Grande successo per l’Interclub organizzato dal Rotary Club Brescia Nord presso il Centro Pastorale Paolo VI, al quale è intervenuto il Sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, come relatore.

Dopo il consueto ascolto degli inni, il nostro Presidente Roberto Palumbo prende la parola per salutare le autorità rotariane e cittadine presenti in sala. Roberto introduce il relatore dando lettura di una breve biografia e del titolo della relazione “La popolazione a Brescia nel 2018 – Ritorno in città”.

Il Sindaco premette che la sua presentazione sarà “libera” e rifletterà la sua visione di come sta andando la città. Egli parte dalla considerazione che fare il Sindaco, e l’amministratore pubblico è molto oneroso, che toglie spazio a famiglia, passioni e interessi ma è un grande onore e, per come lui la vive, è una occasione di crescita e cambiamento. Si acquisisce infatti, meno approssimazione nei giudizi e maggiore capacità di valutare le persone intorno, con l’introduzione di tante sfumature di grigio grazie alle quali si ponderano meglio le proprie decisioni. Questi anni da Sindaco sono stati perciò una scuola di vita, che gli ha permesso di vivere da dentro molte situazioni e realtà di cui conosceva poco da cittadino.

Il Sindaco è impressionato dalla qualità professionale della città e dall’umanità che l’ha preservata dalla disgregazione cui molte altre sono soggette. Certo tante sfide del passato come l’immigrazione, la crisi economica hanno lasciato pesanti segni, ma la città non si è smarrita e nemmeno sono state perse l’identità dei bresciani e la concretezza che li caratterizzano, insieme ad una tenuta sociale e una dinamicità straordinarie. Molti non lo sanno, ma chi viene da fuori si sorprende della qualità della città, inattesa come la sua bellezza.

Brescia negli ultimi due anni è uscita da una crisi che l’ha segnata anche se non in modo irreversibile. Tra il 2014 e il 2016 la disoccupazione giovanile aveva raggiunto il 37% ed ora si è dimezzata, con una ripresa dell’economia e dell’occupazione nel complesso, non solo quella giovanile. Gli investimenti sia pubblici che privati tra il 2009 e il 2014 hanno subito un forte freno e negli ultimi due anni c’è stata una netta inversione di tendenza. Il comune ha cercato di investire in opere pubbliche, per dare un input alla ripresa economica della città.

Brescia è tornata a crescere anche come redditualità, con una soglia della povertà relativa e assoluta che si è ristretta. Oggi sono circa 1400 le persone indigenti che ricevono servizio. Molti sono senza fissa dimora che, anche grazie alla rete importante di possibilità di ricovero sul territorio, ricevono assistenza. La città regge e aiuta.

Anche la crescita demografica è tornata. Sono stati superati i duecentomila abitanti degli anni ’85, anni dei maggiori numeri, e periodo in cui Brescia è divenuta città industriale come è rimasta ed è ancora oggi.

Negli ultimi cinque anni entra e torna in città una fascia di popolazione con picco intorno ai 30 anni. Single e giovani coppie che prima uscivano, dando luogo ad un inevitabile e progressivo invecchiamento della popolazione, correlato ad una problematica della tenuta dei servizi sociali. La popolazione invecchia meno rapidamente e si riequilibra dal punto di vista demografico.

La maggior parte delle persone che rientrano non sono immigrati, che consolidano la loro percentuale intorno al 18%, valore stabile da 15 anni, altissimo ma stabile. Rientrano gli italiani e tornano in città per la qualità dei servizi e il loro costo tariffario che oggi è più basso in città rispetto alla provincia. Alcuni esempi sono il servizio pubblico e l’offerta nel campo dell’istruzione, dalle scuole materne alle superiori, che è ricca e capillare su tutto il territorio cittadino. Brescia è l’unica città in Italia che ha la contribuzione comunale delle scuole materne convenzionate. Ci sono ottimi servizi sociali per la popolazione anziana, efficienti e convenienti insieme ad una varia offerta culturale. Questi sono i principali indicatori che emergono dai questionari di motivazione sulla scelta di Brescia come città di residenza.

