Conviviale – Relazione di Costanzo Gatta e Andrea Cora: “C.T.B. – Una realtà bresciana”

Una serata speciale quella di giovedì scorso. Ospiti d’eccezione Costanzo Gatta e Andrea Cora, che ci hanno raccontato l’appassionante storia del Centro Teatrale Bresciano.

Il dottor Gatta, uno dei volti più conosciuti della cultura bresciana, regista di noti spettacoli (basti citare l’indimenticata Curt dei pulì di Renzo Bresciani), giornalista per numerose testate nazionali e locali (attualmente scrive sul Corriere della sera, edizione bresciana), autore di volumi sulla storia e il costume della nostra città, ci ha raccontato l’attività e il progetto culturale del CTB, di cui è membro dell’assemblea come rappresentante del Comune di Brescia. Al suo fianco era il dottor Cora, assistente del Presidente del CTB Carla Boroni e del Direttore Angelo Pastore.

L’intervento dei relatori ha voluto accendere un faro su una delle più importanti istituzioni culturali cittadine e nazionali, il teatro Stabile di Brescia.

Il dottor Gatta ha preso la parola portando all’assemblea i saluti calorosi della presidente Boroni; ha poi voluto ripercorrere le origini remote della nascita del CTB, che iniziano già nel lontano 1955, quando si formò il primo nucleo di agguerriti amanti del teatro raccolti intorno alla figura carismatica di Renzo Frusca; la compagnia aveva ambizioni alte, che si rispecchiavano già nel nome – un evidente tributo alla già gloriosa istituzione milanese ideata da Paolo Grassi e Giorgio Strehler nel 1947: il piccolo teatro di Brescia. L’esperienza durò poco, ma fu trampolino di lancio ideale per la successiva nascita nel 1960 della Compagnia della Loggetta, dove spiccava la presenza di Mina Mezzadri, una delle più grandi registe del secondo Novecento. Il nome si deve alla originaria sede di ritrovo del gruppo, presso il palazzo del Monte di Pietà in Piazza della Loggia. La compagnia, sostenuta da una elevata concezione di teatro, aggiornata nel repertorio, forte della caparbietà dei suoi giovani organizzatori ed artisti prese rapidamente piede in città e non solo, suscitando interessi, entusiasmi e polemiche. Non mancò il silenzioso ma fondamentale sostegno di importanti donne della società bresciana, quali Piera Carpani Glisenti, Anna Catturich, Zenaide Scandola che – come Mina Mezzadri – facevano parte dei circoli Soroptimist; forse fu anche grazie al loro supporto se la politica bresciana ed il sindaco Boni si interessarono in maniera sempre più forte e sostanziale alle attività della Compagnia, fino a deliberare nel 1964 la concessione di una sede stabile per l’attività del gruppo, il Teatro Santa Chiara. Il decennio dal 1964 al 1974 vede una crescita tumultuosa dei successi e della visibilità della Loggetta, sia a Brescia che sul territorio nazionale. Sono gli anni degli spettacoli ad argomento politico a fianco di quelli popolari e di indagine della tradizione locale: anni impetuosi dove il dialogo a volte aspro, ma sempre proficuo con la società civile e la politica porta Brescia a un traguardo che qualche anno prima sarebbe sembrato impossibile a chiunque: la nascita di un teatro pubblico nella nostra città.

È stato quindi compito del dottor Cora illustrare l’importante storia istituzionale dell’Ente: nel 1974 Provincia e Comune avviano un iter che porteràRotary Club 1 alla nascita di un consorzio, un’associazione tra due enti pubblici per traghettare la Loggetta dalle sponde di una compagnia privata a quelle di una struttura teatrale totalmente ad iniziativa pubblica.

Il 15 marzo 1975 è la data che segna l’atto ufficiale di nascita del Centro teatrale bresciano, e nel volgere soltanto di due anni arriva per l’ente l’importantissimo riconoscimento ministeriale di Teatro stabile ad iniziativa pubblica. Un traguardo di massimo orgoglio per la città: basti pensare che a tutt’oggi sono soltanto 17 in tutta Italia i teatri che vantano questo riconoscimento, ed in Lombardia sono soltanto il Piccolo di Milano ed il CTB. Teatro stabile pubblico significa innanzitutto il riconoscimento di una progettualità e pratica teatrale di altissimo livello, con l’obiettivo di diffondere il teatro d’arte e di tradizione, far crescere il teatro di ricerca, rendere accessibile ad ogni ceto e generazione lo spettacolo dal vivo. Significa soprattutto produrre, e non solo ospitare cultura: rendere la città un cuore pulsante della creazione artistica, per poi esportarla in tutti i palcoscenici d’Italia. Basti pensare in tal senso al recente e straordinario successo della produzione Servo di scena, con la regia e l’interpretazione del consulente artistico dell’Ente Franco Branciaroli, che ha concluso tre anni di tournée con 250 repliche in tutti i teatri del territorio nazionale. Il nome di Brescia e del CTB viaggiano da ormai quarant’anni per tutto il paese, portando a conoscenza le nostre capacità artistiche e in ogni città della penisola. Basti pensare soltanto che ad ogni stagione il CTB produce 4/5 spettacoli: se li si moltiplica per i quarant’anni di attività si può capire quale apporto abbia dato Brescia alla crescita e diffusione dello spettacolo dal vivo in Italia.

Nel 1991 la Regione si associa come ente fondatore a Comune e Provincia, e nel 2000 viene consegnata dal Comune – come sede principale della propria attività e a gestione esclusiva e diretta del CTB – la sala del Teatro Sociale, capiente di 650 posti.

L’Ente si accinge a festeggiare i quarant’anni di attività con importanti traguardi: circa 60.000 presenze a stagione, un numero elevatissimo di abbonati (l’anno scorso hanno toccato quota 5000), una consolidata tradizione di collaborazioni con gli istituti scolastici di ogni ordine e grado (1500 gli abbonamenti agli studenti delle scuole superiori) cui vengono rivolte anche attività di approfondimento rispetto agli spettacoli proposti i cartellone, l’avviata collaborazione con l’Università cattolica del Sacro cuore, con la Diocesi, con il Conservatorio, con il cinema Nuovo Eden, e con numerose realtà associative e culturali della città e della provincia (basti ricordare il Castello di Padernello, o il Centro Lucia di Botticino).

Nonostante le difficoltà e le incognite dettate dalla delicata congiuntura economica e dall’approvazione di una nuova e recentissima legge sul teatro, la speranza e gli obiettivi del CTB rimangono immutati: far crescere il pubblico e l’offerta culturale ed offrire spazi in cui la comunità bresciana possa ritrovarsi e specchiarsi per continuare a immaginare e riflettere sul presente e sul futuro.

Rotary Club 2La serata si è conclusa con una piacevole rivisitazione in costume dell’Otello a cura di Mauro Barcellandi, consigliere di amministrazione del CTB, anch’egli attivo membro della Compagnia della Loggetta e successivamente fondatore regista ed animatore della compagnia teatrale del tè. La pièce ha parodizzato con garbo le vicende del moro di Venezia, di Jago e Desdemona, affidando l’interpretazione dei personaggi allo stesso Barcellandi, a Cesira Giovanardi, e a Roberto e Nicola Pighetti.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie.
RSS
Follow by Email
Twitter