Il Presidente, dopo i saluti di rito, ha introdotto il relatore: Francesco Rastrelli, nostro socio dal 2004.

Per i soci che non lo conoscessero, Francesco è nato a Verona nel 1963, si è laureato in Farmacia nel 1987 a Milano e poi ha frequentato diversi corsi di specializzazione post-laurea. Dal 1991 è titolare di farmacia, attualmente con la farmacia “già Spedali Civili di Rastrelli G. & C. S.n.c.”. Nell’ambito della sua attività quale farmacista è attivo da tempo in campo sindacale (Associazione Titolari di Farmacia di Brescia, Federfarma, ecc.) e dal 2008 è presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Brescia. Dal 1995, seguendo una sua vocazione e passione, si dedica insieme al fratello ad attività imprenditoriali in ambito chimico-farmaceutico, dapprima con la Keminova Italiana srl e poi, dal 2004, con la Kalichem srl, società che si occupa principalmente di ricerca e sviluppo di materie prime chimiche e vegetali per il settore della produzione cosmetica. E’ anche membro del cda di Ambrosialab srl, spin off dell’Università di Ferrara, attiva nella ricerca cosmetologica.

E’ autore di una quindicina di articoli scientifici e due capitoli di libri oltre che relatore e docente in numerosi convegni e corsi anche universitari.

Francesco mi ha gentilmente trasmesso il testo della sua relazione che, sia pure con qualche piccola modifica per adattarlo all’usuale formato delle mie relazioni, riporto qui di seguito.

La Cosmesi ha origini molto antiche. Il medico greco Galeno (129-216 d.C.) formulò la prima emulsione, nota come ceratum galeni, a base di olio di oliva, cera d’api e acqua di rose.

L’olio d’oliva è da sempre un ingrediente fondamentale nella cosmetica, trovava infatti impiego sia nell’Antico Egitto sia nell’Antica Roma in prodotti per la cura del corpo, del viso e dei capelli.

Gli Arabi hanno inventato il Sapone di Aleppo (a base di olio di oliva e di olio di timo o alloro).

Come evoluzione del sapone di Aleppo, i francesi hanno poi creato il sapone di Marsiglia, la cui formula e produzione furono regolamentate nel 1688 con l’editto di Colbert. Anche la cosmesi decorativa era già diffusa in antichità. Non aveva solo la funzione estetica e ornamentale ma a essa spesso era associata una funzione protettiva e religiosa.

Arrivando al presente, le attuali tendenze nel settore “personal care” riguardano soprattutto lo sviluppo di prodotti in grado di soddisfare le esigenze di consumatori sempre più attenti all’impatto ambientale del prodotto che acquistano. Il prodotto “green” viene percepito come più puro e sicuro. Inoltre ricoprono un ruolo fondamentale le certificazioni “biologiche”, in quanto i consumatori sono sempre più informati. Il “claim” naturale quindi non può più essere solo un concetto di marketing ma deve essere supportato da oggettivazioni e certificati.

La filiera di sviluppo e produttiva della cosmetica , una delle eccellenze del made in Italy, è articolata e complessa. Prima di affacciarsi all’utilizzatore del prodotto finito, essa sviluppa la propria sequenza operativa attraverso tre principali blocchi di attività:

 prende avvio dalla chimica di base,

 passa attraverso la produzione di eccipienti, principi attivi e fragranze

per giungere alla produzione e confezionamento del cosmetico pronto all’uso, sempre affiancata da complesse fasi di ricerca e sviluppo e di controllo, e completata dalla produzione di imballaggi specializzati, studiati per le diverse esigenze.

Ogni blocco di attività è attentamente controllato da un imponente impianto normativo, che prevede specifici e inderogabili requisiti, come Reach, CLP e Regolamento Cosmetici, oltre che da apposite norme volontarie come le ISO 9001, le Norme di Buona Fabbricazione specializzate per comparto e lo Standard IFRA.

Ciascun attore della filiera è quindi titolare di ruoli e responsabilità definite ed irrinunciabili.

I prodotti cosmetici appartengono a una categoria di prodotti di largo consumo e sono ampiamente diffusi in tutto il mondo, fanno parte ormai di ogni piccolo gesto della vita quotidiana, quando ci laviamo le mani, i capelli, quando facciamo la doccia, quando ci esponiamo al sole o più semplicemente vogliamo dedicare un momento della giornata alla cura, al benessere e alla bellezza del nostro corpo.

Oggi tra la condizione di salute e quella di malattia ha trovato spazio un nuovo stato, il benessere. Le scienze cosmetiche operano a pieno titolo in questo terreno. Tra i numerosi fenomeni che hanno favorito queste trasformazioni, va sottolineata la presa di coscienza dell’inscindibile legame tra mente e corpo, fondamentale per comprendere l’origine psico-fisica di molte patologie. Ormai è risaputo che diversi disturbi della sfera psichica possono derivare da un’alterata percezione della propria immagine corporea e questo avvicina ancora di più i prodotti di bellezza al settore della prevenzione, secondo lo slogan: Look good….feel better.

