Rotaryhouse1Palazzo Averoldi è un imponente edificio cinquecentesco che ospita oggi l’attività di quattro Rotary Club della città di Brescia: Rotary Brescia, Rotary Brescia Nord, Rotary Brescia Ovest e Rotary Brescia Castello ed è pertanto denominato “Rotary House”.

La storia di questo palazzo ebbe inizio nel secolo XVI secolo. Nel 1517, infatti, Gio Paolo Averoldi lasciò ai fratelli la vecchia casa nella parte alta di via Marsala per trasferirsi nella quadra di San Giovanni, in contrada Santa Croce, all’epoca denominata “Contrada del Bue”, in un’abitazione già di proprietà dei Porcellaga, forse ereditata dalla madre Chiara. La riedificazione del palazzo avvenne tuttavia a partire dall’11 maggio 1544, ad opera dei suoi figli: Giovanni Andrea, Leandro, Mario e Fulgenzio, come riporta la lapide murata nella parete meridionale del portico che collega i due cortili.Rotaryhouse2

Palazzo Averoldi è un organismo complesso a U, che si sviluppa lungo due cortili: uno principale (affacciato su un grande giardino) e uno di servizio. Il Palazzo dialoga con tre strade: Contrada Santa Croce, Via Moretto e Corso Vittorio Emanuele II.

 

La struttura è di notevoli dimensioni e  occupa infatti l’intero isolato. Alcune analogie con le Palazzine gemelle di Corso Martiri e Via Gramsci, Villa Bornati – Secco d’Aragona a Bornato, Palazzo del Canello a Bagnolo Mella e Villa Lechi ad Erbusco, hanno fatto ipotizzare che il progettista fosse l’architetto Lodovico Beretta, tuttavia alcune fonti riportano che il 29 aprile 1544, l’intervento venne affidato all’architetto bergamasco Pietro Isabello. È dunque probabile un’azione congiunta dei due artisti.

Rotaryhouse3Verso la prima metà del ‘700, il ramo genealogico discendente da Fulgenzio confluirà nei Chizzola attraverso il matrimonio tra Barbara Averoldi e Ferdinando Chizzola; proprio in occasione di questo matrimonio, la parte ovest del palazzo, l’odierna “Rotary House”, fu trasformata con l’inserimento del grande scalone centrale che venne destinato alla casata dei Chizzola. Non a caso nel soffitto del salone centrale è raffigurato Giovanni Battista illustre capostipite della famiglia.

Giuseppe Manfredini e Giuseppe Teosa  e Saverio Gandino sono gli autori dei dipinti delle sale del Piano Nobile”. Il nome di Manfredini è tuttora leggibile sullo scudo della finta statua nella contro parete d’ingresso del Salone maggiore: “Jovis Manfredinus pinsit in anno domini 1796”.

 

 

Rotaryhouse4Rotaryhouse5Rarissimo esempio di cineseria in ambito bresciano è rappresentato dal salotto cinese in legno dipinto di verde ad imitazione della lacca.

Pochi anni prima della sua morte, avvenuta nel 1937, l’ultimo esponente della famiglia Averoldi, il conte Gherardo vendette il palazzo all’Amministrazione dei Luoghi Pii “Ospedale dei mendicanti-Casa di Dio”, che  tuttora ne è proprietaria.

Di grande pregio sono le cinque sale del pian terreno, affrescate congiuntamente e magistralmente da Girolamo Romanino e da Lattanzio Gambara tra il 1550 e il 1555.

Dott. Roberta Zani, Storica dell’Arte