Conviviale – Relazione del Dott. Agostino Mantovani: “La politica oggi”

La partecipata serata inizia con il suono della campana rotariana, seguito dai ringraziamenti ai numerosi convenuti da parte della Presidente Luisa Antonini che ricorda i prossimi appuntamenti di Club.

Prende quindi la parola il Socio Agostino Mantovani, che esordisce leggendo la lettera che nel 1924 Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini, futuro Papa Paolo VI, scrisse al padre Giorgio Montini, allora deputato per incoraggiarlo ad essere rieletto. Esso rappresenta un testo non confessionale esempio di vigore civico.

È lecito, vista l’odierna situazione nella quale ci troviamo,  avere nostalgia del tempo in cui c’erano due grandi partiti politici: la DC e il PCI. Nostalgia per un Paese come il nostro, dove, pur tra mille difficoltà, c’è stata la dignità politica che mirava alle scelte ritenute più valide per la collettività.

Alle difficoltà economiche mondiali si aggiunge il calo della credibilità politica, che a volte sembra cancellare qualsiasi discorso vocato alla speranza ed all’impegno. Così cresce il cinismo, il sottomettersi rassegnato o compiaciuto del “tanto fanno tutti così”.

L’impressione è che si viva incapaci di immaginare e di costruire un nuovo futuro, in una sorta di Paese percorso da guastatori.

L’Italia è uno dei Paesi al mondo dove è più alta l’evasione fiscale: 54,5 % di reddito imponibile non dichiarato e 159 miliardi all’anno di evasione. Il motivo è dovuto agli evasori da proteggere in cambio di voti , ma non pagare le tasse e mantenere comunque certi servizi significa aumentare il debito pubblico, che sarà scaricato sulle generazioni a venire.

MontiniLa situazione di illegalità può essere rimediata solo partendo da un autentico amore per Patria e da un solido senso civico.

Patria vuol dire essenzialmente libertà, bene comune, insieme di valori autentici e di ideali condivisi. La Patria si identifica con un cuore e con le idee morali che si hanno nei confronti degli altri. L’amore per la Patria si manifesta con il servizio attraverso tre modalità: prendersi cura delle persone, dei luoghi della memoria, delle istituzioni.

Serve dunque una modalità alternativa di “fare democrazia”. La formula più semplice è quella di adeguarsi ai modelli di altri Paesi europei per costruire, una volta per tutte, quell’Europa politica e non solo economica di cui abbiamo assolutamente bisogno. Tutti noi siamo invitati a fare la nostra parte.

Gli anziani, ai quali va riconosciuto il merito di aver costruito il miracolo economico dell’ultima metà del secolo scorso, non sono stati in grado di compiere analogo progresso nel campo della cittadinanza attiva, della partecipazione politica, della crescita culturale, della giustizia sociale ed oggi possono insegnare alle nuove generazioni solo l’ascolto.

In politica spesso mancano le soggettività che si traducono in responsabilità. Questa prospettiva fa emergere il primato dei doveri sull’egemonia dei diritti, il superamento dell’individualismo per riscoprire principi condivisi e la convinzione che l’illegalità non paga.

Mino Martinazzoli, che è stato nostro Socio, soleva dire che la buona Amministrazione non dipende da questo o quel partito ma dagli ideali per i quali una comunità vuole lottare.

Occorre ritornare a costruire la fiducia politica, per edificare la giustizia e la pace, che è poi, per chi crede, la ricerca del soprannaturale in termini contemporanei e che parte dalla constatazione che, nella vita umana, e quindi nella nostra Italia, tutto può essere frattura e composizione, lacerazione ma anche unità.

Segue un partecipato dibattito che chiude la conviviale.

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