Conviviale – “L’Etiopia e gli ori del Lago Tana”

Una bellissima serata, quella che ha visto il nostro Socio Paolo Sandri relatore della conviviale alla Rotary House.

La Presidente Luisa Antonini, inizia la serata salutando, ringraziando i presenti e ricordando i prossimi appuntamenti del Club, dal prossimo Caminetto alla serata che vedrà il Nostro Socio Franco Robecchi parlarci dello storico zoo di Brescia.

La parola passa poi a Paolo Sandri che ci illustra attraverso le immagini proiettate l’Etiopia ed i suoi tesori.

L’Etiopia è uno tra i paesi più interessanti del continente Africano e del mondo intero. Le ragioni di questo interesse sono molteplici: geografiche per la straordinaria gamma di ambienti climatici che caratterizzano il territorio; culturali, per la sua storia che affonda le radici ai primordi dell’ umanità; etnografiche , grazie alla varietà di culture che qui si possono incontrare, dalle più complesse e raffinate a quelle più semplici ancora legate ad una concezione arcaica della esistenza scandita dai cicli naturali. il territorio puòposizione Etiopia essere diviso in tre grandi zone geografiche: il grande altopiano al centro nord, abitato da popolazioni cristiane; le regioni del nord est in parte desertiche, dalla Dancalia all’Ogaden abitate da popolazioni Oromo e Afar di religione musulmana. Ed infine le regioni sud occidentali abitata da popolazioni animiste come i Surma e i Mursi.

Anticamente, con Etiopia si individuava un’area del nord-est dell’Africa, confinante a nord con l’Egitto ed a est col Mar Rosso. L’utilizzo di questo termine, tuttavia, è variaton considerevolmente durante le varie epoche fino ad arrivare ad indicare l’attuale stato. Nel IV secolo l’attuale regione etiope faceva parte del Regno di Axum.

Attorno al 970 la regina Gudit (detta Mishkinzana VII) perseguitò i cristiani che si trovavano in Etiopia e aiutò a far crollare il Regno di Bandiera EtiopiaAxum. Sebbene sia presentata dalle cronache etiopi come ebrea, alcuni studiosi moderni hanno qualche dubbio al riguardo, suggerendo che potrebbe essere stata una pagana. All’inizio del basso medioevo nasce il regno di Etiopia, unico baluardo cristiano in Africa.

La fine del XIX secolo è segnata dall’inizio della colonizzazione europea del continente africano. Con l’apertura del canale di Suez     aumenta l’interesse europeo per il Paese. Nel 1870 il porto di Assab, presso l’entrata meridionale del Mar Rosso, è comprato da una compagnia italiana come cessione di un sultano locale. Questo evento pone le basi per la fondazione di una colonia italiana in Eritrea. L’espansione della colonia verso l’interno porta a un conflitto con l’Impero Etiope, governato dal negus Menelik II, e alla battaglia di Adua del 1896, quando l’esercito abissino sconfigge l’aspirante potenza coloniale e l’Etiopia riesce a rimanere indipendente. L’Italia e l’Etiopia firmano il trattato di Uccialli che sancisce le relazioni fra i due paesi fino all’inizio della nuova espansione coloniale italiana verso l’Etiopia.

A seguito dell’incidente di Ual Ual avvenuto nel dicembre del ’34, l’Italia il 3 ottobre 1935 aggredisce nuovamente l’impero etiope. Gli italiani, agli ordini del generale Pietro Badoglio, riescono a sconfiggere la resistenza degli etiopi e a spingersi fino alla capitale Addis Abeda, nella quale entrano il 5 maggio 1936. L’Etiopia viene annessa all’Africa Orientale Italiana.

A seguito della aggressione all’Etiopia, l’Italia subì l’embargo da parte della Società delle Nazioni, tolto poco dopo la conquista dell’Etiopia da parte delle forze armate italiane.