La città sta cambiando pelle. È sempre stata città industriale manifatturiera con grandi realtà, ma oggi l’occupazione è completamente diversa. I dati per macrosettori mostrano che la manifattura ha mantenuto una quota di occupati altissima, cresciuta di qualche punto percento negli ultimi anni. Il boom però è stato sui servizi, che insieme ai settori dell’istruzione e della sanità coprono quasi il totale del profilo. Brescia mantiene la sua vocazione industriale e cresce negli altri settori per numero di addetti. Il numero di occupati è aumentato con una crescita del 20 percento, anche se maggiormente con contratti che li rendono “precari”.

La città sta andando verso nuove vocazioni, che vanno mantenute e sostenute, in primis gli investimenti dei gruppi sanitari principali, San Donato, Spedali Civili e Poliambulanza, e poi delle Università. Proprio le Università stanno tornando ad investire. La Cattolica ha appena aperto un cantiere a Mompiano. Oggi il numero di universitari a Brescia è oltre i ventimila. In questi due settori possiamo recuperare rapidamente e crescere. Ma cresce anche il settore terziario, e Brescia sta diventando punto di riferimento di molte amministrazioni regionali. Dobbiamo accettare che la manifattura non sia destinata a crescere, ma lo faranno gli altri settori. Anche la collocazione geografica ci è favorevole. Con la linea ferrata ottima, unico neo l’aeroporto di Montichiari, sul quale il Comune si batterà per ottenere gli investimenti promessi.

Esistono ovviamente anche delle criticità nella città, che vanno viste come sfide. Prima fra tutti quella ambientale, che è un tema vero. Infatti, la nostra eredità in ricchezza e benessere data dalla città industriale è proprio quella dell’inquinamento ambientale. La sfida di oggi è il miglioramento della condizione ambientale. In primis la riduzione del consumo di suolo agricolo, come è stato negli ultimi 5 anni, con il recupero dell’esistente attraverso la riqualificazione di aree dismesse. Inoltre si prevede la bonifica di suolo e terreno non solo sui siti di interesse nazionale ma anche sugli altri punti, messi in fila con gradualità e determinazione per trovare situazioni definitive.

Altro tema di grande importanza è la circolazione. Sono le duecentomila le autovetture che entrano in città ogni giorno. Brescia è vissuta giornalmente da quattrocentomila persone, perché capoluogo di provincia numerosa. La mobilità ha proporzioni gigantesche e per migliorarla bisogna trovare soluzioni efficaci ed efficienti che portino le persone a scegliere il mezzo pubblico, senza l’obbligo di farlo. Negli ultimi anni Brescia è la città cresciuta di più sull’uso del trasposto pubblico, passando da 41 a 54 milioni di passeggeri l’anno. Il merito è principalmente della metropolitana che ha portato sul trasporto pubblico anche chi viaggiava solo in macchina e non usava la rete su gomma, anche per aspetti culturali. Per questo motivo è stata lanciata l’idea del tram di superficie. Questi sono tutti i numeri che fanno parte del documento di pianificazione del Comune.

Ultimo tema è la rigenerazione del tessuto urbano, con consolidamento dei parchi comunali in posizioni chiave per proteggere la città dall’allargamento urbanistico.

Per quanto riguarda l’arte e il turismo, c’è un grosso potenziale di crescita. Brescia sta crescendo sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta. Sono cresciuti esponenzialmente gli esercizi extra-alberghieri, quindi c’è una nuova domanda a cui corrisponde questa offerta. I turisti sono in crescita costante, come anche il numero di visitatori ai musei e sono proprio i musei il punto di partenza, poiché sono ancora da valorizzare il Castello, la Pinacoteca, il Parco Romano, che hanno tutti un grande potenziale ancora inespresso. La vocazione di accoglienza della città sul fronte del turismo e cultura non è una visione e il boom nell’ambito del “food” lo dimostra.

Siamo ai primi passi ma viviamo in una città davvero fortunata con 3800 anni di storia che ci hanno consegnato qualcosa che è in grado di competere e di crescere oggi. Siamo in condizione di fare bene nei prossimi anni, abbiamo le forze e le risorse per affrontare le criticità anche con ottimismo consci di avere una marcia in più perché, da buoni Bresciani, siamo concreti e affrontiamo i problemi senza scappare.