La formulazione del prodotto cosmetico (crema, bagnoschiuma, shampoo, gel, profumo ecc) è costituita da innumerevoli ingredienti cosmetici, i quali vengono continuamente studiati e aggiornati a seguito di indicazioni dei comitati scientifici a livello comunitario,

al fine di garantire al consumatore un prodotto cosmetico finito sempre più sicuro ed efficace.

Il mondo degli ingredienti cosmetici è assai complesso e variegato, ci sono più di 8.000 sostanze, estremamente diverse per origine, caratteristiche, proprietà chimico-fisiche e processi produttivi.

Alcune materie prime sono esclusivamente di carattere cosmetico mentre altre sono comunemente utilizzate anche in campo alimentare e farmaceutico.

I principali ingredienti cosmetici possono essere suddivisi nelle seguenti categorie:

 coloranti;

 emollienti (sostanze grasse);

 estratti naturali;

 filtri solari;

 principi funzionali;

 tensioattivi;

 fragranze ed altri ingredienti.

Venendo alla situazione del nostro Paese, l’offerta italiana di cosmetici è riconosciuta nel mondo per l’innovazione delle formulazioni e la dinamica di servizio delle imprese produttrici. A ciò si aggiunge il costante studio dei trend di consumo, elemento irrinunciabile per affermarsi anche nell’attività di promozione sul mercato. Sono questi elementi caratteristici che consentono alla filiera del cosmetico italiano di affermarsi sia sui mercati tradizionali che su quelli emergenti.

Nel nord dell’Italia si evidenzia da sempre la più importante concentrazione di imprese cosmetiche con un peso sul quadro geografico poco superiore all’81%. La Lombardia si conferma la regione con la più alta densità d’imprese cosmetiche, con oltre il 50%, seguita da Emilia Romagna, con il 10,2%, Veneto all’8,2%, e Piemonte con il 6,6%.

Il valore del consumo di cosmetici in Italia nel 2016 è stato pari a 9.900 milioni di euro, con una crescita rispetto al precedente esercizio dello 0,5%. Una crescita marginale quindi ma importante per la tenuta dei valori, se si considerano gli effetti sulla propensione d’acquisto che hanno condizionato i consumatori italiani nei periodi successivi alla crisi mondiale dell’autunno 2008.

Per il settimo anno consecutivo, l’export registra un ulteriore sostanziale incremento, superando pienamente il valore-soglia dei quattro miliardi di euro. I cosmetici italiani esportati toccano infatti i 4.293 milioni di euro, con un incremento del 12,7%. Importante anche il valore consuntivo che riguarda i dati in quantità: la crescita è dell’8,0%, a conferma che la spinta all’internazionalizzazione è sempre più presente e non si manifesta solo a livello di marginalità. In crescita più dinamica rispetto ai precedenti esercizi, le importazioni raggiungono i 1.981 milioni di euro, un +9,2% rispetto al 2015, bilanciato dall’aumento in quantità, superiore ai dieci punti percentuali. La ripresa consolidata dei mercati esteri incide bene sulla bilancia commerciale del settore cosmetico che conferma il trend iniziato nel 1996, quando il valore delle esportazioni di cosmetici ha superato quello delle importazioni.

Nel 2016 il saldo attivo è superiore ai 2.300 milioni di euro, ben al di sopra di molte categorie merceologiche contigue, confermando la cosmetica italiana come elemento attivo per il sistema economico del paese. La piena ripresa di alcuni storici mercati esteri, analogamente allo sviluppo di nuove aree di consumo, ha sicuramente contribuito alle performance commerciali italiane all’estero, in forte aumento dopo il fisiologico rallentamento del 2008-2009. Ma a incidere sempre più sono le “nuove” destinazioni, fortemente cercate nelle attività imprenditoriali italiane.

Anche nel 2016 le statistiche fornite da Cosmetics Europe, l’Associazione europea di rappresentanza dell’Industria cosmetica, registrano il primato dei consumi in Germania con oltre 13.600 milioni di euro, seguiti da Regno Unito con oltre 11.400 milioni di euro. Terzo posto per la Francia che, con andamento stagnante rispetto allo scorso anno, si approssima alla quota di 11.400 milioni di euro. L’Italia si conferma in quarta

posizione a livello di consumi europei, seguita dalla Spagna, quinta, con 6.660 milioni di euro e un trend allineato ai valori dello scorso anno. L’indice di concentrazione conferma che i primi 5 paesi coprono oltre il 68% del mercato europeo.

