Interclub con RC Brescia Veronica Gambara, RC Brescia Ovest e RC Brescia Castello – Concerto di Beneficenza della Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” Auditorium San Barnaba

La partecipata serata all’auditorium San Barnaba è iniziata con la Presidente del RC Veronica Gambara, Antonella Gasparoni, che, unitamente al Presidente Paolo Franchi ed ai Presidenti degli altri Club partecipanti, ha salutato e ringraziato le autorità rotariane e civili che hanno accettato l’invito.

Sono infatti presenti il Governatore del Distretto 2050 Angelo Pari, il Segretario Distrettuale Giuseppe Meazza, il Governatore eletto, sempre del Distretto 2050, Lorenza Dordoni, l’Onorevole Domenico Rossi, il Sottosegretario di Stato del Ministero della Difesa e Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano, Valerio Valenti, il Colonnello Luciano Magrini Comandante dei Carabinieri della Provincia di Brescia e l’Assessore del Comune Valter Muchetti, oltre ad altre cariche dell’Esercito Italiano e della Polizia di Stato.

Antonella Gasparoni ha ricordato le finalità benefiche della manifestazione per il programma del Rotary International “End Polio Now”.

Il Rotary, insieme ad altre istituzioni, ha ridotto i casi di polio del 99,9 % in tutto il mondo a partire dal primo progetto avviato nel 1979 per vaccinare i bambini delle Filippine. Siamo ormai vicinissimi all’eradicazione della polio.

È quindi arrivato il momento della introduzione della Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri della Regione Lombardia.

Dopo un ingresso scenografico con tutti i musicisti in alta uniforme, il primo il pezzo musicale suonato è stata la Marcia d’Ordinanza dell’Arma dei Carabinieri “La Fedelissima”, diretta magistralmente dal Direttore Maresciallo Ordinario Andrea Bagnolo.

“La Fedelissima” venne scritta nel 1929 dal maestro Luigi Cirenei che fu il primo direttore della Banda musicale dell’Arma dei Carabinieri.

Nella prima dello spettacolo parte la Fanfara ha eseguito una serie di brani legata alla tradizione del suo repertorio musicale: oltre all’inno dell’arma dei carabinieri ed ad alcune trascrizioni di canzoni della Grande Guerra e del glorioso periodo dei Savoia, la compagine ha eseguito alcune trascrizioni di brani operistici dell’ottocento italiano.

In particolare si è potuta ascoltare una rara esecuzione per eufonio solista ed orchestra a fiati tratta dall’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, dove il difficile strumento a fiato parente stretto del bassotuba ha sostenuto la parte di Belcore dall’aria “Come Paride vezzoso”.

Si sono susseguite, presentate da una breve cronistoria, alcune composizioni che risalgono all’epoca tra l’800 e il ‘900 e dopo una breve pausa nella quale il Colonnello Luciano Magrini e l’Onorevole Domenico Rossi hanno rivolto alcune parole di saluto all’assemblea, si è dato corso al secondo tempo, che ha offerto brani più recenti e di maggiore respiro, spesso arrangiati dal Maestro Andrea Bagnolo.

Nella seconda parte del concerto la fanfara si è cimentata in un repertorio più frizzante, con incursione nelle marce dei marines (The stars and stripes forever), nel mambo e nella Bossa nova.

Ancora una curiosità musicale: il brano “The typewriter” di Anderson, è stato corredato da una autentica macchina da scrivere Olivetti amplificata a fare il ticchettio.

La Fanfara ha dato prova di una notevole duttilità nell’affrontare repertori così eterogenei, ben supportata dal puntuale e preciso gesto del suo direttore.

Un colonnello dei Carabinieri ha presentato ciascun brano contestualizzandolo con la storia d’Italia e dell’Arma.

Durante il Risorgimento i Carabinieri furono impegnati su diversi fronti e dopo il compimento dell’unità d’Italia i Carabinieri Reali diventarono “Arma” del Regio Esercito l’8 maggio 1861, raggiungendo il rango delle suddivisioni principali come fanteria, artiglieria, cavalleria, divenendo componente effettiva del Regio Esercito dell’Italia unita. Le principali battaglie cui prese parte il Corpo prima delle guerre mondiali, sono:

  • Pastrengo, 30 aprile 1848, bandiera dell’Arma insignita della prima medaglia d’argento al valor militare;
  • Verona, 6 maggio 1848, bandiera dell’Arma insignita della prima medaglia di bronzo al valor militare;
  • Custoza, Staffalo, Sommacampagna, Valeggio, Milano, Peschiera del Garda, 24 luglio – 4 agosto 1848;
  • Perugia, Garigliano, Mola di Gaeta, 14 settembre – 4 novembre 1860;
  • Monzambano, Villafranca, Custoza, 24 giugno 1866;
  • Presa di Roma, 20 settembre 1870, insieme ai Bersaglieri;
  • Sciara Sciat e Due Palme (guerra italo-turca, 1911-1912).

Nella prima guerra mondiale si distinsero nella battaglia del Podgora, 19 luglio 1915, e per il contributo nel primo conflitto mondiale la Bandiera dell’Arma fu insignita della prima medaglia d’oro al valor militare. Furono impegnati nelle varie fasi del colonialismo italiano e nella guerra d’Etiopia parteciparono alla seconda battaglia dell’Ogaden gli zaptié (ascari carabinieri), a partire dalla primavera del 1936.

Nella seconda guerra mondiale i Carabinieri si distinsero nelle seguenti battaglie:

  • battaglia di Culqualber (Etiopia), 6 agosto – 21 novembre 1941, Bandiera dell’Arma insignita della seconda medaglia d’oro al valor militare;
  • battaglia di Eluet El Asel (Libia), 19 dicembre 1941;
  • battaglia di Klisura (fronte greco-albanese), 16-30 dicembre 1941, Bandiera dell’Arma insignita di medaglia di bronzo al valor militare.

Dopo l’armistizio di Cassibile diversi reparti si unirono alla resistenza italiana e presero parte alla guerra di liberazione; particolarmente nota è la figura del vice brigadiere Salvo D’Acquisto, che morì a Torre di Palidoro, vicino a Roma, durante la seconda guerra mondiale, precisamente il 23 settembre del 1943, ucciso dai tedeschi per rappresaglia dopo essersi autoaccusato per salvare 22 condannati a morte, benché innocente, per un presunto attentato avvenuto in quella località nel quale erano morti due militari germanici.

Circa 2.700 carabinieri subirono la deportazione a vario titolo per essersi rifiutati di soggiacere alle disposizioni delle forze militari nazifasciste, soprattutto dopo l’8 settembre 1943. Dieci carabinieri figurano, inoltre, tra le vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine.

La serata si è conclusa con l’Inno Nazionale il “Canto degli Italiani”, partecipato e cantato dai musicisti e da tutti noi.

 

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