Conviviale – Relazione del Dott. Claudio Macca: “Cibo, salute e bellezza”

La serata molto partecipata è iniziata con il consueto suono di campana seguito dal saluto alle bandiere in ricordo dei tragici momenti che stiamo vivendo.

La Presidente Luisa Antonini, dopo aver ringraziato i presenti e ricordato i prossimi appuntamenti di Club, con particolare riferimento alla prossima assemblea dei Soci del 3 dicembre, introduce l’ospite dott. Claudio Macca, relatore della serata.

Egli è attualmente Direttore dell’unità dipartimentale di dietetica e nutrizione clinica degli Spedali Civili di Brescia, Membro del Consiglio Direttivo di Presidenza Nazionale Adi (Associazione nazionale di dietetica e nutrizione clinica) e Presidente del Comitato scientifico nazionale di Cucina Lineare Metabolica.

Claudio Macca prende la parola dicendo che esiste una grande diversità fra le donne di ieri e le donne di oggi, dovuta sicuramente all’iperattività del proprio ruolo, all’amore verso il proprio fisico ed alla possibilità di fare sport.

La Dieta Mediterranea è oggi riconosciuta a livello mondiale come la più salutista e preventiva di malattie ed invecchiamento.

Infatti, recentemente è stato osservato che la dieta mediterranea è protettiva per il cervello, riducendo la possibilità di sviluppare Alzheimer e Parkinson; ha un impatto positivo sulla riduzione di stati infiammatori, riduce il colesterolo, l’ipertensione, protegge il cuore e previene l’ateriosclerosi, e riduce la possibilità di sviluppare danni renali.

Claudio MaccaNel 2007 l’Italia propose all’UNESCO di iscrivere la Dieta mediterranea nella Lista dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità. Il 16 novembre 2010 a Nairobi, in Kenya, ad esito di convegno internazionale, l’Unesco ha iscritto la Dieta Mediterranea nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità, riconoscendo tale patrimonio appartenere a Italia, Marocco, Grecia e Spagna. Nel novembre 2013 tale riconoscimento è stato esteso a Cipro, Croazia e Portogallo.

“Dieta Mediterranea” è una parola coniata negli anni ’60 dal ricercatore americano Ancel Keys, il quale, durante il suo soggiorno in Campania, aveva osservato e studiato la longevità e lo straordinario stato di salute dei contadini campani. Keys notò che quelle popolazioni sviluppavano raramente malattie cardiovascolari e cancro ed avevano una qualità della vita migliore. Confrontando le loro abitudini alimentari con quelle di altri popoli, Keys osservò che nel Sud Italia si mangiavano più legumi, cereali, ortaggi, frutta, pesce, olio di oliva e meno carne, latticini, uova e burro.

In realtà la Dieta Mediterranea originaria comprende pane e pasta integrali, cereali, legumi, tutti i tipi di vegetali, frutta di stagione, pesce, erbe aromatiche, latte e formaggio di pecora e capra, vino e soprattutto olio d’oliva extravergine come unico condimento; un consumo molto ridotto di carne, con predominanza di pollo, tacchino e coniglio.

A quei principi si ispira la piramide alimentare adottata oggi, ma sarebbe ovviamente difficile ricreare le stesse identiche situazioni ed atteggiamenti alimentari di un tempo, tuttavia non è difficile tentare di alimentarsi in modo sano e provare a fare propri, adattandoli ad esigenze e condizioni attuali, alcuni principi base della dieta mediterranea di un tempo. La Piramide Alimentare proposta dalla comunità scientifica odierna punta a far questo.

Alla base della nuova piramide , a sorpresa, non ci sono immagini di alimenti, ma messaggi di modifica dello stile di vita.

