Conviviale – Relatore: Mons. Giacomo Canobbio sul tema “Riflessioni sulla Misericordia”

La Presidente Luisa Antonini apre la serata con il consueto suono della campana rotariana.

Dopo aver ringraziato tutti i numerosi presenti, presenta il relatore Mons. Giacomo Canobbio.

Autore di numerose pubblicazioni e libri, è stato licenziato in teologia presso la Facoltà teologica della Pontificia Università Gregoriana nel 1969.

Dopo aver conseguito il Dottorato in teologia presso la medesima Università nel 1977 con una tesi su “Il magistero della Chiesa organo vivente Canobbio 1della tradizione negli scritti di J.B. Franzelin s.j.., è stato Assistente presso la Facoltà teologica della Pontificia Università Gregoriana 1970-1971, Docente di teologia sistematica presso lo Studio Teologico del Seminario di Brescia dal 1971 e presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale, sede di Milano, dal 1984, Docente di Introduzione alla teologia dogmatica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Brescia, dal 1973 al 1999, Preside dello Studio teologico del Seminario di Brescia dal 1983 al 1992, Presidente dell’Associazione Teologica Italiana dal 1995 al 2003, Docente invitato presso la Facoltà Teologica del Triveneto, sede di Padova, negli anni Accademici 2004-2005 e 2009-2010, Docente invitato presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna nell’anno accademico 2013-2014 e Direttore scientifico dell’Accademia Cattolica di Brescia dal 2011.

Giacomo Canobbio è anche Delegato vescovile per la pastorale della cultura e Direttore dell’Accademia Cattolica di Brescia.

Giacomo Canobbio inizia la sua riflessione con una provocazione, chiedendo chi nella giornata odierna non si è lamentato per qualche cosa. Il lamento nasce da un’immagine della realtà costituita da parametri da noi definiti, ma che di fatto non esiste.

La condizione umana è limitata e per questo nasce l’insoddisfazione. Dalla percezione del limite umano nasce la religione: l’umanità sente il bisogno di qualcuno che venga in soccorso per superare i suoi limiti.

Tale necessità si evidenzia in particolar modo quando stiamo perdendo autonomia. Tipico esempio è la malattia: quando si è ammalati si desidera che qualcuno ci venga a soccorrere per aiutarci. Secondo la Bibbia cristiana Dio è misericordioso; i primi decenni dopo Gesù, si è cominciato a capire che ci si trovava di fronte a qualcosa che fino ad allora era inaspettato.

La Charis greca (χαρις), che significa “grazia”, “gentilezza”, “gratitudine” (in ebraico אֲסִיר תוֹדָה) è l’esperienza della gratuità, intesa come l’interesse disinteressato a prendersi Il buon samaritanocura della mia persona.

Nella concezione biblica la parola verità (in ebraico אמת [emet]) assume un significato molto profondo, individua la genuinità della persona.

Il binomio delle due parole ebraiche individua Dio misericordioso che si rivolge all’umanità gratuitamente e fedelmente in modo continuo.

Quindi la Misericordia è l’atteggiamento caratteristico di chi si abbassa e si prende cura gratuitamente di chi ne ha bisogno.

La parabola del “Buon Samaritano” narrata dal vangelo di Luca è densissima di simboli e significati. Gli antichi teologi identificavano unanimi il Buon Samaritano come la rappresentazione di Cristo.

Crisostomo suggerisce che un Samaritano raffigura in modo appropriato il Cristo «poiché come un Samaritano non proviene dalla Giudea, così Cristo non è di questo mondo».

Egli, quindi, si prende cura dell’umanità ammalata e lo scopo della Misericordia è quello di restituire alla persona l’armonia di cui ha bisogno. La Misericordia che Dio mostra è ciò che Gesù chiede a coloro che lo hanno incontrato.

Inoltre, considerando la Giustizia come necessaria a rimettere in ordine ciò che era stato deturpato, essa può operare nei due modi possibili: attraverso una pena punitiva oppure attraverso la concezione biblica della Giustizia restauratrice che significa di fatto agire con Misericordia.Canobbio 2

La Misericordia non è quindi solo il perdono ma una serie di azioni che permettono di restituire dignità alle persone senza chiedere nulla in cambio.

Il Papa ha assunto l’atteggiamento della Misericordia come segno di forza e non di paura. Infine, la società in cui viviamo può risanarsi solo attraverso la Misericordia , rivoluzionando le relazioni sociali.

Sono seguiti numerose domande ed commenti alle quali Giacomo Canobbio ha risposto con la competenza e la bravura che lo contraddistinguono.

La Presidente Luisa Antonini chiude quindi la serata attraverso il suono della campana rotariana.

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