Conviviale – Relatore Socio Dott. Marco Ramundo sul tema: “I grandi Yachts italiani”

L’interessante conviviale, dopo il suono della campana rotariana,  inizia con i saluti ed i ringraziamenti ai partecipanti da parte del Presidente Paolo Franchi che ricorda i prossimi appuntamenti di Club ed evidenzia la presenza del Rotaract per la vendita dei panettoni a favore del Service “Associazione Dharma Onlus”, nota come “i bambini Dharma”.

In seguito, Paolo Franchi ricorda la ricorrenza del giorno: nel 2013 Henry Ford avvia la prima catena di montaggio.

Una catena di montaggio è generalmente costituita da un nastro, definito nastro trasportatore, che scorre portando con sé i diversi oggetti da assemblare per ottenere il prodotto finito; ogni operaio può così assemblare un unico pezzo, tramite movimenti ripetitivi e meccanici, permettendo un notevole risparmio dei tempi di produzione: da quando questo metodo entrò in funzione, negli stabilimenti della Ford, i tempi necessari a produrre una singola autovettura si ridussero da 12 ore ad un’ora sola.

Grazie ad un team di ingegneri, Ford sviluppò intere fabbriche basate sul concetto della catena di montaggio, ed i benefici che le sue industrie trassero, in termini di abbattimento dei tempi di produzione e di risparmio economico furono tali da spingere la maggior parte delle compagnie industriali dell’epoca ad assumere questo metodo, creando in definitiva un nuovo modo di intendere la produzione seriale che prese appunto il nome di fordismo. La prima automobile costruita con questo metodo fu la Ford Model T.

La prima autovettura a cui fu applicata però la catena di montaggio, non ancora perfezionata da Henry Ford, fu la Oldsmobile Curved Dash, che fu la prima vettura di massa, anche se non venne fabbricata con i volumi della Ford Model T.

Molte teorie nacquero intorno al fatto che il lavoro altamente ripetitivo e meccanico richiesto agli operai dell’epoca nelle catene di montaggio provocasse alienazione della psiche, e disturbi motori negli operai stessi. Ford ricevette molte critiche yacht1per i problemi che i nuovi metodi di produzione da lui utilizzati produssero nei suoi dipendenti, e tentò di rispondere installando nelle fabbriche dei presidi medici tesi a ridurre questi inconvenienti.

Le problematiche connesse all’utilizzo delle catene di montaggio furono rese celebri dal famosissimo film di Charlie Chaplin, Tempi moderni, che fu, e resta tuttora, uno dei migliori documentari degli effetti stressanti ed alienanti che tali metodi producevano negli operai addetti alle catene di montaggio.

Oggi l’automazione e l’impiego di robot per svolgere le operazioni maggiormente ripetitive o pericolose ha ridotto notevolmente gli aspetti negativi correlati alla produzione in serie.

Successivamente Paolo Franchi introduce il Socio Marco Ramundo che illustra la sua relazione. Il super yacht è sicuramente il mezzo più importante per affermare l’italian sytyle nel mondo.

Un super yacht è una nave da diporto a vela o motore la cui lunghezza sia almeno 24 metri; l’Italia è indubbiamente leader nella costruzione di tali imbarcazioni, a causa della tradizione marinara e del buon gusto che ci hanno sempre contraddistinti.

L’importanza di tale settore è ben descritto dal valore del fatturato (quasi 3 miliardi di Euro) e dalla percentuale di PIL (1,7%). Si prevede un trend ancora più positivo per i prossimi anni.

Tra il 1997 e il 2008, c’è stata una crescita enorme del numero, di dimensioni e di popolarità dei grandi yacht di lusso privati, aventi dimensioni da 24 a 70 metri (da 79 a 230 ft). Mentre la domanda di nuovi yacht di lusso ha rallentato un po’ dal 2009, il 2011 ha visto un piccolo rimbalzo con nuove produzioni da molti dei migliori cantieri.

Il mercato è prevalentemente negli Usa e in Europa, in quanto è concentrata la maggiore ricchezza nel mondo.

Marco Ramundo si sofferma quindi a descrivere i super yacht più importanti

Azzam (tradotto: determinazione) è un panfilo privato di proprietà del sovrano e politico emiratino Khalifa bin Zayed Al Nahyan.

Realizzato in 3 anni dai cantieri tedeschi Lürssen Yacht (in Italia non esistono cantieri adatti a queste grandezze), lo yacht è il risultato di 1 anno di progettazione e collaborazione tra lo studio milanese Nauta Design (Exterior Design), il francesyacht2.jpge Christophe Leoni (Interior Design) e il britannico Burgess (Technical Project).