  • ATTIVITÀ FISICA: ovvero mantenersi attivi. Questa attività deve rientrare nelle normali abitudini e rappresentare un’esigenza al pari dell’igiene della persona. Un’attività fisica regolare è la base per stare bene sia nel corpo che nella mente.
  • CONVIVIALITÀ: la tavola è sempre stata momento di aggregazione, di scambio di opinioni, di conoscenza; un momento importantissimo nella vita delle famiglie. Una abitudine che oggi si sta perdendo per via della vita frenetica che si conduce. La tavola deve essere intesa come momento che va oltre il nutrimento stretto, e deve diventare un momento in cui la famiglia, gli amici si incontrano. Perché non è solo importante cosa si mangia ma come si mangia.
  • STAGIONALITÀ: dobbiamo imparare a preferire i prodotti stagionali in quanto soddisfano meglio il fabbisogno del nostro organismo nei diversi periodi dell’anno. Le nostre esigenze nutrizionali, infatti, non sono identiche in estate o in inverno, e la Natura si adatta, fornendoci a seconda del momento i nutrienti più utili. Per fare un esempio basta pensare a cosa si trova in inverno: troviamo gli agrumi ricchi di vitamina C, sostanza antiossidante nota per la sua attività immunostimolante, cioè di aiuto alle difese del sistema immunitario che nella stagione fredda vengono messe a dura prova.
  • PRODOTTI LOCALI: dobbiamo riabituarci al consumo dei prodotti della nostra terra e di stagione, non subire passivamente le abitudini che le grandi catene di distribuzione vogliono farci assumere , leggere attentamente la provenienza dei prodotti, preferire quelli delle nostre regioni e quando è possibile la vendita diretta dal produttore; evitiamo di mangiare una bella coppa di fragole in qualsiasi mese dell’anno, perché in questo modo contribuiamo ad inquinare costantemente l’atmosfera per le emissioni dei mezzi di trasporto occorrenti per portare il prodotto dai vari posti del mondo alla nostra tavola.
  • VARIARE I COLORI: oltre al gusto e alle qualità nutrizionali anche il colore ha un ruolo importante nella scelta dei cibi. La gradazione cromatica di ciò che abbiamo nel piatto non solo influenza la gradevolezza del pasto ma nel caso di frutta e verdura indica la presenza di pigmenti, ossia i coloranti naturali dei vegetali che in molti casi sono benefici per la nostra salute.
  • BERE ACQUA: l’altro caposaldo alla base della piramide: bere acqua, tanta acqua, evitando le bevande zuccherate, ricordiamoci che la quantità corretta di acqua da assumere nella giornata è di 30 ml di acqua per kg di peso per fare un esempio un uomo di 70 kg dovrebbe bere 30 x 70 = 2,1 litriPiramide

Per quanto riguarda l’assunzione di vino appare la scritta “bere con moderazione nel rispetto delle tradizioni sociali e religiose”: per bere moderato si intende il limite di 1-2 bicchieri di vino al giorno per l’uomo e 1 per la donna, o comunque una dose corrispondente circa al 10% dell’apporto calorico giornaliero da assumere preferibilmente durante i pasti, oltre queste quantità gli effetti positivi di prevenzione di malattie cardiovascolari e invecchiamento, legate alle sostanze contenute nel vino, vengono superate dagli effetti negativi provocati dall’alcol.

Un altro aspetto che Claudio Macca ha introdotto è legato alla numerose diete che spesso seguiamo senza sapere che la maggior parte sono iperproteiche. Esse consistono nella riduzione se non nell’ esclusione completa dei carboidrati e sono soprattutto a bassissimo apporto calorico, spesso anche inferiore alle reali necessità dell’organismo. Uno degli effetti che accomuna un po’ tutte queste diete è sicuramente una riduzione del peso veloce ed immediata: il dimagrimento iniziale è veloce perché si perdono i liquidi, ma una volta che si reintroducono i carboidrati si torna ad ingrassare e il metabolismo ne esce scombussolato. Non è inoltre da sottovalutare un secondo aspetto: si tratta di diete che riducono notevolmente l’apporto calorico e quindi provocano molto spesso carenze di micronutrienti (minerali e vitamine), con effetti talvolta più lievi (stanchezza, affaticamento, difficoltà di concentrazione), talvolta più importanti (insonnia, depressione, serie difficoltà mnemoniche e di movimento). Ma fanno dimagrire realmente? È bene sapere che la maggior parte di queste diete non agiscono tanto sulla riduzione del grasso, ma piuttosto determinano una importante riduzione della massa magra (muscoli). Mentre è soprattutto il grasso “interno” a non ridursi. Questo eccesso di grasso interno ha le stesse conseguenze dell’essere in sovrappeso (rischio di diabete, malattie cardiovascolari, ipertensione), nonostante l’aspetto fisico esteriore ed il peso misurato sulla bilancia indichino una condizione di “normopeso”. Senza trascurare effetti collaterali legati a problemi renali o al sistema circolatorio.

Occorre seguire una dieta equilibrata e completa, quale la Dieta Mediterranea (scientificamente validata da studi clinici e non portata alle cronache dalla “moda del momento”), che sia giusta anche nelle porzioni, in cui gli apporti di nutrienti siano calcolati in modo scientifico e rispondano alle reali esigenze nutrizionali. Una dieta che garantisca un apporto proteico ottimale e che soprattutto non sia scarsa nel quantitativo di carboidrati che sono la principale “benzina” necessaria all’organismo; una dieta in cui anche l’apporto di grassi sia ottimale e consista soprattutto in grassi monoinsaturi, come quelli contenuti nell’olio extravergine d’oliva e acidi grassi essenziali (omega 6 e omega 3); una dieta che fornisca il giusto apporto di minerali e vitamine (indispensabili bioregolatori dei processi metabolici, che spesso scarseggiano nelle diete sbilanciate).

È importante fare attività fisica: una regolare attività motoria, della durata di 30-60 minuti al giorno, influisce positivamente sulla perdita di grasso e l’aumento di massa muscolare.

