Conviviale – Relazione del presidente Mauro Lamanna: “La crisi economica: cos’è successo? … una voce dalla trincea”

Ospiti di eccellenza hanno presenziato la conviviale di giovedì scorso, fra i quali il Governatore Eletto Omar Bortoletti, venuti ad ascoltare l’appassionante storia del nostro attuale sistema economico raccontata dal nostro presidente Mauro Lamanna.

La storia nasce all’inizio del novecento con le prime crisi economiche fino alla crisi del 2008/2014 (la cosiddetta grande recessione). Nel 1907 si ha il crollo di Wall Street, dovuto al gioco speculativo di un gruppo di altri finanzieri/banchieri, fra cui J.P.Morgan che impegnò grandi somme di sua personale proprietà, e convinse gli altri banchieri di New York a fare lo stesso, per puntellare il sistema bancario. A loro si aggiunsero anche Goldman Sachs e il banchiere Londinese Rotschild che inviarono lingotti d’oro a New York.

Nel 1913 muore J.P.Morgan e nello stesso anno viene fondata la FED con funzioni di controllo sulle attività del mercato finanziario, dove sono presenti componenti della lobby sospettata di aver progettato e gestito la crisi del 1907/08 e la successiva crisi del 1929.

Nel 1917 gli Stati Uniti entrano in guerra a fianco degli Alleati (Francia, Gran Bretagna, Russia ed Italia), partecipando al disegno della nuova Europa. Infatti gli enormi costi economici della guerra obbligarono le nazioni europee a chiedere prestiti agli Stati Uniti e a questo punto il centro finanziario mondiale si spostò da Londra a New York.

Dal 1919 al 1929 in America si ha una grande euforia per la situazione economica positiva e componente finanziaria dell’economia divenne sproporzionata rispetto all’economia reale. A questo punto si ebbe una sovraproduzione di beni, l’agricoltura andò in crisi grazie alla ripartenza dell’Europa e il miraggio di grandi guadagno portò ad una enorme speculazione, sfociando nella grande depressione del 1929.

In sintesi, il sistema bancario, molto parcellizzato, vide sparire oltre 3700 banche, i salari si ridussero al 40%, la disoccupazione salì al 40% e il valore delle azioni distrutto ( ad esempio le azioni Chrisler passarono in un mese da 135 a 5 $).

Ci fu una importante diminuzione del commercio internazionale con l’Europa e politiche protezionistiche che contribuirono ancora di più a peggiorare la spirale economica negativa

Per uscire dalla crisi ci voleva un uomo, il Presidente Delano Roosvelt, che diede una “svolta” ad un’America sfiduciata e abbattuta, applicando le teorie dell’economista Keines: impostò un piano di investimenti che toccava tutto ciò che potesse essere di interesse per la comunità, come strade, ospedali, ponti, ferrovie, ecc., e dando così lavoro a migliaia di persone e innescando un circolo virtuoso che avrebbe riportato l’America ad essere un riferimento per l’economia mondiale.

Dopo la Grande Depressione, altre importanti crisi hanno colpito il sistema economico. Nel 1973/74 si ebbe la crisi energetica causata dall’interruzione del flusso dell’approvvigionamento di petrolio proveniente dai Paesi appartenenti all’OPEC, che non volevano riconoscere l’esistenza dello Stato d’Israele.Conviviale 1

Nel 2001 ci fu la cosiddetta bolla speculativa dovuta allo sviluppo delle soluzioni e servizi internet: aumentarono in misura eccessiva le quotazioni delle nuove start up della Silicon valley legate al mondo dell’innovazione tecnologica, dell’high tech e di internet e gli investimenti information technology diventarono una delle caratteristiche chiave dei piani strategici delle medie e grandi aziende. Ma nel 2001 la ENRON, una delle più grandi multinazionali statunitensi operante nel campo dell’energia, fallì a seguito di una politica opaca, lasciando a casa 20000 dipendenti senza pensione.

