Conviviale – Dott.ssa Mariagrazia Ardissone sul tema: Presentazione del IRCCS “Centro San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli”

L’ultima conviviale di quest’anno rotariano, prima del passaggio di consegne fra i Presidenti, è iniziata con il consueto suono della campana rotariana.

Il Presidente Paolo Franchi ringrazia i convenuti e ricorda il prossimo appuntamento rotariano di giovedì presso il Castello Malvezzi.

In seguito presenta gli ospiti la dott.ssa Mariagrazia Ardissone e il dott. Giovanni Battista Tura dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia.

Mariagrazia Ardissone si laurea in economia delle Amministrazioni Pubbliche e delle Istituzioni Internazionali alla Bocconi di Milano.

Dopo aver seguito diversi stage di ricerca sulla gestione dell’assistenza sanitaria e dopo essere stata per breve periodo consulente finanziario in Unicredit, diventa responsabile dei servizi amministrativi e dal 2016 Direttore Generale dell’IRCCS Fatebenefratelli. È inoltre socia e consigliera presso altre associazioni.

Mariagrazia Ardissone inizia dunque la sua relazione ricordando come i Fatebenefratelli sono a Milano dai primi di ottobre del 1587.

A chiamarli fu l’arcivescovo Gaspare Visconti, riprendendo un antico progetto del suo predecessore, il cardinale Carlo Borromeo (1538-1584). Il loro operare era già conosciuto a Milano e in molte altre città italiane.

Dalla Spagna infatti, dove il loro santo padre fondatore Giovanni di Dio aveva aperto i primi ospedali, erano giunti a Roma nel 1570 per seguire le pratiche di riconoscimento della nascente Congregazione.

Il 22 settembre 1588, l’arcivescovo Visconti pose la prima pietra del nuovo complesso ospedaliero in Porta Nuova a Milano. La nascita della Provincia Lombardo-Veneta di Sant’Ambrogio risale al 1608, quando nel Capitolo Generale fu nominato il primo Provinciale Fra Pietro Zucchinelli, Confratello milanese. Fino a quel momento gli ospedali di Milano, Acqui (1595), Cesena (1596), Torino (1597), Cremona (1603) e Bologna (1607), che erano stati nel frattempo fondati, costituivano un Commissariato Generale.

Nel 1630, anno della grande carestia e della terribile peste, i Fatebenefratelli furono impegnati soprattutto ad assistere i dimessi dal Lazzaretto.

Il 17 marzo 1861 fu proclamato il Regno d’Italia con Torino capitale; nel Capitolo Generale del 1862 venne nominato Generale Fra Giovanni Maria Alfieri.

Il suo governo durerà ventisei anni, dal 1862 al 1888, e segnerà nel profondo la storia dell’intero Ordine. A lui si deve, con l’aiuto determinante di Fra Benedetto Menni, la restaurazione dell’Ordine in Spagna e l’atto ufficiale di unificazione dell’Ordine nel 1888 tra le due antiche Congregazioni di Spagna e d’Italia.

A mano a mano che il Regno Sardo-Piemontese si annetteva i territori, venivano emanate leggi sempre più restrittive per gli ordini religiosi, fino al sopraggiungere della legge del 7 luglio 1866 che sanciva la soppressione di tutti gli ordini compresi gli enti morali ecclesiastici e, senza distinzioni, l’incameramento dei relativi beni.

Furono chiusi 27 ospedali e 145 religiosi professi allontanati, i Fatebenefratelli tentarono di continuare il loro operato non più come ente od Ordine religioso, ma come associazione laica ospedaliera ma ben presto vennero allontanati dagli ospedali. Tra i beni persi in questi anni bisogna ricordare l’antico ospedale Aracoeli di Milano, che, successivamente riaperto senza la loro presenza, prenderà il nome “Fatebenefratelli” con cui oggi è ancora conosciuto.

L’Istituto bresciano è dedicato al Sacro Cuore di Gesù da cui prende il nome. Inizia la sua attività nel 1882 come ospedale psichiatrico per una donazione ai Padri Fatebenefratelli destinata alla cura dei malati alienati.

Funziona come tale per quasi un secolo sino al 1978 anno della riforma psichiatrica.

All’inizio degli anni ’80 viene attivato un profondo processo di cambiamento che passa attraverso un preciso percorso formativo degli operatori, il rinnovamento degli edifici e la attivazione di progetti sperimentali quali quello che porta allo sviluppo di competenze e strutture innovative per la riabilitazione di persone con disturbi mentali gravi e quello per la riabilitazione delle persone affette dalla malattia di Alzheimer, ambito per cui l’Istituto entra a far parte di un progetto-pilota della Regione Lombardia.

