Conviviale – Relazione della Dott.ssa Maria Pia Pasolini: “Perché sogniamo? La scienza cerca di rispondere”

La serata inizia con il consueto suono della campana rotariana, a seguito del quale la Presidente Luisa Antonini prende la parola e saluta tutti i presenti e li ringrazia per la partecipazione. Ricorda inoltre i prossimi appuntamenti della settimana prossima, dedicati ai Service “Rotary per i giovani nel lavoro”, “Mensa Menni” e “”Croce Bianca”. Infine ricorda il viaggio di giovedì 23 giugno a Sulzano.

Successivamente la parola passa ai Soci Agostino Mantovani e Giovanni Marini che illustrano il viaggio compiuto in Ucraina a Leopoli con lo scopo di definire il gemellaggio con il Club Lviv Centre.

Sardelli, Marini, MantovaniLa delegazione del Club è partita il 4 maggio dall’aeroporto di Orio al Serio per Debrecen in Ungheria per poi trasferirsi in auto a Leopoli accompagnata da Gianluca Sardelli, Corrispondente Consolare in Ucraina.

Il 7 maggio presso il ristorante Bachevskjh c’è la firma ufficiale dei documenti riguardanti il gemellaggio.

Gianluca Sardelli, i Soci Giovanni Marini e Agostino Mantovani con la Presidente del Club Lviv Centre

Il rientro della delegazione avviene tre giorni dopo.

Uno scrosciante applauso di approvazione ringrazia la delegazione del Club per il successo conseguito.

La Presidente Luisa Antonini presenta quindi la dott.ssa Mariapia Pasolini, laureatasi presso l’Università di Brescia, specializzatasi in neurologia presso l’Università degli Studi di Pavia ed esperta in Medicina del Sonno, nonché docente di Neurofisiologia Clinica presso la Scuola di Specializzazione in Neurologia e docente di Neurofisiologia Clinica presso il Corso di Laurea in Fisioterapia dell’Università di Brescia.

Mariapia Pasolini inizia la sua relazione accennando la storia che riguarda i sogni, iniziando dalla preistoria.

Il sogno è un’attività del pensiero umano che ha interessato l’uomo fin dai primordi della civiltà. Il disegno a carboncino in una delle Grotte di Lascaux può essere considerato la rappresentazione di un sogno.

In questo documento l’autore disegna ciò che vede con la fantasia: l’uccisione del bisonte durante una battuta di caccia.

Per gli antichi Greci i sogni erano figli del sonno: essi associavano la loro comparsa all’intervento del dio Morpheus, figlio di Ipnos, dio del sonno, e di Nyx, dea della notte.

Secondo Epicuro (300 a.c.) i sogni non hanno natura divina né potenza divinatoria, ma succedono a causa di immagini che ci hanno impressionati, mentre nel 1500   da Vinci scrisse che “l’occhio vede le cose in maniera più chiara nei sogni di quanto non riesca a vederle nella veglia”.

Nel 1953 Eugene Aserinsky e Nathaniel Kleitman scoprirono la presenza dei movimenti oculari rapidi (REM rapid eye movement) durante il sonno.

Questa semplice osservazione permise di differenziare il sonno in una fase REM (con movimenti oculari rapidi) e in una fase non REM (fase NREM).

Nel 1963 Kleitman e Dement descrissero per la prima volta l’alternanza, durante il periodo di sonno, del sonno REM e NREM in cicli, introducendo il concetto di architettura del sonno.

Alla fiStruttura Sonnone degli anni sessanta, dopo la scoperta del sonno REM e NREM e del concetto di ciclicità di queste due fasi all’interno del sonno è nata la necessità di classificare in maniera standard le variazioni elettroencefalografiche che si verificavano durante il sonno in maniera macroscopica.

Nel 1968 Rechtschaffen e Kales basandosi sull’analisi dei parametri elettroencefalografici, elettromiografici ed elettrooculografici classificarono il sonno in 5 stadi: 4 stadi NREM (stadio 1; stadio 2; stadio 3; stadio 4) e uno stadio REM.

Le attività simili al sogno sono presenti durante tutta la notte. Il 25% del nostro sonno è costituito dal sonno REM: un’attività mentale ricca di elementi bizzarri, irreale, senza riferimenti temporali e con contenuti emotivi, mentre il 10% è costituito dal sonno profondo: modesta componente allucinatoria, scarsa compartecipazione.

Il sogno è un’attività mentale che si svolge durante il sonno, caratterizzata da impressioni visive, sensazioni e pensieri non coordinati tra loro logicamente ma esprimenti desideri, ricordi, emozioni inconsce.

Nel sogno si simulano comportamenti di reazione ad eventi minacciosi (67% non reali) e le emozioni che entrano in gioco sono: gioia, sorpresa, paura, ansia, collera (frequenti) e malinconia, senso di colpa, depressione (rari). ll sonno REM è la fase più vicina al risveglio, quindi si è più propensi a ricordare i sogni REM rispetto a quelli NREM.

Durante la fase REM vi è un cambiamento dell’equilibrio chimico della corteccia cerebrale che comporta una destrutturazione delle unità aristoteliche di spazioSonnambula, tempo, luogo.

Le immagini sono costruite soprattutto in base a memoria ed emozioni, non “sottoposte” al controllo della coscienza e della logica.

Numerosi studi hanno ormai dimostrato che il sonno esercita un’influenza positiva sul funzionamento della memoria, chiamata sleep effect. Lo sleep effect è dovuto a diversi fattori, come la riduzione delle interferenze causate dagli stimoli esterni che si verifica mentre si dorme, ma è anche la conseguenza di una funzione attiva del sonno nel consolidare le informazioni che sono presenti nella memoria

Le esperienze del sogno riflettono il consolidamento di memorie recenti e permettono di comprendere l’archiviazione della memoria a lungo termine.

Più volte Sigmund Freud espresse la sua concezione attraverso la sua ormai nota formulazione secondo la quale “il sogno è la via maestra per esplorare l’inconscio”.

È infatti con l’interpretazione dei sogni che nasce quella disciplina di indagine psicologica profonda chiamata psicoanalisi. Lo sviluppo della psicoanalisi è andata di pari passo con l’elaborazione e quindi l’analisi e l’interpretazione dei sogni non solo dei pazienti ma anche degli stessi analisti.

Come risaputo, sono numerose le conseguenze negative della privazione del sonno, soprattutto se alla lunga si viene a creare il cosiddetto debito di sonno. Le più comuni patologie del sonno e del sogno sono: sonnambulismo, incubo, sogno terrifico, sogno agito.

Il disturbo da incubi notturni, avviene nella seconda metà della notte, quando il sonno è più profondo, e provoca sogni terrificanti, caratterizzati da immagini vivide e molto emotive, che portano la persona a svegliarsi. Al risveglio, la persona ricorda il sogno terrifico nei dettagli, e può presentare ansia, paura e difficoltà a tornare a dormire, tachicardia, sudorazione e tachipnea (accelerazione del ritmo del respiro).

Il sonnambulismo è un disturbo del sonno caratterizzato da attività motorie automatiche che, solitamente, sono semplici e fatte quotidianamente.

Mariapia Pasolini conclude il suo intervento con una frase tratta dalla Cenerentola di Walt Disney: “I sogni son desideri di felicità. Nel sonno non hai pensieri. Ti esprimi con sincerità.”

Di seguito ci sono stati numerose domande ed interventi dei nostri Soci, ai quali Mariapia Pasolini ha risposto con competenza.

La Presidente Luisa Antonini chiude quindi la serata con il tocco della campana rotariana.

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