In seguito, nel 2002 ci fu il fallimento di CIRIO, causato da un finanziamento erogato ai soci Cragnotti e mai più restituito. Nel 2003 si scoprì il buco di14 mld della PARMALAT, dovuto principalmente ad investimenti sbagliati nel Sud America e ai tentativi di salvare l’azienda.

La crisi dell’economia tra il 2003 e il 2007 e le cause della cosiddetta “grande recessione” si possono così riassumere:

Politiche di liberalizzazione finanziaria avviate nel mondo anglosassone e recepite dal resto del mondo: le banche centrali furono sollevate dall’obbligo di finanziare i debiti pubblici, rese indipendenti dal potere esecutivo; furono liberalizzati fondi pensione, banche, fondi finanziari venendo acquisiti da soggetti privati; liberalizzata la circolazione dei capitali; rimossi i vincoli dei massimali di credito (divieto di erogare credito oltre certe soglie). Questa deregolamentazione si accompagnava ad una vera rivoluzione finanziaria dell’economia ed apertura di un’epoca di globalizzazione sia del commercio che della finanza con la mondializzazione dei e si aprì quindi una fase post industriale in cui gli investimenti finanziari sembravano essere preferibili a quelli produttivi. Gli Stati persero di importanza rispetto alle grandi imprese che riuscivano a controllare e regolare il mercato finanziario.

I SUBPRIME : tassi d’interesse ridotti e facilità nella concessione dei crediti. Ricorso alla sottoscrizione di mutui a basse garanzie (subprime) sottoscritti da tutti coloro che avevano disponibilità finanziarie ed erano attirate dalla possibilità concreta di ottenere facili guadagni. Le autorità monetarie statunitensi   quando si resero conto della crescita esorbitante di tali prodotti cercarono di porre freno al problema portando i tassi di riferimento tra il 2005 ed il 2007 dal 1.5% al 5.25%, ma l’effetto fu di creare pignoramenti ed insolvenze. A questo punto esplose la bolla immobiliare facendo precipitare il prezzo delle case e mandando in rovina molti risparmiatori ed istituti di credito.

Alcune importanti definizioni: ABS (asset backed Securities) sono obbligazioni che nascono da cartolarizzazioni, ASSET “TOSSICI” dovuti al fatto che le banche americane al fine di ridurre l’esposizione rispetto a questi prodotti finanziari altamente rischiosi vendettero a terzi i mutui stessi attraverso diversi strumenti finanziari, tra i quali la cartolarizzazione, allo scopo di occultare la reale situazione dei loro Istituti.

Anche a cause delle Agenzie di Rating (come Standard&Poors, Moodys, Fitch) ci fu un crollo delle borse e una profonda crisi di fiducia: in due mesi del 2008 si ebbe un calo dell’indice di borsa do W. Street di oltre il 25%.

Molti Istituti di credito americani dichiararono bancarotta (Bear & Stern, Lehaman Brothers, AIG che fu salvata dalla FED e investitori privati).

Questa crisi si diffuse presto in Europa, partendo dalla Gran Bretagna, che imitò gli errori degli Stati Unti. A questo punto diversi Governi Europei intervennero per aiutare le banche in difficoltà:

A questo punto, la crisi si diffonde a macchia d’olio toccò in buona parte dei Paesi del mondo, risparmiando solo alcune economie emergenti, tra le quali la Cina, l’India ed il Brasile.In particolare, l’Europa orientale venne investita dalla crisi in quanto dipendente dalle economie occidentali.

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Gli anni seguenti ci portarono a vivere una serie di problemi diversi e inaspettati, tra questi LA CRISI DEI DEBITI SOVRANI (CRISI DEL DEBITO PUBBLICO DI ALCUNI STATI EUROPEI). Economie meno forti e maggiormente soggette all’intervento dello stato che si finanziava con crescita di debito pubblico per effettuare interventi a favore dei propri cittadini, entrarono in crisi nel periodo considerato che aveva visto i PIL crollare. Ricordiamo i piani di salvataggio europei verso Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo, Italia, Cipro, Slovenia. Ma i piani di salvataggio furono impostati sul rigore portando ad aggravare la recessione.

