Conviviale – Relazione del Socio Prof. Renato Camodeca: “Crisi economica, deficit di bilancio e indebitamento pubblico: quale futuro per lo Stato italiano?”

La serata, come sottolineato nel discorso introduttivo dal Presidente, è molto partecipata a dimostrazione della rilevanza e dell’interesse verso il tema affrontato. Il Presidente approfitta per ricordare a tutti che il 20 Novembre ci sarà la visita del Governatore che coglierà l’occasione per “spillare” tre nuovi soci che con molto piacere accoglieremo nel nostro Club.

Nell’introdurre la serata, Mauro ricorda che Renato è un amico e un socio assiduo del club, accennando brevemente al suo curriculum professionale.

Professore di Economia Aziendale presso il Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università di Brescia, Renato è Dottore Commercialista e Revisore Contabile, membro del Comitato Scientifico della Fondazione Bresciana per gli Studi Economico-giuridici e del Comitato di Redazione della Rivista “Brescia & Futuro”, periodico dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Brescia. E’ Accademico Ordinario dell’ Accademia Italiana di Economia Aziendale e socio della Società Italiana di Storia della Ragioneria, della Società Italiana dei Docenti di Ragioneria e di Economia Aziendale, della European Accounting Association. Infine è membro della Academy of Accounting Historians e del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in “Determinazione e PILcomunicazione del valore nelle aziende ”.

Con chiarezza, Renato introduce le grandezze chiave della finanzia pubblica. In primis gli indicatori di sintesi dei conti dello Stato: il deficit di bilancio (differenziale fra “entrate” e “uscite”), il debito pubblico (totale dei prestiti contratti) e il prodotto interno (valori dei beni e servizi finali prototti in un anno).

Il disavanzo (o l’avanzo) primario sono dati dalla entrate (tributarie, extratributarie o da disincestimenti) a cui si sottraggono le uscite correnti e quelle dovute ad investimenti. In questo quadro si introduce la variabile “debito”, che permette di aumentare le entrate grazie all’indebitamento dello Stato. Questo però determina nel futuro uscite crescenti per i rimborsi e gli interessi che dovranno essere corrisposti.

I parametri econimici considerati in Europa sono due rapporti: Debito Pubblico/PIL (<60%) e Deficit Pubblico/PIL (< 3%). Nel 2013 questi due valori per l’Italia si sono assestati rispettivamente al 127,9% e al 2,8%. Il valore del primo parametro è molto allarmante e determinato in buona parte dalle politiche di sviluppo basate sull’aumento del debito che si sono attuate a parture dagli anni ’60 e che hanno anche portando il rapporto deficit in % sul PIL fino -11. Dopo la risalita del Deficit Pubblico/PIL determinata dall’introduzione dell’euro, si è avuto un crollo di questo fattore che ha portato nel 2009 addirittura a sanzioni da parte dell’Europa per deficit eccessivo.

Renato entra poi nel dettaglio dei dati di bilancio degli ultimi anni e, guardando al futuro, illustra le prospettive a medio periodo (DEF, anni 2014-2018) e quelle a breve (Legge di Stabilità 2014).

Dai dati storici recenti abbiamo osservato l’inquietante peso crescente degli interessi sul debito, a fronte di un avanzo primario positivo che manifesta una sostanziale riduzione della qualità dei servizi per i cittadini. Il deficit di bilancio/PIL si è, per la verità, ridotto negli ultimi anni grazie a ciò, portandosi appunto a -2,8% nel 2013.

Le prospettive di medio periodo sono state però valutate immaginando una situazione di stabilità economica molto lontana dal vero, il che le rende oggettivamente poco attendibili.

Rotary ClubNonostante i dati siano incerti, proprio in base a queste previsioni, già per altro riviste, il 15 Settembre è stata approvata la Legge di stabilità nella quale si prevedono uscite, in sintesi per 36 miliardi di euro. Al di là della valutazione sulle scelte politiche del governo, con particolare riferimento all’impegno di 9,5 miliardi per il “Bonus 80 euro”, Renato sottolinea che è molto preoccupante la necessità di copertura per il prossimo anno con un deficit aggiuntivo pari a 11 miliardi di euro, che andrà ad aggravare ulteriormente il debito e, in prospettiva quindi aumenteranno ancora gli interessi da pagare.

Alla chiara e completa presentazione dello situazione economica italiana, sono seguite diverse domande di approfondimento a dimostrazione del grande coinvolgimento dei soci. Si è sottolineata la difficoltà a stabilire i valori economici reali e la grande incertezza delle previsioni, che dovrebbero portare ad una maggiore prudenza nelle decisioni economiche, in particolare in questo momento storico così critico. Certamente attenzione dovrebbe essere data alla creazione di lavoro e occupazione.

In conclusione della serata, si è anche ricordato che il problema della stabilità ecomomica non riguarda solo l’Italia e questo potrebbe portare a consequenze anche drammatiche nel prossimo futuro se non riusciamo a trovare alternative e proposte economiche valide.

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