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La ripresa delle attività del Club dopo la pausa natalizia ci ha visti prima di tutto ricordare con un minuto di silenzio due rotariani recentemente scomparsi: Pier Franco Spano, già Presidente e poi Socio Onorario del nostro Club e Benedetto Buffoli, già Socio e Presidente del nostro Club.

La relazione della serata è stata tenuta dal socio Domenico Caggioli e verteva sull’Argentina. Grazie al nostro Prefetto la cena è stata in tema, con la proposta di alcuni piatti tipici di quella nazione.

Domenico, dopo una laurea in Ingegneria a pieni voti, si è dedicato alla gestione dell’azienda di cui è socio, la Mecolpress spa di Flero, fondata nel 1969 e specializzata nella produzione di linee di stampaggio e presse. Nel periodo delle vacanze natalizie 2016/2017 ha avuto modo di partecipare a un viaggio in Argentina, organizzato da rotariani romani.

La relazione è stata accompagnata dalla proiezione di numerose fotografie delle cinque tappe del viaggio, che gli hanno permesso di visitare le maggiori attrazioni turistiche dell’Argentina.

La visita è partita da Buenos Aires, la più europea della capitali sudamericane, grazie alle influenze architettoniche francesi dei numerosi edifici storici.

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Il viaggio si è poi spostato a sud, nel paesaggio steppico della Penisola di Valdés, nota per la possibilità di osservare le balene franche australi, purtroppo non visibili durante il periodo natalizio, e per la presenza di una ricca fauna, come i pinguini di Magellano e i leoni marini, che sono facilmente visibili lungo le spiagge o i guanachi e i nandù, che abitano le steppe.

Un ulteriore spostamento a sud ha permesso di raggiungere la Patagonia vera e propria, facendo prima tappa a El Calafate, caratteristica cittadina, sulla riva meridionale del Lago Argentino. Il nome deriva dal Calafate (Berberis buxifolia), arbusto tipico della Patagonia meridionale. Da El Calafate si può accedere al ghiacciaio Upsala (che prende il nome dalla città svedese di Uppsala). E’ uno dei ghiacciai più estesi al mondo, sebbene negli ultimi decenni abbia subito una notevole riduzione a causa del clima più caldo.  A poca distanza si trova poi un altro ghiacciaio, il Perito Moreno, probabilmente uno dei ghiacciai più fotografati al mondo, con il suo spettacolare fronte che si sfalda nel Lago Argentino. A livello globale è uno dei pochi ghiacciai in espansione. Il nome deriva da Francisco Moreno, esploratore che studiò la regione nel XIX secolo. L’escursione patagonica si è poi conclusa a Ushuaia, nella Terra del Fuoco argentina, la città più a sud del mondo, situata sul Canale di Beagle, così chiamato in onore del brigantino HMS Beagle, la nave a bordo della quale navigò Charles Darwin nel suo viaggio di cinque anni attorno al mondo. Una curiosità osservata da Domenico sono state le numerose dighe di castori: i castori non sono autoctoni del Sudamerica, vi sono stati importati per creare un commercio di pellicce ma la cosa è sfuggita di mano e la specie si è riprodotta fino a divenire un problema che sta letteralmente cambiando i connotati al paesaggio patagonico, a causa delle dighe costruite da questi animali e del rilevante numero di alberi, soprattutto faggi australi, da essi abbattuti.

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Dalla fredda estate patagonica Domenico è poi passato al caldo dell’estremo nord argentino, nella provincia di Misiones, per l’ultima tappa del viaggio che comprendeva la visita alle cascate dell’Iguazú. Tutti conoscono le cascate, tra le più spettacolari al mondo, e le foto che ci sono state mostrate, prese anche dal versante brasiliano delle cascate, hanno permesso di godere della grandiosità di questa meraviglia naturale.

La relazione si è conclusa con alcune domande, soprattutto vertenti sullo sviluppo turistico della Patagonia.