Varato il 5 aprile 2013, misura 180 metri di lunghezza e, alla data del varo, è il panfilo più lungo del mondo, immediatamente seguito da Eclipse del magnate russo Roman Abramovič che misura 163,5 metri.

Alimentato da una combinazione di due turbine a gas e due motori diesel che erogano una potenza complessiva di 70 MW (94.000 cv) e da un serbatoio di combustibile da 1 milione di litri, è in grado di sviluppare una velocità massima di 31,5 nodi che fa di Azzam il più veloce della categoria.

Lo yacht dispone di un salone principale con una lunghezza di 29 m ed una larghezza di 18 m, completamente sgombro e libero da pilastri e può avere 36 ospiti in 18 cabine e sono necessarie 60 persone di equipaggio in 30 cabine.

Lungo come due campi da football , ha un serbatoio di carburante da un milione di litri, dotato di cinema, discoteca e sistemi antimissile.

Si stima che il costo di realizzazione sia stato di 605 milioni di dollari, equivalenti a circa 500 milioni di Euro.

Serene è un super yacht con 7 ponti costruito da Fincantieri e ideale per ospitare fino a 24 persone in 12 cabine e un equipaggio di 52 persone. Elegante e raffinato, è caratterizzato da interni firmati Reymond Langton ed esterni da Espen Oeino.

Questa imbarcazione di lusso a motore, da 134 metri, è stata lanciato nel 2011 da Fincantieri Yachts ed è uno dei più tecnicamente avanzati mai costruiti.

Dispone di due piattaforme di atterraggio per elicotteri, di un garage per un grande sommergibile e di un’enorme piscina interna con acqua marina, che può essere adattata per essere usata anche come garage per i tender.

È fornito di vasca idromassaggio con acqua calda e fredda, piscina sulla terrazza solarium con jet stream e piscina, eliporto sul ponte superiore, un sottomarino e un cinema.

Costato 330 milioni di Euro, il proprietario è Yuri Shefler, il re della vodka, imprenditore a capo di Spi Group, da cui dipendono 380 marchi di alcolici in 160 Paesi.

Infine lo yacht più iconico è senza dubbio il Wally Power 118, varato nel 2008 e costato 30 milioni di Euro. Possiede Tre cabine per 6 ospiti e imbarca altrettanti membri di equipaggio).

Il Wally Power 118 è un Fast Motor Yacht lungo 118 piedi (36 m), costruito da Rodriguez Intermarine per un baglio di 9 metri. Monta 3 motori DDC TF50 Gas Turbines che sviluppano una potenza di 5600 HP ognuno.

La velocità di crociera è di 60 nodi (111 km/h), 70 nodi la massima. La capacità del serbatoio è di 22.000 litri. L’autonomia è di 380 miglia (poco più di 600 km).

I consumi a velocità di crociera sono di 58 litri per un miglio (3.480 l/h).  Si può comunque aumentare l’autonomia viaggiando a 9 nodi, con un consumo di circa 15 litri per miglio (135 l/h).

Ramundo1Lo yacht più elegante è Maltese Falcon, lungo 88 m e varato nel 2006 dai cantieri Perini Navi di Viareggio (costo 72 milioni di Euro).

Lo scafo del Maltese Falcon è in acciaio nero ma la parte più innovativa di questa imbarcazione è l’armo velico che rappresenta la prima realizzazione del sistema Dynarig, basato su tre alberi rotanti in fibra di carbonio e una serie di boma curvati capaci di esporre al vento fino a 2.396 metri quadrati di tela.

La barca è dotata di chiglia mobile (lifting) con pescaggio da 6 a 11 metri, è alta nel suo punto massimo 58,20 metri e disloca 1.240 tonnellate.

La vera sfida per lo yacht del futuro è nel settore dei consumi energetici.

La consapevolezza dell’esigenza di una maggiore sostenibilità anche per il settore nautico diventa sempre più centrale, insieme ad una conseguentemente mutata visione della barca come esperienza di vita piuttosto che come status symbol.

Infine Marco Ramundo ci illustra attraverso la visione di due filmati 2 super yacht varati nel 2016: Quinta Essentia, 55 m in alluminio ibrido diesel elettrico e realizzato dal cantiere Admiral di Marina di Carrara e Dynamiq D4, 39 m in alluminio con propulsione pod e carena round bilge,in grado di raggiungree la velocità di 21 nodi (39 km/h), pur mantenendo 3.000 miglia (4800 km) di autonomia.

La piacevole serata si conclude con numerosi interventi dei Soci e domande alle quali Marco Ramundo ha sapientemente risposto in modo esaustivo.

Il Presidente    suona quindi la campana rotariana.

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