Per la prima riunione del club, dopo la breve pausa estiva, è stato organizzato un interclub con il RC Brescia Castello, con visita guidata al MUSA di Salò, nel pomeriggio, e, successivamente, all’Isola del Garda, dove abbiamo cenato.

Il nostro club era rappresentato da un piccolo gruppo di soci ed è stata una bella giornata, anche grazie alle condizioni climatiche. Infatti, nonostante il brutto tempo alla partenza da Brescia, a Salò le nuvole si stavano diradando e questo ci ha permesso di passare la serata in un clima piacevole anche dal punto di vista meteorologico.

La visita al MUSA di Salò aveva come scopo la mostra “Il Museo della Follia. Da Goya a Bacon”. La mostra è stata curata da Vittorio Sgarbi, le cui parole ben sintetizzano il senso della stessa: “Nella storia dell’arte, anche prima dei casi clamorosi di Van Gogh e La visita al MUSA di Salò e Ligabue, molti sono gli artisti la cui mente è attraversata dal turbamento, che si esprimono in una lingua visionaria e allucinata. Ognuno di loro ha una storia, una dimensione che non si misura con la realtà, ma con il sogno. E quel sogno, con piena soddisfazione, oltre ogni tormento, rappresenta.”. La mostra intercala opere di artisti che ebbero problemi psichiatrici a reperti di vario genere provenienti da manicomi italiani. Nel complesso un percorso piuttosto inquietante. Numerosi gli artisti ospitati, particolarmente numerose le opere di Ligabue. Tra le curiosità un quadro dipinto da Adolf Hitler.

Terminata la visita al MUSA, ci siamo spostati all’Isola del Garda, dove la Contessa Alberta Cavazza ci ha accolto e ci ha guidati attraverso il settore orientale dell’isola, illustrandoci la storia dell’isola e della sua famiglia. L’Isola del Garda, per chi non lo sapesse, si trova a poca distanza da Capo San Fermo (il promontorio che divide il golfo di Salò dalla baia di Smeraldo). L’isola è lunga circa un chilometro. A ovest è bassa ed è occupata da un lungo e stretto giardino mentre la parte verso est, più ampia ed elevata, è in gran parte occupata da una grande villa in stile neogotico-veneziano. L’isola, abitata sin da epoca romana, è stata, nei secoli successivi alla caduta dell’impero, riserva di caccia e poi sede di diversi insediamenti religiosi. Pare sia stata visitata anche da San Francesco d’Assisi. Dopo vari passaggi, nel 1817 l’isola divenne proprietà del Conte Luigi Lechi, che fece costruire il primo nucleo dell’attuale villa. Successivamente venne espropriata per finalità militari e poi venduta all’asta nel 1870, divenendo di proprietà dei Duchi de Ferrari di Genova. A essi si deve l’idea di costruire una villa in stile neogotico-veneziano, poi realizzata, tra il 1890 e il 1903, su progetto dell’architetto genovese Luigi Rovelli. Successivamente, attraverso varie vicende successorie e matrimoni, la villa è passata alla famiglia Cavazza: Anna Maria de Ferrari sposò infatti il Principe Scipione Borghese (noto per il raid Pechino-Parigi del 1907), quindi l’isola venne ereditata nel 1927 dalla figlia Livia, sposata col Conte Alessandro Cavazza. Gli attuali proprietari sono i sette figli del Conte Camillo Cavazza, i quali gestiscono varie attività turistiche nel comune di San Felice e hanno aperto la villa, dove tuttora dimorano, a visite turistiche e matrimoni.

Nel poco tempo che abbiamo avuto a disposizione prima del tramonto, abbiamo potuto ammirare i giardini antistanti la villa, caratterizzati dalla presenza di gigantesche palme del genere Washingtonia, vecchi cipressi, pini marittimi, lecci e vecchi giuggioli, oltre che da aiuole e siepi ben curate. Abbiamo anche potuto visitare alcune stanze della villa. La serata si è conclusa con un buffet sul terrazzo e con un ringraziamento alla Contessa Cavazza.

Con giovedì 21 p.v. riprendono le usuali conviviali presso la sede. Il socio Carlo Clerici ci parlerà della sua collezione di arte contemporanea.