa mezzo grado centigrado rispetto a quella effettivamente presente nell’ambiente circostante.

Apparentemente una percezione sensoriale che si discosta appena di mezzo grado dalla realtà potrebbe sembrare una quantità ininfluente e irrisoria in termini di sensazioni di freddo. In realtà non è proprio così. In effetti uno sbalzo di mezzo grado viene interpretato dal nostro organismo come evento rilevante tanto che quando la nostra temperatura corporea sale da 36,5 a 37 °C, abbiamo la netta sensazione di avere “qualche linea di febbre”, prima ancora di mettere mano al termometro.

Sondiamo le vostre conoscenze di geografia terrestre con un indovinello: un cacciatore insegue un orso. Fa 2 km a sud , 2 verso est e poi 2 verso nord. Qui si ritrova al punto da cui era partito. Di che colore è l’orso?

L’orso è un orso Bianco. Infatti il cacciatore può tornare al punto di partenza dopo un percorso come quello su indicato solo se parte e torna dal Polo Nord: prima segue un arco di meridiano, poi un arco di parallelo ed infine un arco di meridiano in direzione del Polo Nord.

La geometria di questa porzione di Terra non è euclidea, perché questo triangolo ha tre angoli retti, e dunque la somma dei suoi angoli interni non è un angolo piatto.

Perché le banderuole del tempo sono sormontate da un gallo?

L’origine di questa usanza risale al Medio Evo quando il Papa Niccolò I decise di commemorare le parole ammonitrici che Gesù rivolge a Pietro durante l’Ultima Cena: “Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”.

Allo scopo ordinò che la sagoma di un gallo dovesse sormontare il più alto pinnacolo di ogni cattedrale, abbazia o chiesa della cristianità.

Poiché le banderuole per misurare il vento erano già in uso e anche queste venivano poste nei punti più alti degli edifici, allora, onde mettere comunque il gallo nel punto più alto, fu necessario montarlo sopra le banderuole.

Sapevate che le previsioni del tempo saranno imperfette per colpa delle…farfalle?

Tutto ciò perché l’atmosfera è caotica e, come tale, molto sensibile alla situazione iniziale da cui parte la previsione, tanto che due stati iniziali dell’atmosfera che differiscono tra di loro appena per una inezia, danno luogo a previsioni molto diverse.

Teoricamente, per fare previsioni perfette, bisognerebbe conoscere ad un dato istante la posizione e la velocità di tutte le molecole dell’atmosfera, cosa impossibile non solo oggi ma anche tra 1 milione di anni.

FarfalleQuesta caratteristica di imprevedibilità dell’atmosfera è denominata, dai Fisici dell’atmosfera, effetto farfalla.

Le previsioni del tempo saranno imperfette per colpa delle…farfalle

Infatti siamo ormai certi che, nonostante l’impiego di personale altamente specializzato, che si avvale degli ultimi ritrovati tecnico-scientifici, e nonostante l’applicazione di rigorose leggi fisiche, risolte con sofisticati algoritmi matematici, le previsioni del tempo sono ancora alquanto imprecise e, anzi, lo saranno sempre, anche nel futuro più lontano.

Infatti, a priori, nulla vieta di pensare che il centimetrico vortice d’aria sollevato da una farfalla, che in un caldo pomeriggio si alzi in volo a Milano alle ore 15.00 di un giorno X, sia quel quid in più che consenta lo sviluppo di un caldo mulinello di polvere il quale a sua volta consente ad una bolla d’aria calda, fino ad allora ancorata al suolo, di staccarsi e librarsi in volo, trasformandosi in una corrente ascendente (“termica” ben nota ai volovelisti).

Ma le termiche, specie nei caldi pomeriggi estivi, al top della loro ascesa si trasformano spesso in una nube temporalesca.

Ma il temporale si innalza fino a 10-15 km, modificando direzione e velocità dei venti che scorrono a tali quote. Tali venti perturbati poi, muovendosi da ovest verso est, raggiungeranno dopo 3-4 giorni, ad esempio, il Giappone, scatenandovi un ciclone tropicale. E tutto perché nessuno aveva previsto che una innocua farfalla si sarebbe sollevata in volo alle ore 15.00 del giorno X da un anonimo platano di Milano.

Insomma una piccolissima perturbazione non vista o trascurata all’istante iniziale dell’atmosfera (come il volo di una farfalla) determina situazioni finali molto diverse.

Molte altre domande curiose ci sono state poste e molte altre sono state noi Soci poste, alle quali poi Mario Giuliacci ha risposto con tanta disponibilità e cordialità.

Dopo avere ringraziato il colonnello i   Presidenti chiudono quindi la serata con il battito della campana rotariana.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie.
RSS
Follow by Email
Twitter