Si è trattato della conviviale più partecipata dell’anno, con quasi sessanta presenze.

Il relatore della serata è stato Il nostro socio Cavaliere del Lavoro Ugo Gussalli Beretta, rappresentante della quattordicesima generazione di una dinastia industriale tra le più antiche al mondo.

Tutti conoscono il marchio Beretta, legato alla produzione di armi e più recentemente ad abbigliamento, accessori e ottiche per la caccia e l’outdoor e quindi la relazione, più che

vertere sulla produzione industriale della Beretta, è stata un excursus storico sulla famiglia Beretta e le vicende più significative che hanno interessato le ultime generazioni.

La storia della Beretta, nei primi secoli, è affidata per lo più a testimonianze tramandate da padre in figlio, perché solo pochi documenti si salvarono da varie calamità che colpirono Gardone Val Trompia nei secoli passati (in particolare il saccheggio del 1797 e l’esondazione del Mella nel 1850). Tradizionalmente la data di fondazione della Beretta era fissata nel 1680, con Lodovico Beretta. Solo nel 1980 è stato recuperato un documento che ha permesso di retrodatare la fondazione della Beretta almeno al 1526, con Bartolomeo Beretta, che, nelle fucine di Gardone, già fabbricava canne per gli archibugi della Repubblica Veneziana.

Oggi siamo alla sedicesima generazione e i figli di Ugo, Pietro e Franco (quindicesima generazione) sono alla guida del gruppo.

Le figure che il Relatore ha voluto evocare sono i suoi più recenti antenati, in particolare il bisnonno Giuseppe Beretta (1840-1903), che diede un contributo importante alla realizzazione di una vera azienda e fu amico di Giuseppe Zanardelli, il nonno Pietro Beretta (1870-1957) al quale si deve il passaggio da una produzione artigianale a una industria vera e propria e gli zii Giuseppe Beretta (1906-1993) e Carlo Beretta (1908-1984), il primo abile nelle pubbliche relazioni e di dimensione internazionale, il secondo più versato nella sperimentazione e nella ricerca (Carlo Beretta fu anche legato al mondo del calcio, presidente del Brescia Calcio e poi, per un breve periodo, anche commissario tecnico della nazionale di calcio).

L’internazionalizzazione della Beretta inizia negli anni cinquanta, con una prima fabbrica in Brasile. Successivamente comincia la grande avventura statunitense che permette alla Beretta di vincere la gara per la fornitura di pistole all’esercito U.S.A.. La notorietà internazionale del marchio Beretta ha poi un risvolto curioso con la vicenda della General Motors, che lancia un modello di autovettura denominato “Beretta”, senza il consenso della Beretta. Da qui nascerà un contenzioso conclusosi con la vittoria della Beretta e la devoluzione del risarcimento danni, pari a 500.000 dollari, a favore della Fondazione Beretta per lo studio e la cura dei tumori.

Negli anni più recenti, alla tradizionale produzione di armi sportive per la caccia e il tiro (ben 13 medaglie olimpiche sono dovute all’uso di armi Beretta) si affianca una linea di accessori e abbigliamento per la caccia e l’outdoor e viene potenziato il settore vinicolo, che oggi riguarda cinque aziende agricole in Lombardia (lo Sparviere in Franciacorta), Toscana, Abruzzo, Piemonte e Trentino Alto Adige.

Sempre di recente e più precisamente tra il 1993 e il 1995 vi è stata una ristrutturazione del gruppo. Ora la Beretta Holding è capogruppo di una compagine di 28 società, in Italia e all’estero (USA, Finlandia, Turchia, Canada, Spagna, Germania, Grecia, Svizzera, Russia, Australia e Nuova Zelanda), con un fatturato consolidato di 680 milioni di euro e circa 3.000 addetti.

La famiglia Beretta è uno dei 47 membri dell’associazione internazionale “The Henokiens”, che raggruppa le famiglie industriali che abbiano una tradizione almeno bicentenaria. La famiglia Beretta risulta la seconda per antichità (la più antica famiglia sono i giapponesi Hoshi, gestori di un centro termale dal 717).

Il relatore ha voluto concludere con una riflessione circa gli elementi che hanno permesso alla sua famiglia di portare avanti una così lunga tradizione imprenditoriale: la passione per il prodotto, l’ossessione per la qualità, l’attenzione per gli investimenti e l’innovazione, il puntare ad una gamma di prodotti la più completa possibile e l’unità della famiglia, soprattutto nei momenti di crisi.

La serata si è chiusa con numerose domande da parte dei soci, a dimostrazione dell’interesse che la relazione ha suscitato nei presenti.

La prossima conviviale segnerà un momento importante per la vita del Club e cioè la visita del Governatore. Spero quindi di vedervi numerosi anche giovedì prossimo.