L’Etiopia viene occupata dagli Inglesi nel 1941 e l’Imperatore Haile Selassie I torna al potere fino al 1974. Dopo la seconda guerra Valle dell'Omomondiale l’Imperatore etiope si adopera affinché la ex-colonia italiana dell’Eritrea venga affidata dalle Nazioni Unite in amministrazione all’Etiopia. Così negli anni ’50 del XX secolo l’Eritrea entra a far parte direttamente dell’Impero d’Etiopia. Nel 1974 una giunta militare, il Derg, depone l’Imperatore Haile Selassie I (in carica dal 1930, salvo la parentesi dell’occupazione italiana) e crea un regime socialista, con a capo, dopo una graduale e spietata eliminazione dei concorrenti, Menghistu Hailè Mariàm. Nel biennio 1984-1985 il paese viene colpito da una carestia di vastissime proporzioni che provoca la morte di 400.000 persone. Stremato da golpe sanguinosi, rivolte, siccità su larga scala, dal problema dei rifugiati e infine dalla ritirata dei protettori sovietici, il regime viene in ultimo deposto da una coalizione di forze ribelli, il FRDPE nel 1991. Nel 1994 viene eletta un’Assemblea Costituente e le prime elezioni multipartitiche si tengono nel 1995. La guerra di secessione prima, e di dispute confinarie poi, combattuta contro l’Eritrea negli anni ’90 del XX secolo ha rafforzato la coalizione al potere, ma ha fortemente indebolito l’economia del paese.

La maggior parte dell’Etiopia è localizzata nel Corno d’Africa, che è la parte più orientale del continente africano. All’interno dell’Etiopia si trova un vasto complesso di montagne e scoscesi altopiani divisi dalla Rift Valley, che attraversa il paese da sud-ovest a nord-est ed è circondata da bassopiani, steppe e zone semidesertiche. La grande diversità del territorio determina una grande varietà di climi, terreni, vegetazione naturale e di aree abitate.

Le fasce altimetriche dell’altopiano Etiopico sono quattro: zona inferiore (acacie, euforbie, palme, tamarindi e, bambù); zona intermedia (alberi e arbusti sempreverdi, aloe e,Simien ginepri) zona superiore (prati e i pascoli sfruttati dalla pastorizia) e aree cacuminali (vegetazione di tipo alpino). Esistono differenze floristiche rilevanti, legate ai diversi regimi delle precipitazioni, tra la parte settentrionale e quella meridionale dell’altopiano, come anche tra il versante del bacino del Nilo e quello della scarpata del Mar Rosso. La fauna selvatica presenta numerose specie, soprattutto di animali di grossa taglia, come leoni, leopardi, elefante, ippopotami, rinoceronti e antilopi. Sono molto comuni anche la iena, lo sciacallo, la lince e numerose varietà di scimmie e di uccelli, tra cui l’airone, il pappagallo, l’aquila, il falco e l’avvoltoio. La deforestazione per ottenere legname da combustione e lo sfruttamento intensivo dei pascoli per l’allevamento sono tra i maggiori problemi ambientali che il Paese deve affrontare in questi anni.

Alcuni fiumi sfociano direttamente nell’Oceano Indiano. Il lago maggiore dell’Etiopia è il lago di Tana nel cuore dell’acrocoro poi sono di una certa rilevanza il lago Abaya, il lago Abbe e il lago Turkana. Possiamo definire il clima subequatoriale d’altura nell’acrocoro, visto che il paese è situato vicino alle montagne, e caldo umido al centro e vicino all’Eritrea, visto che soffiano iPaolo Sandri monsoni. Il clima umido permette la coltivazione di caffè, tabacco e cereali.

L’area di Addis Abeba è quella più popolata, e comunque la popolazione urbana è solo un sesto del totale. Le meno popolate sono le zone più periferiche al confine con la Somalia e il Sudan date le sue caratteristiche desertiche.

Ricche e abbondanti sono anche l’arte e l’architettura religiosa, che riflettono la lunga storia del cristianesimo etiope; le chiese, e gli affreschi che si trovano al loro interno, testimoniano influenze axumite bizantine e copte. In Etiopia è diffusa soprattutto la pittura a soggetto sacro, caratterizzata da colori molto forti e caldi (un soggetto tipico è l’incontro tra Salomone e la Regina di Saba); non è diffusa invece la scultura (solo la pittura può raffigurare scene sacre).

 

Paolo Sandri risponde alle domande poste dalla numerosa platea

 

Sono poi seguite numerose domande, a testimonianza dell’interesse che la relazione ha suscitato. Infine Paolo Sandri ha omaggiato tutte le signore presenti con un libro sull’Etiopia, ricco di immagini suggestive.

Chiude la serata il tocco della campana rotariana.

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