Negli stessi anni vengono attivati servizi riabilitativi diurni per anziani. Inizia insieme a questo processo di importante cambiamento una intensa attività di ricerca scientifica che contribuisce al riconoscimento dell’Istituto come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per la riabilitazione psichiatrica e per la riabilitazione della malattia di Alzheimer il 19 dicembre 1996 con il nome del Fondatore dei Fatebenefratelli Centro San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli.

L’Istituto oltre alle unità operative di degenza, di day-hospital, alle strutture per la residenzialità psichiatrica e agli ambulatori vede attive diverse unità organizzative di ricerca – sia nella forma di veri e propri laboratori, come quelli di genetica, neurobiologia, neuroimaging, neuropsicologia e neurofisiologia che di équipe, come quelle della ricerca psico-sociale e della ricerca clinica sulla malattia di Alzheimer- che impegnano un importante numero di ricercatori e di giovani borsisti.

L’Istituto Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia è un centro nazionale dedicato alla Ricerca e alla Cura dei disturbi mentali e cognitivi. L’istituto, fondato nel 1882, è stato riconosciuto Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) dal Ministero della Salute nel 1996.

L’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia è oggi un centro leader nella ricerca e cura delle malattie psichiatriche e della malattia di Alzheimer ed ha stabilito rapporti collaborativi con qualificati centri italiani, europei, e statunitensi, dimostrando capacitàˆ di operare in gruppi di lavoro internazionali. L’integrazione “pratica clinica” – “attività di ricerca” rappresenta un importante punto di forza.

In questo contesto si collocano i progetti che affrontano un imperativo fondamentale della ricerca biomedica, ossia la traslazione delle scoperte provenienti dalla ricerca di base in nuove potenziali applicazioni diagnostiche terapeutiche e riabilitative.

I disturbi mentali e cognitivi sono un importante problema di sanità pubblica, rappresentando una delle prime cause di disabilità nei paesi occidentali. In particolare, i disturbi psicotici, affettivi, della personalità, e le demenze sono le condizioni con maggior impatto sulla qualità di vita dei pazienti e che gravano maggiormente sui servizi sanitari, generando alti costi per il Sistema Sanitario Nazionale.

L’IRCCS Istituto Centro San Giovanni di Dio di Brescia cura ogni anno oltre 6000 pazienti nei suoi ambulatori, gestisce 8 laboratori (Genetica, Marcatori Molecolari, Neurofisiologia, Neuropsicologia, Psichiatria, Psichiatria Epidemiologica e Valutativa, Riabilitazione Alzheimer, Neuroimmagine e Epidemiologia Alzheimer) e 5 servizi di ricerca (Clinical Trials, Biobanca, Bioetica, Statistica, Biblioteca Scientifica) oltre ad avere una elevata capacità di degenza nelle sue strutture sia in psichiatria, sia nella riabilitazione Alzheimer.

Più di 70 ricercatori lavorano in laboratori clinici e pre-clinici, producendo articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali (in media 95 pubblicazioni per anno negli ultimi 5 anni, con un Impact Factor annuo di oltre 400 punti).

Il lavoro sperimentale è strettamente connesso alla cura ed è per questo che, durante il soggiorno presso il Centro, gli utenti possono essere contattati e invitati a partecipare a progetti di ricerca, la cui partecipazione è sempre subordinata all’approvazione e alla firma del consenso informato.

I programmi di ricerca sono un aspetto essenziale dell’assistenza, perchéŽ permettono di scoprire nuove cure e trattamenti nell’interesse degli utenti e, più in generale, di tutta al comunità.

L’Istituto ha inoltre un ruolo attivo nella didattica sia presso l’Università di Brescia che presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Questa collaborazione consente di offrire agli studenti opportunità di formazione presso i Laboratori e le Unità di Ricerca.

Il dott. Giovanni Battista Tura, medico psichiatra presso l’IRCCS Fatebenefratelli, prosegue la relazione parlando della psichiatria in generale e dell’approccio medico paziente con relativi modelle di gestione.

Particolare attenzione è riservata alla “complessità multidimensionale” di tipo interpretativa, gestionale sociale, scientifica, soggettiva, identificativa e culturale.

Hanno fatto seguito varie domande sul tema, alle quali Giovanni Battista Tura ha risposto con competenza.

In seguito il Presidente Paolo Franchi conclude la serata con il tocco della campana rotariana.

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