Un Interclub con il Rotary Club Brescia Castello, molto partecipato, tanto che tutte e due le sale di Palazzo Averoldi erano occupate. I protagonisti della serata sono stati due giornalisti di chiara fama: Maurizio Belpietro e Stefano Lorenzetto, che ci hanno parlato della loro nuova avventura giornalistica e cioè il quotidiano “La Verità”.

Dopo i saluti di rito da parte dei Presidenti del RC Brescia Nord e RC Brescia Castello, sono stati introdotti i relatori della serata. Prima dei due giornalisti, ha parlato brevemente Enrico Scio, commercialista bresciano, che è il Presidente del CdA de “La Verità srl”, la società che pubblica l’omonimo quotidiano. Il dottor Scio ci ha raccontato di come sia nata l’idea del quotidiano, a seguito della fuoriuscita di Maurizio Belpietro da “Libero”. Era il 18 giugno 2016. Poco più di tre mesi dopo usciva il primo numero del quotidiano, che poi è cresciuto fino ad attestarsi su una media di 23.000 copie vendute al giorno. Poca cosa se paragonata a nazioni, come il Giappone, dove i quotidiani vendono milioni di copie, ma un risultato lusinghiero in un paese come l’Italia dove le testate più antiche e affermate vendono tra le 50.000 e le 200.000 copie al giorno. Scio ha poi passato la parola a Stefano Lorenzetto, direttore editoriale de “La Verità”.

Lorenzetto è un giornalista veronese, noto per la rubrica “Tipi italiani”, che teneva la domenica su “Il Giornale”. Un impegno lungo 769 puntate, che ogni volta richiedeva

almeno tre giornate di lavoro ma che gli è valso l’inserimento nel Guinness dei primati per ben cinque volte come la più lunga serie di interviste di un’intera pagina che sia mai apparsa sulla stampa mondiale. Lorenzetto ha voluto sottolineare come “La Verità” sia il quotidiano nazionale a più alto tasso di brescianità, avendo direttore e presidente del CdA bresciani. Ha poi evidenziato come la linea editoriale del quotidiano lo collochi nell’area moderata, lontano dal mainstream e dal politically correct. Tra le firme de “La Verità” c’è, per esempio, Roger Scruton, noto filosofo conservatore inglese. Ci ha poi detto di come sia stato scelto il titolo della testata. Ha ricordato la frase della inviata di guerra Letizia Leviti, recentemente scomparsa, che affermava come il lavoro dei giornalisti fosse verità. Ci ha fatto notare la presenza di un cartiglio sotto il titolo della testata: “Quid est veritas?”, preso dal Vangelo di Giovanni (interessante notare come la frase anagrammata diventi “est vir qui adest”).

A questo punto la parola è passata a Maurizio Belpietro, nel frattempo sopraggiunto a causa di impegni televisivi che non gli hanno permesso di cenare con noi. Belpietro, giornalista bresciano (è nato a Castenedolo), è a tutti noto per essere stato direttore di “Libero” e per la conduzione di diverse trasmissioni giornalistiche televisive. Oggi è direttore de “La Verità”. Belpietro si è soffermato sul problema della stampa gratuita, un’idea fallimentare che però ha danneggiato i quotidiani seri. “La Verità”, in quest’ottica, ha scelto di non avere nemmeno un sito internet (o meglio, un sito esiste ma è solo una presentazione del quotidiano e non contiene notizie).

Al termine dell’esposizione rimaneva da trattare l’ultimo dei temi oggetto della serata e cioè la verità sull’Italia. Data l’ora ormai tarda non è stato possibile sviscerare il tema come sarebbe stato necessario ma sia Lorenzetto che Belpietro ci hanno fatto parte di alcune loro amare considerazioni sullo stato attuale della politica italiana: l’eccessivo potere della burocrazia romana, che rende la politica irrilevante, l’eccessivo numero di leggi e la mancanza di politici lungimiranti. I politici di una volta avevano una visione del futuro. Oggi si pensa solo ai vantaggi immediati senza avere una visione di lungo periodo, che invece sarebbe indispensabile per poter risollevare le sorti del nostro Paese.

Il prossimo appuntamento sarà la tradizionale ottobrata presso la sede, giovedì 26 ottobre.