Il relatore della serata è stato l’Avvocato Flaminio Valseriati, poliedrico personaggio che, credo, pochi bresciani non conoscano. Alla professione di avvocato, che esercita dal 1971, affianca numerose altre attività (membro del Lions Club e di molte associazioni musicali, culturali e sportive). Coltiva inoltre svariati interessi: studioso di musicologia etnica e collezionista di strumenti musicali a pizzico e a plettro (ne possiede quasi mille pezzi), cultore del dialetto bresciano (ha pubblicato il volume “Dante Bresciano”, nel quale vengono tradotte in dialetto bresciano alcune parti della Divina Commedia e altre poesie del rinascimento), viaggiatore e appassionato di auto d’epoca.

Il tema della serata erano proprio le auto d’epoca e il relatore ci ha intrattenuto con una carrellata di aneddoti, ricordi e considerazioni personali, sempre espressi in un piacevole tono semiserio.

Così, per esempio, abbiamo saputo come è nato il tergicristallo: inventato dall’americana Mary Anderson agli inizi del ‘900, impiegò ben dieci anni ad affermarsi, nonostante gli ovvi vantaggi.

Altra curiosità riguarda il genere grammaticale del termine “automobile”. Tra la fine dell’’800 e i primi del ‘900 prevaleva l’uso del maschile, poi, a poco a poco, si affermò il femminile, consacrato da una lettera che, nel 1920, Gabriele D’Annunzio inviò al senatore Giovanni Agnelli, nella quale scrisse “L’automobile è femminile”.

Passando più specificamente al tema della serata, il relatore ha definito il collezionismo e l’agonismo come due “malattie galoppanti”. Le auto d’epoca, frutto di un ingegno e di un senso estetico eccezionali, sono oggetti da collezione molto ambiti. L’ASI (Automotoclub Storico Italiano) conta più di 200.000 iscritti. Tra i vari modelli che l’avvocato Valseriati ha avuto modo di collezionare e guidare, la sua favorita è una Mercedes 300 SL “ali di gabbiano”. Questa auto, tra l’altro, era lo stesso modello con il quale gareggiava Sylvester Stallone durante una 1000 Miglia. Tale circostanza portò a diversi equivoci durante la gara, in quanto capitò più volte che l’auto di Valseriati venisse confusa con quella di Stallone e questo gli permise di fare alcuni scherzi al pubblico (che nelle gare di auto d’epoca viene definito come “i civili”).

L’interesse per le auto storiche e gli elevati prezzi che raggiungono alimentano anche un florido mercato di falsi, al punto che, talvolta, in occasione di raduni di auto d’epoca, capita di trovarsi in situazioni imbarazzanti, con la presenza di un numero di esemplari di un dato modello superiore al numero noto e definito nei registri ufficiali: …quali saranno i falsi e quali gli autentici?

Per quanto riguarda l’aspetto agonistico, la 1000 Miglia nasce nel 1927 come una gara di velocità, con un percorso di 1000 miglia imperiali (circa 1.600 chilometri), e dura come tale fino al 1957, data dell’incidente di Guidizzolo, nel quale persero la vita numerose persone travolte da un auto uscita di strada. Dopo vari tentativi, si riuscì a ripartire nel 1982, sotto forma di gara di regolarità (quindi non più gara di velocità) per auto storiche (cioè le auto che avrebbero potuto partecipare alla vera 1000 Miglia, quindi auto che erano in produzione tra il 1927 e il 1957).

Oggi la 1000 Miglia storica si tiene ogni anno, con partenza e arrivo, come tradizione, da Viale Venezia. Flaminio Valseriati è riuscito a vincerla ben due volte (1989 e 1997). Le gare di regolarità, a differenza di quelle di velocità, si vincono solo se viene rispettato al millesimo di secondo il road book, nel quale sono indicati i percorsi e le velocità da tenere. Si tratta quindi di gare impegnative e il relatore ha voluto sfatare il mito di chi dice di partecipare solo per lo sport: tutti, in un modo o nell’altro, ambiscono a ottenere un risultato, non fosse altro che superare l’amico-nemico di turno o raggiungere un buon piazzamento.

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Venerdì scorso, alla fermata della Metro “Poliambulanza”, alla presenza del Sindaco e dell’Assessore all’Ambiente nonché di numerosi rotariani dei RC del Gruppo Leonessa (per il nostro Club erano presenti il Vice Presidente e Marco Medeghini), è stata scoperta la targa commemorativa per la Giornata della Terra, nella quale viene riportata una frase del Presidente Riseley e vengono elencati i RC del Gruppo Leonessa.