Conviviale – Relatore: Ing. Andrea Bartolazzi – “Centrale del Latte di Brescia: prospettive per il futuro”

Il Vicepresidente Vittorio Roscini Vitali apre la serata con il consueto suono della campana. Successivamente ringrazia tutti i Soci e gli ospiti intervenuti e ricorda i prossimi appuntamenti di Club.

Renato Zaltieri presenta quindi il relatore della serata l’ing. Andrea Bartolazzi, Direttore della Centrale del Latte di Brescia.

Egli è nato a Viterbo nel 1965 ed è sposato con Michela Maestrelli. Si è laureato in Ingegneria nucleare presso l’Università La Sapienza di Roma e successivamente ha conseguito il Master in Business Administration alla Bocconi di Milano. Ha poi lavorato elaborando modelli matematici per Fiata e successivamente ha operato nel settore marketing della Ford.

È entrato in Centrale del Latte nel 1996, diventa Direttore Commerciale due anni dopo e Direttore Generale nel 2005.

Prende dunque la parola Andrea Bartolazzi, che ripercorre brevemente le tappe fondamentali della Centrale del Latte.centrale latte

La storia della Centrale del Latte di Brescia ha inizio nel 1930 e parte ovviamente dal latte. Scopo della Centrale del Latte di Brescia era infatti assicurare ai cittadini il controllo igienico di questo alimento e garantirne ogni giorno la distribuzione.

Una missione storica, alla quale l’azienda non è mai venuta meno. Dal 1931 a oggi infatti, comprendendo il periodo di guerra, la Centrale del Latte di Brescia non ha mai interrotto la propria produzione, nemmeno per un giorno.

Lungo questo panorama di tradizione, la Centrale del Latte di Brescia si è quindi distinta per una grande capacità di innovazione e per la sensibilità sempre dimostrata sia verso le nuove tecnologie, sia verso l’evoluzione delle esigenze alimentari.

Nasce la Centrale del Latte di Brescia in seguito al Regio Decreto 29 maggio 1929, n. 994 (che regolamentava la produzione ed il trattamento del latte alimentare e dettava le norme per la creazione delle «Centrali Comunali del latte»).

centrale latte 02Nel 1930 viene ultimata la costruzione degli impianti (nella zona in cui si trova ancora oggi e che all’epoca era in aperta campagna), iniziata nello stesso anno su commissione della società «Trifolium».

Anche durante la seconda guerra mondiale, Centrale del Latte ha sempre garantito la distribuzione con automezzi propri.

Nel 1962 viene introdotto il nuovo reparto di confezionamento basato su contenitori a perdere in cartone accoppiato della Tetra-Pak che sostituiscono le iniziali bottiglie di vetro e si affermano tra i bresciani con il nome di «triangolo».

Nel 1963 nasce il primo impianto di produzione del latte a lunga conservazione (U.H.T) in Italia.

Otto anni più tardi Centrale del Latte decide di mutare nuovamente il proprio packaging passando al Tetra-Brik (parallelepipedo) più facile da imballare e immagazzinare e di maggiore impatto visivo.

Nel 1984 al Tetra-Brik viene affiancata un’ulteriore confezione a forma di parallelepipedo: il Tetra-Rex. Fino al 2001 è stato il contenitore simbolo della Centrale poiché destinato al latte fresco pastorizzato.

Nel 1996 la Centrale Comunale del Latte cambia denominazione divenendo: «Centrale del Latte di Brescia S.p.A.» trasformandosi, quindi, da azienda comunale (gestita “in economia”) a società per azioni.

Due anni più tardi viene lanciato un nuovo prodotto, il latte UHT a lunga conservazione da agricoltura biologica, proposto nella confezione da litro, sia intero che parzialmente scremato.

E’ il primo prodotto bio della Centrale. Nello scentrale latte 04tesso anno, forte della sua rete logistica e della mancanza nel mercato di un brand forte entra nel settore delle insalate pronte lanciando il marchio “Le pronte in tavola”. Inizia quindi la distribuzione delle buste di insalata dal formato pensato per il consumo unitario.

Nel 2001 il latte fresco Alta qualità è confezionato per la prima volta in bottiglie di P.E.T. Il vecchio cartoccio del latte fresco verrà progressivamente abbandonato a favore della comoda bottiglia richiudibile.

Dopo anni di studi e di ricerche, la Centrale del Latte è la prima azienda ad utilizzare, come contenitore per il latte a lunga conservazione, la bottiglia in PET (lo stesso materiale utilizzato per la bottiglia dell’acqua minerale e per il latte fresco).

Nel 2012 Centrale del Latte entra nel settore degli affettati in vaschetta lanciando il marchio “La Selezione”. Si tratta di prodotti provenienti solo dalle migliori carni e da suini allevati in Italia.

La tecnologia del taglio che garantisce un’affettatura sottile e un packaging rivoluzionario con il vassoio estraibile sono elementi caratterizzanti la nuova linea.

Infine il 9 giugno 2015 è stata inaugurata la seconda linea di produzione di latte UHT che consentirà di aumentarne la capacità produttiva.centrale latte 01

Andrea Bartolazzi chiude il suo intervento snocciolando alcuni dati di produzione che meritano di essere citati: il 10% della produzione nazionale del latte avviene nella provincia di Brescia per complessivi 1.200.000 litri di latte all’anno.

Il portafoglio dei prodotti di Centrale del Latte è molto bilanciato. Questo fa sì che il fatturato sia molto stabile e non risenta delle variabilità dei mercati.

L’azionista di riferimento è il Comune di Brescia che ora detiene il 52% delle azioni, mentre il restante è di proprietà degli allevatori ed industriali soprattutto bresciani.

Il 2015 è stato l’anno che ha conseguito i migliori risultati in assoluto sia per quanto riguarda il fatturato che l’utile netto che è stato pari a 3.500.000 Euro.

Una serie di domande da parte dei Soci al relatore testimoniano l’interesse suscitato dall’argomento.

Il Vicepresidente     chiude quindi la stimolante serata rotariana con il suono della campana.

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