Cinese 3Dal Volume commemorativo: Buon Compleanno, Brescia Nord – 1971 – 1991: Vent’anni di vita e vicende Rotariane

I Rotary Club Brescia e Brescia Nord nel 1980, su suggerimento dell’allora presidente Dott. Marco Franchi, decisero di affittare una sede e di abbandonare la consuetudine, fino ad allora seguita, di tenere le tradizionali riunioni in ristoranti cittadini. Si sarebbero così risolti i numerosi problemi logistici e organizzativi che quelle sedi di riunione inevitabilmente procuravano.

La scelta dei locali adatti non fu facile; provvidenziale e decisiva nell’ occasione fu la presenza, fra i soci del Brescia Nord, dell’Ing. Benedetto Buffoli. Questi, infatti, era in quel tempo impegnato a trovare affittanza per alcuni locali di proprietà dell’Ipab Pio luogo Casa di Dio, del quale era direttore tecnico. La proposta, che sottomise all’attenzione dei soci – in Palazzo Averoldi di via Moretto – fu subito accettata con grande entusiasmo.

Nella nuova sede, adeguatamente arredata, ebbero così inizio le attività dei due Club, con massima soddisfazione dei soci e sincera ammirazione degli ospiti, che nei prestigiosi locali hanno sempre trovato quel giusto tono di signorilità che ben si adatta allo spirito rotariano.

Cinese 2Qui, nel grande salone decorato Manfredini e nel cosiddetto “salotto cinese”, si svolgono non solo le consuete conviviali settimanali ma anche i numerosi e interessantissimi interclub con relazioni tenute da soci e da illustri ospiti su un variegato ventaglio di argomenti che spaziano da quelli di carattere scientifico a quelli di carattere umanitario, culturale, filosofico, letterario, tecnico, artistico.  Spesso, temi tanto impegnativi sono alleggeriti e intervallati da proiezioni di diapositive o da apprezzatissimi concerti.

Palazzo Averoldi, una delle dimore patrizie più belle di Brescia fu oggetto di uno studio storico-artistico curato dai due club nell’anno rotariano 1985-86 che ne curarono anche la pubblicazione a stampa Da questo documento togliamo alcune notizie.

La sua costruzione ebbe inizio nel 1544 e, vicenda comune a molti altri edifici di elevato valore artistico, fu terminato intorno al 1800 quando furono portate a compimento le decorazioni, la delimitazione dei giardino e la cancellata.

Di notevole mole, il palazzo possiede due cortili dei quali, quello nobile, a sud; proprio qui si affaccia l’elegante portico a U sopra il quale sta la parte più ricca dell’edificio che conserva opere di artisti rinascimentali del calibro di Gerolamo Romanino e del suo allievo Lattanzio Gambara. Questi artisti vi lasciarono importanti affreschi; la loro collaborazione fu tanto stretta che alcune attribuzioni risultano tuttora di difficile interpretazione.

Il grande salone del primo piano, parte della sede dei due Rotary Club (ora quattro, N.d.R.), fu decorato dal Manfredini: la sua firma, datata 1796, appare sullo scudo di una figura di guerriero sulla parete sud. Opere dello stesso artista si trovano in altre sale del palazzo che annovera pure affreschi del Gandini, del Teosa e del Tellaroli.

Il salotto Cinese

Cinese 4La decorazione di questo graziosissimo locale, opera di valenti artigiani veneziani, presentava, all’ingresso dei Rotary nella nuova sede, notevoli segni di degrado. La tradizionale sensibilità dei rotariani verso le cose belle del passato ha indotto i soci dei due club (negli anni 1987-88) a impegnarsi a fondo per un completo recupero dell’opera pittorica.

Ecco quanto scrive Alessandro Guerrini nelle note storiche a premessa del fascicolo illustrante il recupero dei pannelli lignei: “La decorazione del “salottino cinese” di Palazzo Averoldi è una delle più interessanti testimonianze della produzione pittorica del tardo Settecento bresciano. Attribuibile quasi con certezza al cremonese Giuseppe Manfredini la sua esecuzione si deve collocare tra il 1795 ed il 1796.

Committenti del lavoro furono i Chizzola, che sulla fine del XVIII secolo abitarono in questa dimora e che si segnalarono tra i primi committenti del giovane promettente pittore.

