Dopo i saluti di rito, di fronte a un’affollata platea costituita da numerosi soci del nostro club e del RC Brescia Veronica Gambara, il Presidente ha introdotto Renaud Bertrand Simons, nostro socio e relatore della serata.

Per i soci entrati di recente ricordo che Renaud si è laureato in Scienze Economiche all’Università di Namur in Belgio. Dopo aver maturato un’esperienza significativa nel campo dell’Investment Banking nella Generale Bank a Bruxelles, si è trasferito a Milano come Country Chief Risk Officer della succursale italiana della Generale Bank. Nel 2000 è stato nominato Country Manager e Direttore Generale della Fortis Bank Italia. Successivamente è stato amministratore delegato della Fortis Lease S.p.A. e contestualmente Direttore Generale della Fortis Lease Romania. Nel 2010 è passato al Gruppo General Electric Capital Italia come Chief Commercial Officer. Ha ricoperto di seguito il ruolo di responsabile per Italia, Francia e Benelux di Global Financial Solutions ed infine è stato nominato amministratore delegato della GE Capital Finance. Attualmente è consigliere delegato per l’Europa di Finacity e consigliere dell’ambasciata del Belgio a Roma.

Il relatore si è quindi addentrato nell’argomento, che, pur ostico a causa delle complesse implicazioni tecnologiche e altamente mutevole, è stato esposto in modo molto chiaro e accessibile.

Il bitcoin è stato creato nel 2009 da un anonimo inventore, che opera sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto (中本哲史). Si tratta di una “criptovaluta”. Per criptovaluta si intende una valuta (cioè un’unità di scambio che ha lo scopo di facilitare il trasferimento di beni e servizi) che non ha la forma fisica della moneta, non ha il potere “liberatorio” della moneta, non è legalmente riconosciuta e opera, tramite sistemi di crittografia, indipendentemente da una banca centrale.

Il meccanismo tecnologico su cui si regge è costituito da un database, che utilizza sistemi di crittografia per l’emissione dei bitcoin e i trasferimenti degli stessi. Il database è distribuito tra i nodi della rete, che tengono traccia delle transazioni. Il meccanismo si regge in particolare sul sistema “blockchain” che non è altro che una sorta di registro nel quale si legano in una catena continua tutte le transazioni riguardanti i bitcoin. Si tratta di un sistema a prova di hacker, come è dimostrato dal fatto che, a quasi dieci anni dalla nascita, nessuno sia ancora riuscito a sabotarlo.

Come detto non c’è una banca centrale che gestisca il bitcoin, la “zecca” dei bitcoin non è altro che un software, basato su particolari algoritmi, che ha già fissato il limite massimo di emissione del bitcoin: i bitcoin non potranno essere più di 21 milioni e l’emissione cesserà nel 2140.

A oggi i bitcoin – con una capitalizzazione di più o meno 123 miliardi di euro – rappresentano lo 0,17% della liquidità mondiale stimata in 72.580 miliardi di euro.

Giovedì scorso un bitcoin era valutato 7.260 euro ma il prezzo continua a oscillare. Certamente ha guadagnato moltissimo rispetto ai primi tempi, se si pensa che la prima transazione pagata con bitcoin fu l’acquisto di due pizze il giorno 22 maggio 2010, pagate ben 10.000 bitcoin, un valore che oggi sarebbe pari a oltre 72 milioni di euro!

Per acquistare i bitcoin è necessario accedere ad uno dei tanti mercati virtuali bitcoin e pagarli con un normale bonifico o carta di credito. I bitcoin si conservano poi in speciali “wallet” cioè portafogli virtuali consistenti in particolari software, che consentono anche di inviare e ricevere bitcoin.

I vantaggi dei bitcoin sono:

1) sicurezza (il processo di pagamento non può essere hackerato),

2) anonimato,

3) anti-inflazione (il numero di bitcoin, come detto, è fissato e non può crescere),

4) è spesso usato come meccanismo di finanziamento di start-up (emissione di monete invece di azioni)

5) non è assoggettabile a controlli valutari,

6) non è nemmeno sequestrabile o pignorabile.

Alcuni dei predetti vantaggi, in una diversa prospettiva, sono anche svantaggi: per esempio si presta al finanziamento di affari illeciti (riciclaggio, droga, dark web, ecc.), non è tutelato dalla legge, è soggetto a furti o possibile cancellazione a causa di possibili virus che infettino il compuuter nel quale siano conservati i bitcoin, inoltre i tempi di perfezionamento di una transazione sono relativamente lunghi (da 10 fino a 50 minuti) e quindi meno efficienti di altri sistemi, come, per esempio, paypal.

Il bitcoin non è la sola criptovaluta in circolazione: si stima che ne esistano circa 1.400 tipi diversi. I più noti, dopo il bitcoin, sono Litecoin, Ripple ed Ethereum. La selezione peraltro è molto forte e la maggior parte di queste criptovalute è destinata a una precoce scomparsa. Tra queste il bitcoin è la criptovaluta di maggior successo, sebbene dal 2010 sia stato dato per spacciato ben 269 volte (110 volte nel 2017 e 39 nel 2018!).

Gli esperti sono peraltro divisi, c’è chi lo considera come destinato a diventare la prima vera moneta globale e chi lo ritiene poco più di una sorta di gigantesca catena di Sant’Antonio.

Secondo le valutazioni personali di Renaud, il bitcoin rappresenta un concorrente a una concezione della moneta basata sull’esistenza degli Stati nazionali e di enti sopranazionali, forse una risposta alla debolezza degli Stati tradizionali, sempre meno in grado di far fronte alle esigenze di un mondo globalizzato. Nessuno è in grado di dire se il bitcoin sia o meno destinato a un radioso futuro, il dato però certo è che il concetto di criptovaluta e soprattutto il sistema blockchain sono un passo importante nel futuro tecnologico e sono destinati a cambiare radicalmente le nostre vite.

Per chi volesse saperne di più, Bitcoin ha un proprio sito: www.bitcoin.org.