Conviviale – Relazione del Prof. Francesco Castelli e Dott.ssa Luisa Monini: “L’influenza spagnola e la grande guerra”

Cosa lega il conflitto del 1914-’18’ alla pandemia più terribile che ha segnato l’era moderna?

Di questo interessante “dualismo” si è parlato Giovedì 16 Giugno presso la Rotary House in una conviviale Interclub con il Rotaract Brescia durante la quale il Presidente del Rotaract Brescia Luca Sozzi è stato nominato Socio effettivo del nostro Club tra gli applausi di tutti i convenuti. Alla presenza di un gran numero di giovani rotaractiani, Luca Sozzi è stato presentato dal Socio Mauro Lamanna.

RLuca Sozzielatori della serata, la Socia Luisa Monini e il prof. Francesco Castelli Direttore della Clinica di Malattie delle Infettive e Tropicali – 2° Unità Operativa Malattia Infettive degli Spedali Civili di Brescia e titolare di Cattedra UNESCO “Formazione e rinforzo delle risorse umane per lo sviluppo sanitario nei Paesi a risorse limitate”.

Dopo una breve  introduzione della Presidente Luisa Antonini, ha preso la parola Luisa Monini che ha fatto un “excursus” della Spagnola a partire proprio dal nome, poiché la sua esistenza fu inizialmente riportata soltanto dai giornali spagnoli.

In realtà il virus fu portato in Europa dalle truppe statunitensi che, a partire dall’Aprile 1917, confluirono in Francia per la Grande guerra. Allo scoppio dell’epidemia, il conflitto durava ormai da quattro anni ed era diventato una guerra di posizione: milioni di militari vivevano quindi ammassati  su vari fronti, in trincee anguste con condizioni igieniche terribili che favorivano la diffusione del virus. I numeri sono terribili in quanto la pandemia ha contagiato circa un miliardo di persone, dal gennaio 1918 al dicembre del 1920. Le vittime, si calcola, furono 30 milioni anche se alcune statistiche parlano addirittura di 50.

Una tragedia nella tragedia. Perché anche la Prima Guerra Mondiale, per quanto riguarda le vittime che ha provocato, non è da meno. Perirono infatti circa 15 milioni di persone, quasi tutti militari.

Ma anche la popolazione civile fu colpita dalla Spagnola e fonte del contagio erano spesso i soldati che tornavano a casa in licenza.

Molto toccante la testimonianza di una gentildonna americana Evangeline Whipplen che, in una lettera indirizzata al reverendo Charles Lewis di N.Y. del 28 Ottobre 1918, descrive la situazione drammatica di un piccolo Paese in provincia di Lucca oramai abitata da pochi sopravvissuti e tanti morti, deceduti a causa dell’ influenza.

Luca Sozzi 2Luisa Monini conclude il suo intervento ricordando una toccante poesia di Ungaretti “ San Martino del Carso” Di queste case/Non è rimasto/Che qualche/Brandello di muro/Di tanti/Che mi corrispondevano/Non è rimasto/Neppure tanto/Ma nel cuore/Nessuna croce manca/E’ il mio cuore/Il paese più straziato.

Il prof. Francesco Castelli riprende quindi il discorso spiegando le ragioni per le quali l’ influenza aveva colpito soprattutto i giovani portandoli a morte per bronco polmonite devastante. Di fatto, i giovani erano particolarmente  vulnerabili alla Spagnola perché da bambini non erano stati esposti ad un simile tipo di influenza.

Castelli ha spiegato che i vari ceppi influenzali si distinguono secondo le caratteristiche di due proteine. L’ Emoagglutinina ( in sigla H ) e la Neuroaminidasi ( N). Gli esperti hanno da tempo chiarito che nel 1889 c’ era stata una epidemia, la cosiddetta Influenza Russa, dovuta a virus di ceppo H3N8 . Il virus della Spagnola, composto da geni provenienti da un ceppo di influenza umana mescolati a geni dell’ influenza viaria, era invece di tipo H1N1.

Chi dunque era nato dopo il 1889 non aveva sviluppato difese immunitarie adatte a combatterlo. Dopo il 1900, invece, si era diffuso un altro virus del tipo H1N1, più simile a quello del 1918, ecco perché anche i giovani sotto i 18 anni furono relativamente meno colpiti dalla Spagnola. I giovani tra i 18 e i 29 anni si erano trovati in una finestra di vulnerabilità che li rese vittime ideali!

Il prof. Castelli ha ribadito il concetto che grazie ai vaccini e agli antibiotici l’ influenza stagionale è oggi molto ben controllata ma ricorda che non bisogna abbassare mai  la guardia e che l’ influenza è ancora oggi tra le prime cause di morte determinate da agenti infettivi.Francesco Castelli

Francesco Castelli, come responsabile del centro di sorveglianza italiano presso la Clinica di malattie infettive e tropicali dell’Università di Brescia del GeoSentinel Surveillance Network, ricorda che oggi grazie a questa rete internazionale di controllo si è in grado di conoscere in tempo reale dove e come si sta sviluppando una epidemia.

Questo facilita moltissimo il controllo dell’ epidemia e lo studio del vaccino migliore. Il messaggio finale è stato rivolto alla vaccinazione che va fatta  e va intesa come un vero e proprio atto di civismo di una Società evoluta a difesa delle persone più fragili che la compongono.

Alla fine della relazione la Presidente     ha omaggiato i suoi ospiti (la Sig.ra Graziella Carones,  madre del prof. Castelli /sig.ra Tiziana Rossetto e sig. Bruno Cavazzana, rispettivamente Socia e Socio onorario Ineer wheel Brescia sud e quelli di Luisa Monini (Sig. Massimo Tedeschi, editorialista Corriere della Sera, Sign.ra Maria Paola Pasini, Docente di Storia del Turismo presso l’ Università Cattolica di Brescia) di un libro edito dal Club Inner Wheel di Nola-Pomigliano d’ Arco, dedicato alla  Grande Guerra raccontata dalle Donne.

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