L’esplosione dell’ultima crisi finanziaria ha spinto la Bce a interventi senza precedenti che hanno forzato i limiti tradizionali del suo perimetro di azione. Le carenze di un’Unione europea basata sulla moneta e priva di politiche fiscali integrate hanno infatti rischiato di disarticolare l’Eurozona chiamando in causa la stessa Banca centrale.A dicembre 2011 la Bce annunciava nuove operazioni di liquidità straordinarie suddivise in due longer-term refinincing operation (LTRO) con scadenza a tre anni, viene ridotto all’1% il coefficiente di riserva. Alle banche arrivano finanziamenti per 489 miliardi di euro il 22 dicembre 2011 e per altri 530 miliardi di euro il primo marzo del 2012. Appare chiaro che questo nuovo management della Bce non ha paura di seguire le strategie americane e di pompare montagne di liquidità sui mercati per stabilizzare il sistema finanziario alle prese con il credit crunch e con un corto-circuito tra debito pubblico (controllato dalle banche) e bilanci bancari (penalizzati dai sostegni al debito sovrano).

Mario Draghi, Presidente della Bce, ha confermato l’intenzione di acquistare gli Asset backed securities (Abs) e le cosiddette obbligazioni garantite (o covered bond) per almeno due anni, come «misure non convenzionali» per combattere il tasso di inflazione ancora troppo basso. Il punto è quello di far ripartire il mercato credito agendo su quello, concorrente, delle obbligazioni. Detto in termini semplici si tratta di rendere meno conveniente l’impiego di capitali nell’acquisto di prodotti derivati, facendone salire il prezzo, rendendo così più conveniente l’erogazione del credito.

Per Abs si intendono i titoli derivati, ossia di “pacchetti” di crediti che una banca mette sul mercato per generare liquidità. Di fatto, le banche sarebbero così indotte a favorire i prestiti alle imprese, con il rischio che le imprese non riescano poi a pagare i propri debiti e, di conseguenza, le banche non rimborsino la Bce.

Alcune definizioni:

CARTOLARIZZAZIONE è la cessione di attività o beni di una società attraverso l’emissione ed il collocamento di titoli obbligazionari,

COVERED BONDsono obbligazioni bancarie con un profilo di rischio molto basso e alta liquidità e rendimenti bassi. In questo modo, le banche riescono a ottenere capitali utilizzabili, con costi bassissimi. In caso di fallimento della banca emittente, poi, il rimborso è garantito da attività di elevata qualità, come crediti fondiari e ipotecari, crediti nei confronti della pubblica amministrazione o da essa garantiti.

LTRO consiste in un’asta di liquidità in cui la BCE concede un prestito alle banche richiedenti, della durata di 3 anni e con un tasso di interesse pari alla media del tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale calcolata nel periodo dell’operazione stessa. In cambio la BCE riceve dalle banche una garanzia sul prestito, detta “collaterale”.La garanzia è composta solitamente da obbligazioni governative (titoli degli stati membri dell’UE); la BCE accetta come collaterale anche titoli privi di valore (ad esempio quelli emessi dalla Grecia dichiaratasi insolvente).

QUANTITATIVE EASING: Con alleggerimento o allentamento quantitativo, o anche facilitazione quantitativa, sovente con la locuzione inglese quantitative easing (QE), si designa una delle modalità con cui avviene la creazione di moneta da parte di una banca centrale e la sua iniezione, con operazioni di mercato aperto, nel sistema finanziario ed economico.

La serata si conclude con molte domande e un grande applauso per la chiara e sintetica presentazione.

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