Conviviale – Relazione del Socio Prof. M. Fontanella: “L’esplorazione delle funzioni cerebrali durante gli interventi neurochirurgici”

Giovedì 11 Settembre la prima serata ufficiale di Club dopo le ferie estive ha avuto un’ampia partecipazione.

Il Presidente Lamanna introduce il nostro socio prof. Marco Fontanella, relatore della serata, sottolineando il suo brillante curriculum scientifico e professionale. Marco è direttore della clinica neurochirurgica presso gli “Spedali civili” e direttore della scuola di specializzazione in neurochirurgia dell’Università di Brescia. Ha avuto numerose esperienze lavorative e di studio presso centri neurochirurgici in Europa e negli Stati Uniti ed e membro della Società italiana di neurochirurgia, della European Society of Neurological Surgeons, della Società italiana di neurosonologia ed emodinamica cerebrale e del Centro interdipartimentale di studi avanzati in neuroscienze. Ha pubblicato più di 200 lavori scientifici su riviste nazionali ed internazionali in particolare su patologie vascolari, studio sperimentale del trauma midollare ed idrocefalo. Ha effettuato circa 4000 interventi chirurgici.

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Nella relazione Marco ha descritto lo stato attuale della neurochirurgia dell’Università di Brescia ed in particolare le tecniche di asportazione delle lesioni cerebrali con paziente sveglio (awake surgery) che permettono di salvaguardare le funzioni cerebrali, ottimizzando l’asportazione delle lesioni.

Il fondatore della neurochirurgia a Brescia è stato il nostro socio il prof. Giovanni Marini, certamente uno dei pionieri della neurochirurgia italiana.

Negli ultimi anni la neurochirurgia si è molto modificata con l’introduzione di raffinate tecnologie. Questi strumenti permettono di trattare molte malattie che sino ad ora erano difficilmente curabili.

Si trattano malattie della colonna vertebrale con l’aiuto di mezzi di sintesi (viti e barre particolari), malformazioni vascolari (aneurismi e angiomi) con l’aiuto della neuroradiologia interventistica. Si raggiungono regioni molto profonde al limite tra la faccia e il cranio con l’aiuto di endoscopi.

A Brescia è molto attiva una collaborazione tra neurochirurghi e l’Otorinolaringoiatria diretta dal prof. Piero Nicolai.

Per quanto riguarda l’asportazione di tumori e altre lesioni cerebrali è indispensabile salvaguardare le funzioni cerebrali; non solamente l’attività motoria (il movimento e la forza muscolare), ma anche il linguaggio, le capacità di calcolo, di riconoscimento dello spazio e delle forme, le funzioni superiori che ci permettono di effettuare i compiti più complessi, importanti nei nostri lavori di ingegnere, musicista, architetto, medico, avvocato ecc. : il paziente deve poter ritornare a svolgere la sua professione esattamente come prima dell’intervento.

A Brescia, non in tutti i casi, ma solamente per lesioni cerebrali in prossimità di aree particolarmente importanti per il cervello, che vengono definite aree “eloquenti”, si studia in maniera accurata il paziente con test neuropsicologici preoperatori.

FotoIl paziente esegue anche un particolare tipo di Risonanza Magnetica (Risonanza Funzionale), che permette di identificare le aree importanti per il movimento e per il linguaggio, e le vie di trasmissione degli impulsi nervosi che partono dal cervello e vanno alla periferia.

Il paziente viene “testato” dall’equipe del prof. Alessandro Padovani (nostro socio). Ci si accerta se ci sono alterazioni prima dell’intervento. L’intervento chirurgico si effettua poi a paziente sveglio.

Durante l’intervento chirurgico con una particolare tecnica anestesiologica (l’anestesia viene condotta dalla dottoressa Vittorina Trapelli), il paziente non avverte dolore. Il paziente sveglio è sottoposto ad una stimolazione delle aree cerebrali con un piccolo stimolatore direttamente sul cervello.

E’ fondamentale la collaborazione con un neurofisiologo intraoperatorio che permette di stimolare e registrare tutto ciò che avviene. La neurofisiologia intraoperatoria è stata introdotta a Brescia dalla dott. Luisa Antonini (nostra socia) che ha formato uno dei più attivi gruppi italiani di neurofisiologi ed è oggi diretta dal dott. Giovanni De Maria. Quasi ogni giorno i neurochirurghi collaborano con i neurofisiologi ed in particolare col dott. Bruno Guarneri, per moltissime malattie craniche e spinali.

Al paziente durante l’intervento viene richiesto di muovere gli arti e di effettuare movimenti più complessi nel caso di lesioni vicino alle aree motorie. Viene richiesto di parlare, di calcolare, di riconoscere oggetti su uno schermo. Nel caso di interventi su musicisti si può richiedere al paziente di riconoscere un brano musicale, una nota, di leggere uno spartito, di scrivere note. L’asportazione della lesione viene effettuata evitando queste aree importanti che se lesionate darebbero un disturbo al paziente.

Dal 2011 a Brescia sono stati operati più di 1000 tumori cerebrali di cui circa 70 con questa tecnica. E’ evidente che l’asportazione di una lesione cerebrale non è più solo l’opera del neurochirurgo, che senza la tecnologia (microscopio, neuro navigatore, monitoraggi) e senza tutti gli altri specialisti non potrebbe affrontare queste malattie con la certezza di offrire al paziente la migliore cura.

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