CastelloBrescia, secondo un’affascinante leggenda, fu fondata dal re ligure Cidno al quale si deve il nome del colle Cidneo, pianoro molto suggestivo che tutt’ora fa da sfondo al centro storico cittadino.

Il nome Brescia deriva dal celtico Brical o Brigesia, “altura tagliata a picco” suono che, con significato analogo, permane anche oggi nel dialetto locale. Al breve periodo sotto l’assedio etrusco si devono i primi interventi di bonifica della zona, mentre significativo ruolo ebbero le popolazioni celtiche dei Galli Cenomani provenienti da Le Mans in Francia. Furono questi ultimi ad allearsi con i Romani contro le popolazioni locali; tale lealtà fu premiata con la cittadinanza romana, ottenuta nel 49 a.C. La denominazione romana “Brixia” risale al governo dell’imperatore Ottaviano Augusto.

Con il crollo dell’Impero Romano d’Occidente nel 476 d.C., Brescia subì numerose invasioni da parte di Unni, Eruli, Visigoti ed Ostrogoti e fu conquistata da Bisanzio verso il 561 d.C. per diventare pochi anni dopo un importantissimo ducato Longobardo. Di quest’ultimo dominio rimane la bellissima Chiesa di San Salvatore riconosciuta come Patrimonio dell’Unesco e il Monastero omonimo, successivamente intitolato a Santa Giulia e oggi sede del Museo della Città. La struttura architettonica fu fondata dall’ultimo re longobardo Desiderio nel 753 d.C.. Nel 774 Carlo Magno divenne il nuovo padrone della città.

bres 010Dopo la fase comunale nel corso del X-XII secolo, la città di Brescia finì sotto la dominazione dei Visconti di Milano fino al 1427 quando entrò a far parte del territorio di Venezia. La Repubblica veneta amministrò la città fino al 1797. Vi furono soltanto una breve fase di dominazione francese tra il 1509 circa e il 1512 e spagnola dal 1512 al 1516. Nel 1799, dopo essere stata per due anni parte della Repubblica Cisalpina, entrò nei domini austriaci fino all’Unità d’Italia, anche se tornò per un breve periodo in mano francese tra il 1800 e il 1814.

Brescia è definita anche come “Leonessa d’Italia”, appellativo utilizzato per la prima volta dal poeta locale Aleardo Aleardi. Tale denominazione fu resa celebre da Carducci che volle in questo modo ricordare il coraggio risorgimentale dei bresciani durante le dieci giornate. Brescia è conosciuta come fiorente città industriale e numerose sono le sue eccellenze locali.

Il Rotary Club Brescia Nord abbraccia i soci provenienti dalla zona del comune di Brescia a nord del tracciato viario che da via Valle Camonica ad ovest attraversa le strade principali (Via Milano e Via Leonardo da Vinci) fino al limite est del Monte Maddalena. Questa zona fu interessata da un notevole sviluppo urbanistico che ebbe un picco importante nel corso degli anni settanta, probabilmente come conseguenza della scelta di vent’anni prima di costruire l’Ospedale, aspetto che contribuì sempre negli anni settanta al trasferimento di alcuni corsi universitari nella zona settentrionale.

bres 023I soci del Rotary Brescia Nord provengono anche da alcuni comuni limitrofi franciacortini collocati a nord ovest: Gussago, Cellatica, Rodengo Saiano, Monticelli Brusati, Ome, Provaglio d’Iseo e Corte Franca. Elemento caratterizzante della patria franciacurtense è la perfetta “convivenza” tra l’originaria natura collinare e la tradizionale produzione vinicola, punto di forza e d’eccellenza.

Altri paesi lambiti dal Rotary Brescia Nord sono quelli della Val Trompia come Concesio Collebeato, Brione, Villa Carcina, Sarezzo, Lumezzane, Gardone Val Trompia, Marcheno, Bovegno, Pezzazze, Lodrino, Tavernole, Marmentino, Irma e Collio. La forte presenza mineraria della zona ha condotto gli abitanti, sin dall’età romana a svolgere attività estrattive. Tale area è caratterizzata da un’anima artigianale-industriale legata al lavoro in miniera e alla metallurgia fonte di eccellenza e di ricchezza per la città di Brescia

Il Rotary Brescia Nord interessa anche i paesi di Bovezzo, Nave e Caino. Tali comuni fanno parte della Valle del Garza, così chiamata per la presenza del fiume omonimo.