Fino a poco tempo fa si potevano attribuire con facilità al Manfredini le sovrapporte del “salottino cinese”. Invece c’era una certa difficoltà nell’individuare la mano del pittore nei pannelli decorati a lacca ed oro, poiché, a causa dello sporco e della loro tinta scura, le tavole lignee sembravano cosa diversa e quasi in contrasto con i colori freddi e chiari delle scene policrome delle sovrapporte. Ora, eseguita la pulitura e rivelata la brillantezza dell’oro e della lacca verde, la stanza si è uniformata ed illuminata e non ci sono più dubbi sull’autografia della decorazione delle tavole lignee.

Le figurette, create sapientemente nell’oro lucente, si svolgono sul fondale verde con grazia ma anche con una certa saldezza che tradisce appunto la natura neoclassica del pittore.

Probabilmente la scelta del tema fu un po’ imposta dai committenti, poiché ormai, sull’ultimo scorcio del Settecento, le cineserie erano un po’ fuori moda”.

Il restauro

I lavori di restauro furono affidati al laboratorio trentino specializzato negli interventi su opere lignee dei rotariani Diego Voltolini e Ivonne Bonfa con il controllo e l’autorizzazione della Soprintendenza per i Beni ambientali e architettonici di Brescia, Mantova e Cremona. Le documentazioni fotografiche e scientifiche furono affidate all’Enaip di Botticino.

In dettaglio, le operazioni di restauro eseguite sono:

Indagine conoscitiva e di studio:

– prelievo in loco dei micro campioni dello strato policromo;

– analisi visiva ed acquisizione dei problemi per stabilire un programma d’intervento;

– analisi strati grafica mediante microscopia ottica;

– indagine al microscopio elettronico a scansione (SEM);

– analisi chimiche del pannello siglato 03;

– ripresa U.V. in BN del pannello siglato 03;

– ripresa I.R. colore del pannello siglato 03;

– ripresa DIA al microscopio mineralogico delle stratigrafie in luce incidente;

– ripresa DIA al microscopio mineralogico delle stratigrafie alla fluorescenza;

– prelievo del supporto ligneo per l’identificazione della specie legnosa;

– rilevamento dell’umidità relativa delle tavole in loco;

– installazione di un termoigrografo nella sala per la rilevazione della temperatura e dell’umidità dell’ambiente.

Interventi in loco per permettere lo smontaggio ed il trasporto delle opere in laboratorio:

– ricerca e definizione del fissativo;

– velinatura con strisce di carta giapponese;

– smontaggio delle cornici e dei pannelli.

Restauro in laboratorio:

– prefissaggio prima della svelinatura;

– asportazione delle veline;

– consolidamento delle cromie sollevate;

– asportazione delle ridipinture di “campitura” e sulle decorazioni;

– consolidamento sul supporto ligneo;

– parchettatura;

– riassemblaggio di uno dei pannelli;

– disinfestazione del supporto;

– intervento pittorico;

– film protettivo delle superfici.

Le fotografie di questa pagina testimoniano della bellezza e dell’eleganza del “salotto cinese” e della riuscita del restauro che ha avuto tuttavia un precedente nella storia dei Club. Infatti già in occasione del decennale il Rotary Club Brescia Nord aveva curato il restauro della tela raffigurante Le nozze di Cana di Grazio Cossali dell’Abbazia di Rodengo Saiano.

Queste azioni di salvaguardia del patrimonio artistico ben s’inquadrano nell’iniziativa rotariana “Italia: il futuro del passato” svolta dai nove Distretti Italiani nel corso dell’anno 1990-91. Si è trattato di una importante serie di Forum aventi lo scopo di sensibilizzare i rotariani e l’opinione pubblica sul problema della valorizzazione e conservazione del patrimonio artistico nazionale, un bene universalmente conosciuto come l più grande del mondo, anche se non adeguatamente protetto e valorizzato dagli Italiani.

Noncuranza e abbandono sembrano sovrastarne la salvaguardia. “La qualità della vita per una vita di qualità” si deve perseguire anche con la strenua difesa di valori che sono espressione autentica di grandezza interiore.

Ernesto Astori, Socio del Club, 1971