Nella classifica delle vendite europee di cosmetici, si registrano al primo posto i prodotti dedicati allo skin-care, 25,8% sul totale, seguiti dai prodotti per l’igiene personale. L’Europa, con 77.000 milioni di euro si conferma al primo posto nei consumi mondiali, seguita da Stati Uniti (64.000), Cina (41.000), Brasile (24.000) e Giappone con 22.000 milioni di euro.

In questo dinamico ambito, nel bresciano nasce e opera la Kalichem. Costituita nel 2006 da Francesco e da suo fratello Gianbattista, si specializza nella ricerca, sviluppo e produzione di ingredienti a uso cosmetico e medicale.

Uno step naturale nella crescita aziendale è stato l’ampliamento dello stabilimento nel 2014, costruendo una nuova sede a Rezzato (Brescia) con laboratori moderni e tecnologicamente avanzati per la ricerca, lo sviluppo e la produzione di nuove e originali materie prime per l’industria cosmetica, igiene della persona e nell’area Oral Care, con i più alti standard qualitativi.

Nel 2016 il Gruppo Chimico Lamberti SPA (una realtà multinazionale con una presenza globale e una lunga esperienza nella produzione di specialità chimiche) si è unito in partnership con Kalichem.

Kalichem ha oggi un portafoglio di prodotti originali, la maggior parte dei quali oggetto di brevetti internazionali, ottenuti dalla propria attività di ricerca e/o per il tramite di collaborazioni esterne con Istituti di Ricerca scientifica tra i più accreditati a livello nazionale, come il CNR, Università di Milano, Ferrara, ecc.

Kalichem da sempre si è orientata al mondo del naturale e verso prodotti delicati sulla pelle e con un basso impatto ambientale. Un’attenzione particolare è rivolta al rispetto dell’ambiente e alle risorse naturali, in una scrupolosa ricerca della «green chemistry».

La protezione e tutela dell’ambiente sono un investimento molto importante. Il programma «green chemistry» copre diversi aspetti cruciali quali: sicurezza, salute e protezione ambientale.

Tutti i processi di produzione sono equipaggiati con sistemi anti-inquinamento: sistemi di riciclo dell’acqua fredda, unità filtranti per le polveri, sistemi di abbattimento dell’inquinamento che regolano l’intera capacità di tutti i macchinari di produzione.

L’azienda ha in portafoglio un range completo di specialità la maggior parte delle quali di origine vegetale. Più di 50 specialità caratterizzate da una vasta documentazione scientifica , profilo di sicurezza e un’elevata biocompatibilità.

Le specialità sono conosciute e apprezzate in tutto il mondo dalle aziende di maggior rilievo nel mercato dermocosmetico internazionale.

Le aree in cui l’azienda è attiva sono:

emulsionanti e tensioattivi derivati da acidi grassi dell’olio di oliva, senza l’uso di solventi chimici. Ingredienti funzionali e attivi innovativi, anche di derivazione biotecnologica. Trattasi di nuove molecole che conferiscono al prodotto cosmetico le proprietà funzionali.

 ingredienti per Oral care e Make-up.

Fin dall’inizio la ricerca scientifica dell’azienda è in prima linea nella battaglia a difesa della cute e delle mucose dell’organismo umano. Da profondi studi di biologia molecolare si arriva allo strumento principe per la protezione cutanea: il DNA bisodico, una sostanza a base di DNA che è stata sviluppata recentemente anche per applicazioni dermocosmetiche.

Il DNA bisodico è un estratto in polvere di origine biologica, purificato e ottimizzato per l’uso cosmetico. Viene ottenuto con un processo esclusivo di biotecnologie dalla lavorazione di materie prime naturali originarie del territorio italiano.

Il meccanismo d’azione della molecola di DNA, che costituisce la maggior parte del DNA bisodico, si esplica in due modi principali:

 il polimero idrofilico desossiribonucleico ha la proprietà di trattenere l’acqua, trasformandosi in un gel dermoprotettivo che respinge le sostanze estranee alla pelle e ne mantiene la salute e l’aspetto fresco;

 la catena di DNA fornisce alle cellule della cute e delle mucose i preziosi nucleotìdi (basi puriniche e pirimidiniche) di cui esse hanno bisogno per regolare l’attività del sistema immunitario e, nel caso della psoriasi e affezioni simili, ripristinarne la condizione di normalità.

Kalichem inoltre offre servizi di sviluppo formulativo e servizi di testing in collaborazione con l’Università di Ferrara e Ambrosialab – società spin-off dell’Università.

Kalichem investe molto nella diffusione della cultura cosmetica nel mondo. La professionalità e le collaborazioni in essere le permettono di giocare un ruolo fondamentale nel contesto scientifico internazionale. Le innovazioni e gli sviluppi non sono solo oggetto di articoli di marketing scientifico ma anche di comprovata e accreditata letteratura scientifica.