Un altro importante argomento sul quale Claudio Macca si è soffermato, riguarda gli aminoacidi.

Gli aminoacidi sono composti organici che si combinano per formare proteine, i mattoni che “costruiscono” tutte le forme di vita. Le proteine durante il processo digestivo vengono spezzettate in aminoacidi e assimilate dall’organismo che ne ha bisogno per crescere, riparare i tessuti organici e altre funzioni vitali.Sostanze

Gli aminoacidi si dividono in tre gruppi: aminoacidi essenziali, non essenziali e condizionali.

Gli aminoacidi essenziali non possono essere prodotti dal corpo e quindi devono per forza essere introdotti con il cibo. Gli aminoacidi non essenziali sono quelli che il corpo umano è in grado di produrre e quindi non è necessario assumerli attraverso l’alimentazione.

Gli aminoacidi condizionali sono invece quelli che non sono solitamente essenziali ma lo possono diventare in casi eccezionali come malattia e stress.

Una pelle bella, unghie forti e capelli lucidi sono indice di salute e bellezza naturale. Per mantenerli il più a lungo possibile e per rallentare il processo di invecchiamento è importante assumere determinate sostanze nutritive. La pelle è lo specchio del nostro metabolismo ed è particolarmente sensibile ai cambiamenti. Le reazioni allergiche, le infiammazioni, una cattiva circolazione sanguigna o un approvvigionamento di ossigeno non ottimale si manifestano rapidamente: il colorito diventa pallido, i pori si dilatano e il tessuto si rilassa.

Il giusto mix di amminoacidi è come una cura ricostituente che agisce dall’interno. Lo confermano anche diversi studi che dimostrano chiaramente l’importanza degli amminoacidi per avere capelli sani e pelle tonica.

Gli amminoacidi forniscono le sostanze vitali che nutrono i capelli, la pelle e le unghie dall’interno. Grazie a ciò il tessuto connettivo si rinforza, la pelle si mantiene morbida ed elastica, le unghie sono più resistenti ed i capelli crescono forti e sani.

La creatina svolge un ruolo importante per la salute della pelle. Essa si forma a partire dagli amminoacidi arginina e metionina (che a sua volta è una componente fondamentale della carnitina). La creatina è naturalmente presente nell’organismo e ha un’importanza fondamentale per il metabolismo energetico delle cellule. Anche la pelle, che è l’organo più grande del corpo, ha bisogno di creatina per il mantenimento delle sue funzioni. La creatina fornisce l’energia alle cellule favorendo così la formazione del tessuto connettivo. Inoltre, stimola il metabolismo della pelle e il rinnovamento cellulare

Come la pelle, anche i capelli hanno un grande bisogno del minerale zinco. Esso è un oligoelemento essenziale di grande importanza per la crescita dei capelli. Lo ziAntonininco è coinvolto nella formazione della cheratina, che è una componente fondamentale dei capelli, della pelle e delle unghie. Inoltre, il corpo umano ha bisogno di zinco anche per la formazione del collagene, sostanza importante non solo per il tessuto connettivo e perché consente di ancorare i capelli al cuoio capelluto, ma anche per la struttura dei capelli in generale. Anche la suddivisione cellulare, che rende possibile la crescita dei capelli, non sarebbe possibile senza zinco. Per questo motivo, la caduta dei capelli è uno dei primi segnali della carenza di zinco, di conseguenza la sua somministrazione consente spesso di migliorare la situazione. Tutte le vitamine B sono indispensabili per una crescita sana dei capelli. Una fra le numerose manifestazioni della carenza di una o più di queste vitamine è la caduta dei capelli e/o capelli fragili o opachi.

Anche la vitamina C gioca un ruolo importante per la crescita di capelli sani. Essa è necessaria per far sì che il ferro si possa legare ai globuli rossi e raggiungere così le radici dei capelli. Una carenza di ferro può causare danni alla struttura dei capelli e portare alla loro caduta.

Come ben sappiamo le proteine vengono spesso divise in vegetali e animali poiché è tra questi due tipi di proteine esistono fondamentali differenze dal punto di vista del profilo e della composizione degli aminoacidi. Le proteine animali vengono spesso definite anche complete o nobili poiché contengono in dosi più o meno equilibrate tutti i tipi di aminoacidi, al contrario le proteine vegetali sono spesso incomplete dal punto di vista del profilo di aminoacidi ed è quindi necessario miscelarle nel modo corretto per poter assumere tutti gli aminoacidi necessari e quindi nutrire correttamente il proprio corpo.

L’intervento di Claudio Macca si conclude rispondendo alle numerose domande dei presenti, a testimonianza dell’interesse che gli argomenti hanno suscitato nei presenti.

La Presidente Luisa Antonini conclude quindi la serata ringraziando il relatore e suonando la campana rotariana.

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